La Finlandia e la Svezia potranno unirsi rapidamente alla Nato qualora decidessero di aderire all’alleanza militare occidentale. Lo ha sottolineato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso di un punto stampa a Bruxelles. “Se decideranno di presentare domanda, Finlandia e Svezia saranno accolte a braccia aperte e mi aspetto che il processo proceda rapidamente”, ha detto Stoltenberg, aggiungendo che ha in programma di parlare con il presidente finlandese nel corso della giornata. Il segretario generale si è anche detto “fiducioso” che si possa trovare una soluzione per i due Paesi scandinavi nel periodo che intercorre tra la richiesta di adesione e la ratifica formale da parte dei Parlamenti dei 30 membri della Nato.

L’ex premier norvegese apre esplicitamente a Stoccolma e Helsinki come membri dell’Alleanza Atlantica e punta dritta la barra del timone contro la Russia. Stoltemberg nota che “appena prendiamo la decisione di invitarle” ad entrare nell’alleanza “manderemo anche il forte messaggio politico che la sicurezza della Finlandia e della Svezia è importante per tutti gli alleati” e, dunque, che Mosca non potrà minacciarla.

Stoltenberg ha parlato fianco a fianco alla Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, che ha chiesto maggiore integrazione tra le strutture di difesa europee e quelle atlantiche. Una possibilità che l’ingresso di Helsinki e Stoccolma, già membri dell’Ue, nell’Alleanza Atlantica favorirebbe. I ministri degli Esteri dei Paesi della Nato si riuniranno per un vertice straordinario a Berlino il 14 e 15 maggio e in quell’ottica potrebbe essere compiuto un primo passaggio strategico per presentare Finlandia e Svezia come futuri membri.

L’avvicinamento dei due Paesi scandinavi alla Nato andava avanti da tempo, ma la guerra in Ucraina lo ha reso più celere e urgente. La Svezia, Paese con una grande tradizione nel campo della Difesa e della ricerca di una via autonoma alla sicurezza nazionale, da tempo coordina programmi comuni con Paesi Nato, Regno Unito in testa, e ha svolto esercitazioni congiunte. In Finlandia l’attacco russo all’Ucraina ha fatto riaprire il timore atavico dell’ex dominatore russo e la memoria della Guerra d’Inverno del 1939-1940, anni in cui Helsinki oppose una resistenza fiera all’aggressione sovietica. In Finlandia il sostegno all’adesione alla Nato è aumentato, raggiungendo il 65 per cento del favore cittadino. E’ quanto emerge dal recente sondaggio commissionato da “Helsingin Sanomat”, secondo cui il sessantacinque per cento dei finlandesi sostiene l’adesione della Finlandia all’Alleanza, mentre il tredici per cento è contrario e il 22 per cento non ha ancora preso posizione sulla questione. I dati riferiscono inoltre che il sostegno alla Nato è più alto tra gli elettori conservatori: l’86 per cento di questi è a favore dell’adesione e solo il 5 per cento è contrario. Anche una netta maggioranza dei parlamentari, in particolare quelli appartenenti al Partito dei socialdemocratici, dei Verdi, del Partito di centro e del Partito dei finlandesi, sostiene la candidatura di Helsinki alla Nato.

La visita del presidente finlandese Sauli Niinistö a Washington a inizio marzo per incontrare l’omologo Joe Biden e il direttore della Cia, l’ambasciatore William Burns, ha segnato una svolta per rompere le titubanze di Helsinki, che al pari della Svezia era tempo attenzionata dalla Nato ma restava meno decisa nella sua volontà di unirsi ad essa.

C’è però da capire in che misura l’Alleanza sarà concorde nel sostenere l’adesione alla Nato dei due futuri richiedenti. Nella giornata del 27 aprile ad aprire un fronte è stato il presidente croato Zoran Milanovic.

Secondo il capo dello Stato, il Parlamento croato “non deve ratificare l’ingresso di nessuno nella Nato” fino a quando la legge elettorale in Bosnia Erzegovina non sarà modificata, segnando dunque la necessità di dare priorità ad altri dossier più vicini ai suoi confini prima di provocare la Russia, ritenuta vicina ai separatisti filoserbi di Bosnia, su un altro fronte. In una conversazione con i giornalisti, Milanovic ha aggiunto di considerare l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato “un’avventura molto pericolosa”. Il presidente croato ha osservato che “siamo in una situazione terribile” in cui Bulgaria e Romania non possono aderire a Schengen, Macedonia del Nord e Albania non possono avviare negoziati di adesione con l’Ue, il Kosovo non è riconosciuto, mentre la Finlandia “può entrare a far parte della Nato dall’oggi al domani”, indicando in questo una disparità di trattamento che può far scalpore. E quella di Zagabria è solo una prima fuga in avanti: nonostante l’endorsement esplicito di Stoltemberg, l’avvicinamento di Helsinki e Stoccolma alla Nato non sarà necessariamente un pranzo di gala. Specie se si rafforzerà il partito di chi ritiene in ciò una pericolosa provocazione a Mosca.

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