Difesa /

L’Italia rafforza l’impegno militare in Europa orientale. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in una nota pubblicata sul sito del dicastero ha confermato che “nell’ambito del rafforzamento della postura di deterrenza sul fianco est dell’Alleanza, da domani l’Italia potenzierà la propria presenza in Romania raddoppiando il numero dei velivoli Eurofighter già operanti nell’attività di airpolicing. Ulteriori 4 aeroplani verranno inviati nella base di Mihail Kogălniceanu di Costanza”. Saranno quindi otto gli aerei italiani impegnati a monitorare i cieli dell’Europa orientale, a ridosso dello spazio aereo ucraino. “L’Italia sta contribuendo con rapidità e convinzione alle decisioni prese in ambito Nato, e ieri il governo ha approvato una serie di significative misure che prevedono il rafforzamento della postura militare sul fianco est a seguito dell’inaccettabile e ingiustificata aggressione della Russia all’Ucraina”, ha concluso Guerini nella nota.

Per l’Italia si tratta della prima conferma di quanto già detto ieri dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante l’informativa alle Camere. Il contingente italiano prevede 1.350 militari della task force “ad elevata prontezza”, oltre a decine di mezzi terrestri, due navi e cinque aerei. Le unità navali saranno impiegate nel secondo semestre del 2022. A questi uomini e mezzi schierati per far fronte all’emergenza in corso in Ucraina, con l’attacco ordinato da Mosca, fa da sfondo l’impegno che da tempo l’Italia svolge nell’ambito Nato, cioè operazioni di airpolicing dei caccia dell’Aeronautica e missioni di monitoraggio del Mar Mediterraneo con le unità della Marina Militare.

Nella base rumena vicino Costanza, uno degli hub principali dell’Alleanza Atlantica, gli uomini 36mo Stormo avevano già quattro Eurofighter 2000 con equipaggi provenienti dal quarto Stormo di Grosseto, dal 36esimo di Gioia del Colle, dal 37esimo di Trapani e dal 51esimo di Istrana. Mentre in ambito navale, in base alle operazioni programmate da parte della Nato, sono già attive la fregata Carlo Margottini e il cacciamine Viareggio. Per quanto riguarda il Baltico, altro fronte caldo della crisi tra Occidente e Russia, l’Italia ha già confermato di voler potenziare la missione in Lettonia in accordo con la Nato. E l’Italia è disponibile anche ad aumentare il numero delle “forze rapide” in caso di richiesta dell’Alleanza.

Sul fronte ucraino, invece, per ora il governo italiano ha dato il via alla consegna “a titolo gratuito” di materiali “non letali”. Come affermato dall’esecutivo, nel decreto emanato è prevista “la cessione alle autorità governative dell’Ucraina, a titolo gratuito, di mezzi e materiali di equipaggiamento militari non letali, rendendo disponibili equipaggiamenti per la protezione individuale per i militari ucraini e materiali per lo sminamento umanitario a favore della popolazione civile”. Una decisione che intende essere un ulteriore segnale dell’apporto tecnico di Roma a sostengo di Kiev dopo giorni in cui l’Italia era stata accusato di un atteggiamento “morbido” nei confronti della Russia.

L’impegno non riguarda solo l’Italia ma tutto il blocco occidentale. Dagli Stati Uniti ai partner europei arrivano notizie di rafforzamento del fronte orientale e di rifornimenti a Kiev. La Francia ha annunciato di essere in procinto di schierare 500 militari in Romania, sempre in ambito atlantico. La Germania ha inviato la corvetta Erfurt e la nave-spia Alster nel Baltico, dove si unirà anche la Luebeck. La Bundeswehr ha deciso di rafforzare anche la presenza in Lituania, mentre si osserva un dispiegamento di sistemi in altri Paesi dell’Europa centro-orientale. Diversi Paesi del fiano est, in particolare Polonia, Estonia e Lettonia, hanno deciso di spedire in Ucraina convogli di rifornimenti militari. Londra ha spedito carri armati e veicoli corazzati in Estonia e un’altra nave, la Hms Diamond, nel Mediterraneo orientale, mentre continuano i voli sia della Royal Air Force che statunitensi su tutto il fianco orientale.

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