Difesa /

L’ultimo incidente ha avuto luogo venerdì scorso nel cantiere di Severnaya Verf di San Pietroburgo. I media russi hanno riferito dello scoppio di un incendio a bordo della Provorny, una corvetta della classe Gremyashchiy. Un rogo devastante, che secondo le prime informazioni, avrebbe provocato due morti nelle squadre antincendio e danni per circa 262 milioni di euro (su un costo complessivo della nave di circa 375 milioni), molti dei quali, secondo alcuni osservatori, irreparabili. Il fuoco, come riporta Radio Svoboda, avrebbe interessato un’area di circa 800 metri quadrati.

Per la flotta russa si tratta di un problema serio. La corvetta Provorny, che doveva essere pronta nel 2022 per unirsi alla Flotta del Pacifico, è stata progettata per diverse funzioni, a tal punto che la Nato classifica queste imbarcazioni come fregate. Ma la peculiarità della classe Gremyashchiy è soprattutto quella di essere una nave “stealth” ideata per il trasporto dei missili da crociera Kalibr e probabilmente con i temibili 3M22 Zircon. Un’arma che per la Difesa di Mosca rappresenta un vero e proprio spartiacque nella percezione della potenza navale russa.

La Provorny, la seconda della sua classe dopo la Gremyashchiy, rappresentava quindi un secondo tassello nel mosaico del rinnovato interesse russo per gli oceani e per la corsa missilistica. Una gara tra superpotenze in cui la Russia, insieme a Cina e Stati Uniti, cerca di primeggiare attraverso un’evoluzione tecnologica che ha visto spesso gli arsenali della Federazione in vantaggio rispetto ai rivali di Pechino e Washington. Come confermato del resto proprio nella notte tra il 28 e il 29 novembre, quando, come scritto da Paolo Mauri su InsideOver, è stato effettuato un nuovo lancio di prova di uno Zircon, questa volta dalla fregata Admiral Gorshkov, dopo i test avvenuti nelle settimane precedenti dal sottomarino K-329 Severodvinsk della classe Yasen.

L’incidente, come detto in precedenza, è solo l’ultimo di una serie di episodi che hanno coinvolto in questi ultimi anni le basi russe impegnate in questo complesso processo di ammodernamento e di competizione con le altre potenze. La portaerei Admiral Kutznetsov ha subito due incidenti prima di essere riconsegnata alla Marina a conclusione della fase di ammodernamento: il primo nell’ottobre 2018 e il secondo il 12 dicembre nello stesso cantiere di Murmansk. Questo secondo episodio fu un incendio esplodo durante delle operazioni di saldatura, che, secondo l’agenzia di stampa Tass, fu scatenato dalla “violazione di norme di sicurezza”.

Un altro incendio particolarmente importante che ha interessato la flotta russa – rogo misterioso al pari dell’unità che è stata coinvolta – è stato quello che ha coinvolto il sottomarino Losharik. L’1 luglio 2019, secondo quanto riportato da diversi analisti, il vano delle batterie di riserva del sottomarino ha iniziato a prendere fuoco. Il sommergibile è venne rimorchiato a rientrare a Severomorsk mettendo in salvo i membri dell’equipaggio, ma 14 di loro rimasero intrappolati nel vano incendiato, sacrificando la propria vita per evitare il disastro. Motivo per cui il Cremlino ha insignito quattro di essi del titolo di “eroi della Federazione Russa” e dieci dell’Ordine del coraggio.

Sempre nel 2019, ma ad agosto, un altro strano incidente coinvolse una base militare nella regione di Arhangelsk, Nord Ovest della Federazione. I media russi riferirono che era avvenuta un’esplosione durante il test del motore di un aereo nella base di Severodvinsk, una delle basi più importanti della Flotta del Nord. Dalla Norvegia furono evidenziati dei cambiamenti nei livelli di iodio che facevano credere a un incidente che aveva coinvolto materiale radioattivo. Tre giorni prima, in Siberia, un deposito militare era stato oggetto di una serie di esplosioni che avevano portato al ferimento di una dozzina di persone e all’evacuazione di migliaia di cittadini nel raggio di diversi chilometri.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.