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La Cina sta lavorando alacremente verso il raggiungimento delle capacità di sesta generazione dei velivoli da caccia.

Secondo il generale Mark Kelly, capo dell’Air Combat Command (Acc), gli sforzi cinesi, coperti dal massimo livello di segretezza, produrranno lo stesso tipo di “sistema di sistemi” per il combattimento aereo che l’U.S. Air Force sta perseguendo, incluso un caccia di sesta generazione con equipaggio.

Secondo questa filosofia, i nuovi velivoli saranno delle piattaforme multisensore integrate e integrabili con diversi assetti presenti sul campo di battaglia, a cominciare da Uav (Unmanned Air Vehicle) e Ucav (Unmanned Combat Air Vehicle): si prevede che i futuri caccia voleranno insieme a velivoli non pilotati da attacco definiti loyal wingman, che saranno in un certo qual modo gestiti dal pilota, nonostante sia ormai accertato che le capacità di intelligenza artificiale avranno un gran peso nella progettazione di questi droni.

Secondo Kelly la Cina sta guardando al potere aereo di sesta generazione, compresi i futuri aerei da combattimento con equipaggio, “in modo eccellente, proprio come lo intendiamo noi: una riduzione esponenziale della traccia (radar e Ir ndr), un’accelerazione esponenziale della potenza di elaborazione e delle capacità di rilevamento”. Un altro fattore chiave è la capacità di “iterare” i miglioramenti aiutati da sistemi di missione aperti, che dovrebbe consentire alla Cina di “riprogrammare” a velocità rilevanti.

Inoltre, il capo dell’Acc sottolinea l’esperienza maturata dai costruttori aeronautici cinesi nello sviluppo di famiglie interconnesse di caccia, principalmente riferendosi alle rielaborazioni della serie “Flanker” progettata dall’Unione Sovietica: dapprima coi Su-27, poi coi Su-30, a seguire i J-16 e infine i Su-35. Rielaborazioni che hanno riguardato elettronica, motori, sistemi d’armamento e di navigazione, creando così, de facto, dei velivoli totalmente differenti rispetto agli originali russo/sovietici. A tal proposito, Kelly suggerisce che la possibile ragione dell’acquisto di un lotto relativamente piccolo di 24 Su-35 sia dovuto alla sua avionica di quinta generazione (montata su una cellula di quarta) per acquisire ulteriori capacità che renderanno il passaggio alla sesta generazione più semplice.

Da quando Pechino ha acquistato il Su-35, ci sono state molte speculazioni sul motivo per cui avrebbe potuto effettuare l’ordine: alcuni hanno suggerito che la Cina volesse dare un’occhiata più da vicino ai motori a spinta vettoriale del Su-35 – stante i ritardi dei motori di questo tipo nel corso della progettazione dei caccia J-20 cinesi – oltre a ottenere informazioni sulle sue armi e i sistemi di guerra elettronica. Sempre secondo il generale, nel complesso, l’esperienza con la famiglia “Flanker”, metterà la Cina in una buona posizione per sviluppare il suo equivalente del Next Generation Air Dominance statunitense, o Ngad.

Ci sono però pareri discordanti riguardo alle capacità maturate dalla Cina nella tecnologia aeronautica: The Drive ci ricorda che il generale Kenneth Wilsbach, a capo delle comando dell’Usaf per il Pacifico, sostiene che il J-20, il caccia cinese di quinta generazione, non sia “niente su cui perdere molto sonno”.

Quando si tratta del potenziale successore del J-20, tuttavia, il generale Kelly ha avvertito che la Cina sa cosa sta facendo, sottolineando come gli sforzi complessivi nel settore siano stati dirottati verso la sesta generazione, sostanzialmente fermando lo sviluppo del J-20. Il generale però sembra non aver considerato le versioni biposto di questo caccia, recentemente osservate, che quindi farebbero pensare a una produzione in massa pronta a partire oltre la decisa volontà di equipaggiarlo coi motori a spinta vettoriale, ma soprattutto il roll out del caccia di quinta generazione imbarcato J-35 (inizialmente noto come FC-31). Tuttavia, con una considerazione interessante, Kelly ha affermato che la famiglia di sistemi che emergerà avrà un miglioramento “esponenziale” delle caratteristiche stealth rispetto alle piattaforme attuali, in quanto secondo lui la Cina è in grado di padroneggiare livelli avanzati di stealthness richiesti per le piattaforme di sesta generazione.

Da parte cinese ci sono stati solo pochissime rivelazioni sulle ambizioni per i caccia di sesta generazione, in contrasto con quanto rivelato sul programma di bombardieri stealth di nuova generazione – l’H-20 – che è stato ampiamente propagandato dai media statali, sebbene i dettagli restino strettamente segreti.

Quel poco che sappiamo era stato diffuso dalla Cina a inizio gennaio di quest’anno quando è comparso un modello di un velivolo definito dai media di Pechino come di sesta generazione che presentava similitudini con altri programmi occidentali, ovvero con la possibilità di essere una piattaforma manned/unmanned, una pianta a doppio delta con bordo di uscita alare segmentato, e due propulsori. Secondo la propaganda cinese il velivolo dovrebbe entrare nella fase finale di progettazione nel 2025, prevedendone l’ingresso in servizio prima del 2035, ma si tratta di previsioni più che ottimistiche, per non dire irreali.

È chiaro invece che la Cina sta rapidamente sviluppando velivoli da combattimento senza pilota (Ucav) che potrebbero avere potenziali applicazioni all’interno di un’architettura “sistema di sistemi”. Da questo punto di vista le notizie sono, se possibile, ancora meno chiare, anche se ci sono state alcune voci credibili affermanti l’ingresso in servizio di una piattaforma simile intorno al 2035, il che significherebbe vederne il roll out intorno al 2027 o 2028.

Se il generale ha ragione, le immagini di un misterioso velivolo senza coda riprese da satellite nel suo passaggio su un aeroporto della Cac (Chengdu Aircraft Corporation) lo scorso ottobre, potrebbero essere di un dimostratore o un modello, forse correlato allo sforzo per velivolo di sesta generazione. Queste tecnologie avanzate dovrebbero includere nuovi radar, sistemi di propulsione esotici inclusi motori a ciclo variabile e armi a energia diretta oltre alla già citata capacità di collaborare con droni, l’uso dell’intelligenza artificiale, una maggiore stealthness e sensori avanzati.

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