Il Regno Unito continua a muovere le proprie pedine per accreditarsi quale potenza più attiva dell’Alleanza Atlantica. La sua sfida alla Russia, che è ormai a tutti gli effetti considerabile una vera e propria escalation diplomatica, passa anche dai movimenti delle truppe. Una scelta che non è solo tattica, ma anche strategica, perché Londra, uscita dalla porta dell’Unione europea, vuole assumere un ruolo di “game changer” della politica continentale rientrando dalla finestra della Nato e del proprio sistema di alleanze e politica estera.

L’ultima mossa arriva dall’annuncio dato dalla Difesa di Sua Maestà dell’invio di circa ottomila uomini impegnati in esercitazioni congiunte in tutto il fianco est dell’Europa da aprile a giugno. La grande frontiera con la Russia, dove Londra ha già diverse unità schierate in particolare nei Paesi baltici, sarà infatti teatro di una serie di grandi manovre (programmate da diverso tempo, va sottolineato) che coinvolgeranno diverse migliaia di uomini non solo dei Paesi che saranno teatro delle esercitazioni, ma anche di diversi Paesi Nato e non Nato. Il ministero della Difesa, in una lunga nota che spiega il dispiegamento delle forze britanniche, ricorda che saranno impiegate decine di carri armati, cannoni, 120 veicoli corazzati, il tutto in un’area che va dalla Finlandia alla Macedonia del Nord. Un corridoio che collega il Vecchio Continente da nord a sud e che rappresenta un vero e proprio limes strategico tra le forze occidentali e il nuovo avversario strategico: la Russia di Vladimir Putin.

Le esercitazioni, come accennato in precedenza, sono in larga programmate da diverso tempo, anche prima dello scoppio del conflitto in Ucraina. Un esempio su tutti: l’imponente esercitazione Hedgehog, dove saranno impegnati anche il Royal Welsh Battlegroup e il Royal Tank Regiment insieme a circa 18mila militari Nato (in larga parte estoni) si svolge ogni quattro anni ed è la più importante manovra militare dell’Estonia. Quest’anno l’attenzione è chiaramente maggiore perché le condizioni geopolitiche fanno sì che il Paese dove si svolge Hedgehog sia al confine con un Paese in guerra. Tuttavia, è opportuno ricordare che le forze euro-atlantiche hanno sempre effettuato questo tipo di grandi manovre anche quando non vi erano segnali di un conflitto tra le due parti della nuova Guerra Fredda. Basti pensare che nel 2018 i soldati estoni impiegati in questa stessa esercitazione furono più di 15mila.

Se questa è una premessa fondamentale, che aiuta in qualche modo a diminuire la percezione di queste esercitazioni come una reazione atlantica all’invasione dell’Ucraina, va detto però che il messaggio politico rimane forte. Sia da parte della Nato che, in particolare, da parte del Regno Unito. In tutto il fronte orientale della Nato, in questo periodo primaverile, si muoveranno migliaia di soldati, di cui solo ottomila saranno del Paese che più di tutti sta mostrando la propria intransigenza nei confronti del Cremlino, e cioè la Gran Bretagna. Oltre a Hedgehog, infatti, i soldati di Sua Maestà saranno impegnati in gran numero in almeno quattro esercitazioni. Alcuni in Finlandia, a dimostrare la già piena vicinanza di Helsinki alla Nato. Altri sono già pronti per la Defender Europe. Da sottolineare anche l’avvio di Swift Response in Macedonia del Nord. E, sempre in Estonia, l’Alleanza ha fatto scattare in questi giorni un’altra esercitazione, Bold Dragon, in cui le truppe britanniche, danesi e francesi, insieme a quelle locali, si addestrano per manovre offensiva e difensive. Queste sono solo le manovre in cui è molto forte la presenza di militari britannici: perché c’è un fitto calendario di esercizi, in vari angoli del territorio Nato, programmate da qui fino a fine anno.

Una concentrazione di esercitazioni che ora assume inevitabilmente un significato politico. Tanto più se, come ricorda il Guardian, la Gran Bretagna ha deciso di ampliare l’impiego degli uomini inizialmente previsto per queste manovre. A far comprendere come possa essere sfruttato a scopi anche politici il movimento di così tante truppe verso l’Europa orientale, è stato proprio il segretario alla Difesa Ben Wallace, che non a caso ha sottolineato come queste esercitazioni vedranno le truppe britanniche unirsi a quelle Nato e del Joint Expeditionary Force per “una dimostrazione di solidarietà e forza in uno dei più grandi dispiegamenti condivisi dalla Guerra Fredda”. Lo stesso sito della Difesa di Londra ha pubblicato le dichiarazioni del tenente generale dell’esercito Ralph Wooddisse in cui viene esplicitato che “la serie di esercitazioni dell’esercito britannico è fondamentale” per la difesa dell’Europa e la deterrenza nei confronti di Mosca. Segnali che devono essere uniti a questa nuova fase di totale avversione di Londra nei confronti della Federazione Russa, e che confermano l’interesse del governo di Boris Johnson di rappresentare all’interno della Nato un vero e proprio “falco” rispetto a un possibile delicato compromesso con il Cremlino. Pubblicizzare in modo così plateale delle esercitazioni, facendolo anche attraverso un utilizzo social studiato per imporsi anche nel complesso dominio della infowar, è evidentemente un’ulteriore dimostrazione da parte del Regno Unito di accreditarsi non solo quale grande potenza, ma di ritagliarsi uno spazio sempre più ampio e prezioso all’interno dell’Alleanza Atlantica. La sfida alla Russia diventa inevitabilmente un banco di prova fondamentale.

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