Il 30 luglio un sottomarino nucleare russo della classe Oscar II, l’Orel, ha avuto un problema sconosciuto al suo sistema di propulsione mentre transitava nelle acque danesi nel Mar Baltico costringendo la marina russa a inviare un rimorchiatore e a prepararsi a trainare il vascello, poco prima che riprendesse a funzionare. I dettagli dell’incidente non sono esattamente chiari, ma i sottomarini russi hanno avuto alcuni problemi negli ultimi anni.

Il Barents Observer riporta che l’Orel stava navigando a fianco del cacciatorpediniere della classe Udaloy Vice-Ammiraglio Kulakov, in rotta da San Pietroburgo alla penisola di Kola, quando all’altezza degli Stretti di Danimarca si è verificato il problema. Secondo quanto riferito, l’equipaggio dell’Orel è stato visto sul ponte di prua con indosso i salvagenti mentre il rimorchiatore Altai della Flotta del Nord si avvicinava per prenderlo al traino. Anche il pattugliatore danese Diana si è avvicinato per offrire assistenza e ha tentato senza successo di stabilire un contatto radio con il sottomarino in panne, ma ha invece ricevuto risposta dal cacciatorpediniere, che a quanto pare, ha declinato il cortese invito. Il pattugliatore danese stava scortando l’Orel durante il passaggio lungo gli stretti, che avviene in superficie, quando si è verificato l’incidente.

Una volta che i problemi con la propulsione del sottomarino sono stati risolti abbastanza da poter continuare a navigare, le navi russe hanno fatto rotta verso nord attraverso lo Skagerak. La Difesa norvegese ha affermato che il sottomarino ha ripreso il suo transito prima in superficie successivamente in immersione.

Finora, la marina russa non ha dato alcuna spiegazione dell’incidente, sollevando preoccupazioni su quale potrebbe essere stato il problema specifico. “È sempre preoccupante quando una nave di questo tipo ha problemi con la propulsione”, ha detto al Barents Observer la portavoce della Difesa norvegese, maggiore Elisabeth Eikeland.

L’Orel e altre unità navali della Flotta del Nord erano nel Mar Baltico per la parata navale del 25 luglio di San Pietroburgo che ha celebrato il 325esimo anniversario della marina russa. La parata ha visto partecipare, oltre all’Ssgn che ha avuto l’incidente, il sottomarino lanciamissili balistici di classe Borei-A “Knyaz Vladimir” e il sottomarino d’attacco a propulsione nucleare di classe Akula II “Vepr”. Presenti anche navi provenienti da Iran, Pakistan e India.

Nella giornata di oggi, invece, un velivolo WC-135W “Constant Phoenix” dell’Usaf è stato osservato solcare i cieli del Baltico effettuando diversi circuiti tra l’Estonia e la Lituania. L’aereo viene definito “nuke sniffer” perché la sua missione principale è raccogliere campioni atmosferici allo scopo di rilevare e identificare la presenza di isotopi radioattivi derivanti da esplosioni nucleari ma anche derivanti da fughe radioattive. L’Usaf ne possiede due, entrambi in forza presso la base aerea di Offutt, in Nebraska, e quindi è abbastanza raro vederli in volo di questi tempi. Durante gli anni della Guerra Fredda, da quando sono entrati in servizio nel 1965, hanno effettuato diversi voli di “pattugliamento” nei cieli delle regioni polari, del Mediterraneo, dell’Estremo Oriente e dell’Oceano Indiano.

C’è chi ritiene che questo “strano” volo del WC-135W possa essere collegato alle prove in mare della nave portacontainer a propulsione nucleare russa Sevmorput – l’unica esistente al mondo – effettuate nella giornata di ieri nel Golfo di Finlandia, dove è ancora attualmente ancorata. Questa nave ha un reattore KLT-40 da 135 Mw di potenza ed è lunga (fuori tutto) 260 metri per un dislocamento di oltre 61mila tonnellate.

D’altra parte è anche ipotizzabile che il velivolo possa essere stato inviato per cercare eventuali tracce di un possibile guasto al reattore – con relativa fuga radioattiva – dell’Orel, il che spiegherebbe anche il circuito di volo effettuato lungo la presunta rotta tenuta dal sottomarino. Gli isotopi radioattivi, infatti, se dispersi in acqua, possono essere rintracciabili per più tempo rispetto a quando vengono diffusi in atmosfera. Sappiamo però che l’Orel ha continuato la sua navigazione, quindi un eventuale guasto ad un sistema (o sottosistema) del reattore non dovrebbe essere stato talmente grave da rilasciare grosse quantità di radioattività (qualora dovesse essersi verificato).

Restiamo quindi nel campo delle ipotesi finché non arriveranno ulteriori dati (se arriveranno) da parte della rete di sorveglianza della Nato e della Svezia, in quanto riteniamo che da Mosca non giungerà nessun tipo di comunicazione ufficiale. Per ironia della sorte l’Orel, un sottomarino che ha quasi 30 anni, è della stessa classe di un’altra unità tristemente famosa: il Kursk, affondato il 12 agosto 2000, quando, durante un’esercitazione nel Mare di Barents, un’esplosione nel compartimento siluri ne distrusse la parte anteriore facendolo inabissare portando con sé le vite di tutti i 118 membri dell’equipaggio.

L’Orel è uno dei tre sottomarini di classe Oscar-II rimasti nella Flotta del Nord, tutti basati nella penisola di Kola.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.