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Defcon è un termine che nasce dalla composizione di Defense Condition (defense readiness condition per esteso) e indica il livello generale di allerta delle forze armate statunitensi.

I livelli Defcon vanno da uno a cinque, partendo da quello di allerta minima (Defcon 5) sino a quello che indica un conflitto imminente o già in corso (Defcon 1). Questi non vengono usati solo per indicare la prontezza di truppe, aerei, navi e comandi statunitensi, ma indicano anche quanto grave potrebbe essere una minaccia nucleare, biologica o chimica. Ogni forza armata, o comando regionale, può essere allertata secondo diversi gradi Defcon: ad esempio, durante la Crisi dei Missili di Cuba, che in genere viene considerato uno dei momenti più tesi del confronto tra i due blocchi contrapposti durante la Guerra Fredda, il Sac (Strategic Air Command) che comandava i bombardieri strategici statunitensi raggiunse un grado Defcon pari a 2, mentre il resto delle forze armate venne allertato al livello 3.

Il Dipartimento della Difesa Usa utilizza termini in codice che si riferiscono a ciascun livello Defcon per indicarlo durante le esercitazioni che si tengono: così se fossimo a Defcon 1 il nominativo sarebbe “Cocked Pistol”. “Fast Pace” viene usato per Defcon 2, “Round House” per Defcon 3, “Double Take” per 4 e “Fade Out” per 5.

Il caso dell’emergenza nazionale

Il sistema Defcon, in caso di emergenza nazionale, si accompagna ad altri due livelli (Emergcon – Emergency Condition) a formare sette diverse “condizioni di allerta” (Lertcon).

I livelli Emergcon sono reazioni a livello nazionale in risposta a un attacco condotto con Icbm (Intercontinental Ballistic Missiles) e per definizione tutte le forze vanno a Defcon 1 durante un Emergcon. Si distinguono due “emergenze”. Una di difesa generale in risposta a un attacco su vasta scala alle forze statunitensi all’estero o alle forze alleate in qualsiasi area confermato dal comandante di un comando unificato o specificato o da un’autorità superiore, oppure un attacco palese di qualsiasi tipo contro gli Stati Uniti sempre confermato da un qualche tipo di alta autorità militare. La seconda riguarda la difesa aerea e qui l’emergenza è dichiarata dal comandante in capo del Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano: indica che un attacco agli Stati Uniti continentali, al Canada o alle installazioni statunitensi in Groenlandia da parte di aerei o missili ostili è considerato probabile, imminente o in corso.

Questo sistema non è l’unico utilizzato dagli Stati Uniti. I livelli Defcon non devono essere confusi col sistema istituito dopo gli attacchi dell’11 settembre dal dipartimento della sicurezza interna nel 2002, che si basa su un meccanismo codificato a colori anziché su numeri e riguarda principalmente la minaccia terroristica: rosso per una grave minaccia o rischio, arancione per alto rischio o minaccia, giallo per un rischio elevato e significativo, blu per uno generale e verde per uno basso. Nel 2011, il Department of Homeland Security ha posto fine all’uso di questo sistema di allarme a codici di colore sostituendolo con il “sistema nazionale di consulenza sul terrorismo (Ntas)”. Pertanto anche le relative condizioni di difesa non sono le stesse degli avvisi Defcon del dipartimento della Difesa, e non sono assolutamente collegate ad essi.

La valutazione delle singole basi

Esistono poi le “condizioni di protezione della forza (Fpcons)” utilizzate nelle singole basi militari come valutazione della minaccia locale. In questo caso i livelli di minaccia, a partire da quello più basso o “normale” sono: alfa, bravo, charlie e delta. Charlie e delta indicano un’elevata probabilità di un attacco terroristico, con delta che indica la presenza di avvisi dell’intelligence militare, o altri indicatori, che danno un attacco come molto probabile.

Esiste anche una condizione operativa delle informazioni (Infocon) riguardante le minacce alle reti di computer del dipartimento della Difesa (creata nel 1999) dove i vari livelli indicano il grado di prontezza richiesto piuttosto che quello della minaccia percepita. Gli Stati Uniti utilizzano anche un sistema che coinvolge direttamente la penisola coreana. Stiamo parlando di Watch Conditions (Watchcons): un sistema unico diviso in quattro livelli (dal 4 “pace” all’1 “guerra”).

Gli ultimi sviluppi

I livelli Defcon non vengono resi noti e sono coperti da segreto militare, però esistono indicatori che permettono di dedurre lo stato di allarme delle forze armate statunitensi. Ad esempio, lo scorso marzo, il comando europeo degli Stati Uniti (Eucom) aveva aumentato il livello di allerta in Europa e si parlava di una “potenziale crisi imminente” in quanto i combattimenti tra le forze separatiste russe e quelle ucraine nel Donbass si erano intensificati, ma soprattutto perché ulteriori truppe russe si erano schierate nella regione. Il generale Tod Wolters, capo dell’Eucom, aveva alzato il livello di guardia dopo che quattro soldati ucraini erano stati uccisi in combattimenti nella regione di Donetsk.

Si può quindi ritenere che il livello Defcon per l’Europa fosse salito a 4, e che da allora (ma forse anche dai mesi successivi al putsch in Crimea) tale sia rimasto. Anche oggi ci giungono notizie frammentarie di allarmi da parte del comando Usa in Europa ma non solo: Il Centcom (il comando per il Medio Oriente e l’Asia centrale) sembra che abbia alzato il livello di guardia a causa di un attacco di droni statunitensi vicino a Binnish (Siria) e parimenti l’attivazione di un comando di artiglieria e i movimenti di mezzi Nato in Europa Orientale (sono stati notati spostamenti di unità di artiglieria meccanizzata in Polonia) fanno pensare che gli Usa abbiano mantenuto il livello Defcon 4 in risposta all’ammassamento di truppe e mezzi corazzati russi vicino al confine ucraino.

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