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La Russia sembra che abbia in fase di avanzata progettazione un nuovo missile ipersonico aviolanciabile capace di “sfondare qualsiasi difesa”. La notizia è stata diffusa da Mosca in concomitanza col recente discorso del presidente Vladimir Putin in cui ha affermato che “tutti vogliono azzannarci o strapparci via qualcosa, ma quelli che vorrebbero farlo dovrebbero sapere che gli faremmo saltare i denti in modo che non possano mordere … lo sviluppo del nostro strumento militare ne è la garanzia” aggiungendo, in particolare, che “commissioniamo nuovi sistemi per l’aviazione che non hanno eguali in tutto il mondo – navi di superficie da combattimento e sottomarini – e droni di prima qualità”.

Come si apprende dal media russo Izvestia che riporta fonti non meglio precisate del ministero della Difesa, il nuovo missile sarà utilizzato dai bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 e dai cacciabombardieri Su-34. L’inizio dei test di volo del nuovo sistema missilistico ipersonico, che non hanno ancora una designazione ufficiale, è previsto per il 2022. Lo sviluppo del vettore viene effettuato come parte del lavoro di progettazione denominato “Ostrota”, da parte del bureau Mkb Raduga. Il motore tipo ramjet che sarà utilizzato, noto come “Izdelye 71” (oggetto/prodotto 71) è stato sviluppato specificamente per il nuovo missile ipersonico dal Turaevsky Machine-Building Design Bureau “Soyuz” (facente parte della Tactical Missile Armament Corporation).

Nel febbraio di quest’anno, il ministro della Difesa Sergei Shoigu ha affermato che saranno i vari sistemi ipersonici a costituire la base delle forze deterrenti non nucleari russe. Dalle prime indiscrezioni sembra trattarsi di un vettore più piccolo rispetto ai Kh-47M2 Kinzhal già visti sui Mig-31K, e non è ancora chiaro se sia un progetto diverso rispetto al già svelato Gremlin (anche noto come Gzur) il cui sviluppo è cominciato nel 2018 per poter arrivare, entro il 2023, ai primi test di volo. Le dimensioni di questo missile ne consentono il posizionamento nelle baie interne del caccia stealth di quinta generazione Su-57 (Felon in codice Nato). In precedenza è stato riferito di piani per utilizzarlo anche sui bombardieri Tu-22, nonché su altri velivoli come i Su-30SM e i Su-35. Nulla impedisce di pensare che, trattandosi di un vettore da crociera, possa essere impiegato anche sui bombardieri pesanti russi come i Tupolev Tu-95 e Tu-160, o magari sul futuro Pak-Da.

Le caratteristiche ufficiali del Gremlin non sono state riportate: presumibilmente avrà un’autonomia fino a 1500 chilometri e una velocità di Mach 6, e non sappiamo se è prevista una variante con capacità nucleare. Risulta che il suo motore, della cui fabbricazione se ne occupa sempre il bureau “Soyuz”, abbia il codice di “Izdelye 70”. I missili ipersonici sono bersagli quasi impossibili da intercettare per gli attuali sistemi di difesa aerea, di conseguenza, è logico che si preveda il loro impiego non solo da unità navali (di superficie o subacquee) come ha già dimostrato di saper fare la Russia, ma anche da tutto lo spettro di velivoli in dotazione a una forza aerea, quindi da bombardieri ma anche da aerei più piccoli, prevedendone pertanto il loro impiego a livello tattico. Usando queste armi, infatti, saranno in grado di fare da apripista andando a colpire i sistemi di difesa aerea.

La Russia è stata la prima a mettere in servizio sistemi ipersonici. Dalla fine del 2017, gli intercettori MiG-31K modernizzati utilizzano il già citato Kinzhal (derivante dal missile del sistema Iskander) e ricordiamo che Mosca è stata anche la prima a dotare i suoi Icbm (Intercontinental Ballistic Missile) di veicoli di rientro ipersonici plananti (denonimanti Hgv – Hypersonic Glide Vehicle) che prendono il nome di Avangard.

L’Occidente è alquanto indietro in questo settore rispetto alla Russia (e anche rispetto alla Cina), ma negli Stati Uniti si sta lavorando alacremente per colmare questo ritardo. Le armi ipersoniche rappresentano un vero e proprio game changer del campo di battaglia – insieme alle ultime tecnologie inerenti l’Ia e la Cyber Warfare – tanto che si potrebbe parlare di una vera e propria Hypersonic Warfare.

I sistemi ipersonici, infatti, siano essi un missile da crociera come i russi Zircon, o un veicolo di rientro Avangard, per il solo fatto di poter essere impiegati da piattaforme che operano in domini diversi (sottomarini, navi, aerei, sistemi terrestri) e per il fatto di sfruttare almeno due ambienti diversi (l’aria e lo spazio) per la loro “navigazione”, vanno a dipingere uno scenario a sé stante per la guerra del futuro. A sostegno di questa tesi si può anche affermare che, proprio per la loro natura rivoluzionaria (altissima velocità e capacità manovriera), richiedono dei sistemi di difesa appositamente studiati, per il momento ancora sul tavolo dei progettisti.

Mosca, quindi, con l’introduzione di questi due nuovi missili da crociera ipersonici “più piccoli” va a colmare una lacuna nel panorama del suo arsenale, e quindi ad ampliare la possibilità di utilizzare questa tecnologia su velivoli diversi, permettendo così un ulteriore sviluppo della tattica di impiego dei sistemi di questo tipo.

Come sempre, è bene ricordarlo, quando si tratta di notizie riguardanti nuovi sistemi d’arma “rivoluzionari” è necessario distinguere la propaganda dalla realtà, soprattutto se provengono da Mosca che ha una lunghissima tradizione di dezinformatsya: solo il tempo, pertanto, ci permetterà di stabilire quando ci sia di vero, attendendo cioè i primi test di volo.

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