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L’Usaf, l’aeronautica americana, ha rivelato nuovi dettagli sul suo programma segreto di veicoli aerei ipersonici Mayhem. Sino a oggi sapevamo che questo programma riguardava, almeno in parte, l’acquisizione di banchi di prova per supportare il lavoro su motori a reazione avanzati ad alta velocità, come quelli che sarebbero in fase di sviluppo destinati a velivoli ipersonici come l’Sr-72 di Lockheed-Martin.

Ora è stato rivelato che si sta cercando di realizzare un progetto sperimentale modulare che possa essere configurato per trasportare carico bellico per missioni di attacco, oppure un pacchetto di sensori che gli permetta di condurre missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.

Queste nuove informazioni sono contenute in un documento che l’U.S. Air Force Research Laboratory (Afrl) ha pubblicato il 14 dicembre scorso e proprio grazie a questo si è venuto a sapere che il nome del programma è stato cambiato da “Expendable Hypersonic Multi- Mission Air-Breathing Demonstrator” a “Hypersonic Multi-mission ISR and Strike”, evidenziando così il possibile futuro utilizzo duale e continuativo di una piattaforma da attacco e ricognizione.

Il progetto Mayhem, rivelato per la prima volta dall’Usaf ad agosto, fa parte di un più ampio sforzo noto come Enabling Technologies for High-Speed Operable Systems (Ethos). L’obiettivo generale di Ethos è identificare quelle tecnologie che supportano lo sviluppo del percorso della ricerca dell’Afrl nell’area dei sistemi ad alta velocità. Le attività includono la ricerca di base, applicata e avanzata per sviluppare, dimostrare, integrare, convalidare e trasferire nuove tecnologie aerospaziali che consentiranno di ottenere piattaforme per veicoli aerospaziali economicamente vantaggiose e capaci di operare a velocità di Mach 3 e oltre.

Tornando al programma Mayhem, nei documenti rilasciati di recente si legge che è focalizzato sulla fornitura di un sistema ipersonico air-breathing in grado di eseguire più missioni con un’interfaccia di carico utile standardizzata, fornendo un significativo progresso tecnologico e capacità future, e che l’obiettivo del sistema è trasportare carichi utili cinque volte la massa del velivolo e raddoppiare la gamma degli attuali sistemi di capacità tecnologica. Non vengono fornite informazioni sugli “attuali sistemi tecnologici” da cui sono stati derivati i requisiti di Mayhem, che sono classificati come segreti, ma sappiamo che attualmente è previsto un tetto finanziario di 371 milioni di dollari.

Sebbene fosse già noto che l’Usaf era interessata a un velivolo ipersonico dotato della possibilità di trasportare carichi utili – almeno dal 2016 –, in precedenza non erano state fornite ulteriori informazioni su cosa potessero essere. Questo nuovo documento è importante perché solleva un po’ di quella coltre di mistero che copre il programma Mayhem.

Oltre a queste categorie di carico utile non vengono forniti ulteriori dettagli su ciò che potrebbe interessare esattamente l’Air Force: si potrebbe ipotizzare che si cerchi di integrare un payload composto da un grappolo di munizioni o qualcosa di simile, come uno sciame di piccoli droni. D’altronde potrebbe trattarsi anche di una sola testata avanzata a frammentazione ad alto potenziale esplosivo che fornirebbe quel “effetto d’area” richiesto nel documento. Allo stesso modo il pacchetto Isr (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) potrebbe includere allo stesso modo un numero qualsiasi di sensori diversi.

Altre informazioni su qualsiasi altro requisito per il Mayhem, oltre a quello che sarà in grado di volare a regimi di velocità ipersonici (superiori a Mach 5), rimangono scarse. L’Usaf ha precedentemente confermato che il progetto è legato alla ricerca e sviluppo di “tecnologie avanzate di propulsione scramjet” e progetti di motori a reazione “multiciclo”. L’idea alla base di questo tipo di motori a reazione è ovviare al fatto che gli scramjet, così come i ramjet, non funzionano in modo efficiente a velocità inferiori a quelle ipersoniche, quindi accoppiarli con una turbina a getto più tradizionale consentirebbe a un velivolo di operare in modo affidabile a velocità più basse. Se applicata a un velivolo riutilizzabile – con o senza equipaggio – questa configurazione del motore consentirebbe, almeno in teoria, di volare a velocità ipersoniche durante la parte “operativa” di una sortita, ma di decollare e atterrare come un aereo più tradizionale utilizzando una normale pista.

“Il progetto Mayhem è guardare al prossimo passo in ciò che lo spazio di opportunità consente rispetto ai sistemi missilistici da crociera ipersonici” aveva detto Michael White, il direttore per gli studi ipersonici dell’ufficio per la modernizzazione, ricerca e ingegneria del Pentagono, al Csis, il Center for Strategic and International Studies, un think tank con sede a Washington, lo scorso giugno. Questo sistema più grande e più adatto a trasportare vari carichi utili che utilizza un’architettura motoristica più complessa solleva domande su cosa potrebbe effettivamente essere capace se dovesse entrare in servizio. Si può notare, però, che la parola expendable (sacrificabile) è assente anche nell’ultimo documento reso pubblico, quindi è ragionevole pensare che si tratti di una piattaforma destinata a essere riutilizzata più volte.

Sicuramente la tecnologia ramjet/scramjet risulta essere più matura rispetto alla propulsione a razzo ipersonica, almeno per una questione “anagrafica”. A tal proposito giova ricordare che anche il terzo test del nuovo missile Agm-183A (Air-launched Rapid Response Weapon – Arrw) è fallito dopo quelli di aprile e luglio. Dopo il pensionamento del Sr-71 l’Usaf sembra così lanciata verso l’introduzione in servizio di un nuovo velivolo con velocità superiore a Mach 3, ma vedremo se la fattualmente l’industria della difesa statunitense sarà in grado di ovviare alle problematiche che si presentano in un velivolo ipersonico, quindi ben al di sopra il limite massimo della velocità del vecchio Blackbird.

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