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Un F-35C Lightning II ha avuto un “incidente di atterraggio” sul ponte della Uss Carl Vinson (Cvn-70) lunedì nel Mar Cinese Meridionale. A riferirlo è la stessa U.S. Navy in uno stringato comunicato in cui si rende noto che il velivolo, assegnato alla Carrier Air Wing 2, stava conducendo operazioni di volo di routine quando si è verificato l’incidente. Il pilota dell’aereo si è lanciato “in sicurezza” ed è in condizioni stabili, secondo il comunicato della Marina, mentre sette marinai a bordo della portaerei sono rimasti feriti, tre dei quali inviati in una struttura medica a Manila, nelle Filippine, i quali ora sarebbero in condizioni stabili. Gli altri quattro sono stati curati a bordo della Carl Vinson e tre di loro sono stati subito dimessi.

L’incidente, compresa la causa, è sotto inchiesta e la marina Usa al momento non ha fornito dettagli sullo stato dell’aereo. Se però il personale del ponte di volo è stato coinvolto, possiamo immaginare che il velivolo abbia avuto problemi proprio durante la delicata fase di appontaggio, ed è probabile che l’F-35C abbia tranciato il cavo di arresto, procedendo poi nella sua corsa e finendo in mare.

La versione C del Lightning II è quella nata appositamente per operare da portaerei con sistema Catobar (Catapult Assisted Take Off Barrier Arrested Recovery), ovvero il velivolo viene messo in volo tramite catapulte (che sulla Carl Vinson sono a vapore mentre sulla Ford sono elettromagnetiche) e recuperato con cavi di arresto ingaggiati da un gancio posto in coda all’aereo. Pertanto il “Charlie” differisce sia dalla versione “Alfa” ma soprattutto dalla “Bravo”, quest’ultima a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl – Short Take Off Vertical Landing).

In questo momento nelle acque del Mar Cinese Meridionale sono presenti più di due dozzine di caccia F-35 Lightning II della U.S. Navy e dei Marines: dieci di essi, del Vfa-147 “Argonauts”, sono imbarcati a bordo della Uss Carl Vinson, insieme ad altri 10 (sempre della versione C) dei Marines appartenenti allo stormo Vmfa-314 “Black Kinghts”.

Altri sei velivoli F-35B dei Marines stanno operando a bordo della Uss America (Lha-6), che quindi portano il numero totale di Lighting II a 26, o per meglio dire 25 dopo l’incidente di ieri.

Da ieri sono due i gruppi d’attacco di portaerei (Csg – Carrier Strike Group) della marina degli Stati Uniti presenti nel Mar Cinese Meridionale, dopo che circa 40 velivoli cinesi si sono introdotti in una dimostrazione di forza nell’Adiz (Air Defense Identification Zone) di Taiwan domenica: si tratta di quelli della Uss Abraham Lincoln (Cvn-72) e della già citata Carl Vinson.

Uno spettacolo che si vede con sempre più frequenza nei mari dell’Estremo Oriente, quello di vedere due portaerei coinvolte in operazioni congiunte. I Csg “si impegneranno in manovre che includono operazioni di comunicazione marittima rafforzate, di guerra antisom, di guerra aerea, rifornimenti in mare, operazioni di volo cross-deck e operazioni di interdizione marittima” ha affermato la U.S. Navy in un comunicato stampa, aggiungendo che l’addestramento si svolgerà in conformità con il diritto internazionale in acque internazionali.

I due Csg statunitensi hanno anche condotto un’esercitazione nel Mar delle Filippine la scorsa settimana con l’Amphibious Ready Group della Essex (Lhd-2), l’Expeditionary Strike Group dell’America e la portaelicotteri della Japan Maritime Self-Defense Force Js Hyuga (Ddh-181) a cui si accompagnava il cacciatorpediniere Js Myoko (Ddg-175 ).

In un comunicato stampa la marina nipponica ha affermato che l’esercitazione si è svolta nelle vicinanze dell’isola di Oki Daito, situata a 315 chilometri a sud-est di Okinawa. Lo scorso dicembre, la portaerei della marina militare dell’Esercito Popolare di Liberazione (Pla Navy) Liaoning ha condotto operazioni di volo nella stessa area seguita a brevissima distanza dalle navi nipponiche, che comprendevano anche la nuova portaerei Izumo.

Il Csg della Carl Vinson include attualmente l’incrociatore Uss Lake Champlain (Cg-57), i cacciatorpediniere Uss Stockdale (Dddg-106) e Uss Chafee (Ddg-90), la nave di rifornimento Usns Yukon (T-AO-202) e la nave da carico Usns Washington Chambers (T-AKE-11). Quello dell’Abraham Lincoln vede invece la presenza dell’incrociatore Uss Mobile Bay (Cg-53), dei cacciatorpediniere Uss Fitzgerald (Ddg-62), Uss Gridley (Ddg-101), Uss Sampson (Ddg-102) e USS Spruance (Ddg-111). Terminate le manovre nel Mar delle Filippine risulta che il Sampson è stato distaccato e si sta dirigendo a Tonga per assistere la popolazione nei soccorsi in seguito all’eruzione del vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai all’inizio di questo mese.

Altre unità di Australia, Regno Unito, Giappone e Nuova Zelanda stanno affluendo a Tonga, e per completezza di informazione (e anche per capire le forze a disposizione) le elenchiamo: la nave anfibia nipponica JS Osumi (Lst-4001), l’australiana Hmas Adelaide (L01), il pattugliatore della Royal Navy Hms Spey (P234), e la nave appoggio multiruolo della Royal New Zealand Navy Hmnzs Canterbury (L421), mentre il pattugliatore d’altura Hmnzs Wellington (P55) e la nave di rifornimento Hmnzs Aotearoa (A11) sono già sul posto. La marina francese sta inviando i pattugliatori Arago (P675) e La Glorieuse (P686).

Osumi, Adelaide e Canterbury hanno elicotteri a bordo per fornire assistenza nelle operazioni di rifornimento dell’isola. In particolare la Osumi sta trasportando due Chinook CH-47 insieme a due mezzi da sbarco a cuscino d’aria (Lcac). La Adelaide sta trasportando tre CH-47 e probabilmente avrà nel suo bacino allagabile quattro Lcac, mentre la Canterbury sta trasportando due NH-90 e due mezzi da sbarco.

Dopo la perdita nel Mar Mediterraneo di un F-35B britannico appena decollato dal ponte di volo della portaerei Hms Queen Elizabeth, quella di ieri è la seconda in tutta la storia operativa del velivolo, sebbene in condizioni – e cause – molto diverse. Riteniamo che, così come era partita una vera e propria corsa per recuperare il relitto in occasione dell’incidente nel Mediterraneo, anche questa volta sarà fatto altrettanto: la Cina potrebbe infatti mettere le mani su parti del caccia grazie alla sua componente di mezzi subacquei per operazioni speciali.

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