Il segretario della Nato, Jens Stoltenberg, lo ripete da giorni. Aerei e navi dell’Alleanza Atlantica sono pienamente operativi e interverrebbero non appena la Russia decidesse di commettere “un errore di calcolo”, come lo ha definito Stoltenberg, allargando il conflitto a un Paese Nato. E il segretario generale lo ha ribadito anche in Lettonia, Paese che teme da sempre che la Russia possa spostare le proprie mire verso il Baltico, magari con l’obiettivo di ricongiungersi all’exclave di Kaliningrad, territorio russo sul mare. “Per assicurarsi che non ci sia spazio per errori di calcolo a Mosca, la Nato ha rafforzato in modo significativo la presenza nella parte orientale della nostra alleanza”, ha detto Stoltenberg. “Abbiamo 130 jet in allerta alta, oltre a 200 imbarcazioni nell’estremo nord” e, ha continuato, “migliaia di soldati nella regione, incluso il gruppo di battaglia multinazionale della Nato”. “Proteggeremo ogni centimetro della Lettonia e proteggeremo ogni centimetro di tutto il territorio alleato” ha avvertito il leader dell’Alleanza Atlantica.

L’avvertimento ha due destinatari. Il primo è certamente il presidente russo, Vladimir Putin, a cui Stoltenberg ha semplicemente ribadito quelle che sono linee rosse ben note dell’Alleanza. L’articolo 5 del Trattato parla chiaro, e qualora un Paese alleato dovesse subire un attacco, scatterebbe il piano di sicurezza collettiva. Con tutte le conseguenze immaginabili per un conflitto che vedrebbe coinvolto direttamente tutto l’Occidente. La questione è certamente nota e ben chiara anche al Cremlino, che infatti non ha ancora orientato la sua azione nei confronti di alcuno Stato membro della Nato. Tuttavia è chiaro che in un momento in cui le forze armate russe si avvicinano al confine del blocco occidentale, ribadire l’ovvio serve a definire una linea rossa su cui Washington Bruxelles e Mosca non devono avere dubbi. La guerra in Ucraina è già un intricato nodo strategico per l’Alleanza: ma se la Nato non ha intenzione di ampliare il conflitto (come dimostrato anche dal freno su no fly zone e consegna di aerei a Kiev) anche Mosca deve avere chiaro che il prezzo di un’escalation incontrollata può essere molto alto.


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C’è però come detto un secondo destinatario del messaggio di Stoltenberg su caccia e jet, e questo è rappresentato dal gruppo di Paese del fianco orientale della Nato. Le rassicurazioni del segretario generale servono infatti a frenare i dubbi di molti Stati, in particolare di quelli baltici, su un eventuale impegno diretto della Nato in caso di guerra. Da tempo Estonia, Lettonia e Lituania chiedono un maggiore impegno nei rispettivi territori da parte delle forze atlantiche, che in alcuni casi, a loro dire, sono apparse restie a rafforzare quella frontiera. L’allarme veniva rilanciato continuamente dalle capitali al confine con Mosca anche in momenti non sospetti, quando non c’erano segnali di un conflitto imminente della Russia con l’Ucraina. E questo significa che i timori strategici delle cancellerie di “frontiera” non si sono accesi nell’ultimo mese, ma affondano le radici nel passato remoto e prossimo della regione. Il ricordo dell’occupazione russa e sovietica è ancora ben presente nella memoria delle popolazioni. La paura che il conflitto possa dilagare al di là dell’Ucraina serve a rilanciare politicamente l’importanza di una regione che ha sempre rappresentato non solo l’avamposto geografico del blocco atlantico, ma anche la parte più intransigente dell’Alleanza. Quella anche più legata a Washington e meno attenta alle strategie di difesa collettiva dell’Unione europea.

A questo proposito, nelle parole di Stoltenberg c’è anche un segnale nei confronti di tutti i Paesi membri dell’Alleanza ma anche dell’Ue. “Non cerchiamo il conflitto con la Russia. La nostra responsabilità finale è quella di mantenere al sicuro il nostro miliardo di cittadini”, ha detto Stoltenberg. E su Putin, il segretario Nato ha detto che ha sottovalutato l’Ucraina” e “ha seriamente sottovalutato la forza e l’unità della Nato e dei nostri amici e partner in tutto il mondo”. A voler essere maliziosi, manca sempre un richiamo alla Difesa Ue.

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