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Il 12 settembre 2022, il vicesegretario alla Difesa Usa, Ely Ratner, ha co-presieduto il Defense Policy Dialogue Stati Uniti-Vietnam (Dpd) con il viceministro della Difesa del Vietnam, il generale Hoang Xuan Chien ad Hanoi. Il Dpd Usa-Vietnam è il forum di più alto livello per il progresso della cooperazione bilaterale in materia di difesa tra i due Paesi.

Durante l’incontro si è riaffermata l’importanza della partnership globale tra Washington e Hanoi, soprattutto alla luce delle mutevoli dinamiche regionali nell’Indo-Pacifico. Ratner ha tenuto a sottolineare l’impegno degli Stati Uniti per un Vietnam forte, prospero e indipendente senza dimenticare il continuo sostegno degli Usa per la centralità dell’Asean. Entrambi i rappresentanti hanno riaffermato l’importanza dell’ordine internazionale basato su regole e hanno deciso di lavorare collettivamente e con partner che la pensano allo stesso modo per affrontare e risolvere pacificamente le controversie nella regione. È stata sottolineata anche l’importanza della cooperazione pratica tra Stati Uniti e Vietnam, e si è stabilito di concentrarsi su una cooperazione rafforzata in materia di commercio, Difesa, sicurezza marittima, condivisione delle informazioni e sicurezza informatica.

Nel 2020, Stati Uniti e Vietnam hanno celebrato il 25esimo anniversario della nascita di relazioni diplomatiche, le prime dalla fine del conflitto che ha insanguinato il Sudest Asiatico nel secolo scorso. Da allora le relazioni bilaterali tra i due Paesi hanno fatto passi da gigante, al punto che ora Hanoi e Washington cooperano su un’ampia gamma di questioni. In particolare è stata data attenzione all’ambito della sicurezza internazionale e della Difesa: i due Paesi condividono la visione comune di un Indo-Pacifico libero e aperto. La cooperazione in materia di sicurezza si basa sull’impegno reciproco di affrontare le sfide alla sicurezza regionale in modo congiunto, e in questo senso, nel corso degli anni, si sono tenuti una decina di incontri al vertice per discutere della cooperazione bilaterale.

La visita, a marzo 2018 della portaerei Uss Carl Vinson a Da Nang, è stata la prima di una unità statunitense di questo tipo in più di 40 anni. Il 9 marzo 2020, gli Stati Uniti hanno reiterato l’azione con lo scalo di cinque giorni della portaerei Uss Theodore Roosevelt sempre nel porto vietnamita un tempo base aeronavale statunitense.

Il sostegno statunitense si è esplicitato a livello finanziario: tra il 2015 e il 2019, il Dipartimento di Stato Usa ha autorizzato l’esportazione di sistemi per la Difesa del valore di oltre 32,3 milioni di dollari consistenti in apparecchiature di controllo del fuoco, laser, sistemi di imaging e guida, elettronica militare e armi da fuoco. Il Dipartimento attualmente fa registrare anche oltre 162 milioni di dollari di contratti di vendita per armamenti al Vietnam. Dal 2017 al 2021, Hanoi ha ricevuto circa 60 milioni in assistenza alla sicurezza nell’ambito del programma Fmf (Foreign Military Financing) e oltre 20 milioni nell’ambito del programma Southeast Asia Maritime Security Initiative (Samsi). Infine il Vietnam ha anche ricevuto ulteriori 81,5 milioni nell’esercizio 2018 del Fmf per supportare la strategia indo-pacifica. I progetti chiave finanziati dagli Usa attraverso il fondo costituito espressamente per il Vietnam riguardano la Guardia Costiera di Hanoi, che ha visto la ristrutturazione e la manutenzione di due cutter un tempo appartenenti alla Uscg (United States Coast Guard) e l’acquisto di nuove motovedette “MetalShark”. I cutter rappresentano il più importante trasferimento di un sistema d’arma tra Stati Uniti e Vietnam.

Il programma Samsi è stato pensato per aumentare la consapevolezza nel dominio marittimo, aumentare la presenza dei Paesi partner degli Usa nelle proprie acque territoriali e aiutarli a salvaguardare le norme del diritto internazionale marittimo. Il Vietnam, utilizzando i fondi del Samsi, ha acquistato lo Uas (Unmanned Air System) Scan Eagle.

Questa rinnovata amicizia ha portato il paese della penisola indocinese a diventare più presente nel consesso internazionale: Hanoi ha contribuito alle missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana e nel Sud Sudan. Ma gli effetti più rilevanti dei rapporti bilaterali tra i due Paesi si vedono soprattutto in campo militare: nel 2018 il Vietnam ha partecipato per la prima volta all’importante esercitazione militare Rim of the Pacific (Rimpac), dopo aver inviato per la prima volta osservatori nel 2012 e nel 2016.

Nella più classica tradizione della politica “hub and spoke statunitense, Washington non ha fatto mancare il sostegno all’economia vietnamita, in modo da rafforzarne le capacità, legandola alla propria orbita, e così allontanarla dalla dipendenza dalla Cina. L’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid) e il Ministero della Pianificazione e degli Investimenti vietnamita, hanno firmato un accordo del valore di 42 milioni di dollari ad aprile 2020 volto a promuovere la competitività economica del Vietnam attraverso il rafforzamento del settore privato, dell’innovazione, delle startup e del capitale umano. Le attività di assistenza tecnica dell’Usaid si prefiggono di migliorare la capacità delle piccole e crescenti imprese vietnamite, comprese quelle guidate dai soggetti più vulnerabili della società, facilitandone l’accesso alla tecnologia, alle capacità di gestione aziendale e al capitale. Questa attenzione di Washington verso il suo vecchio nemico, si spiega nella particolare situazione politica che interessa il Mar Cinese Meridionale, specchio d’acqua prospiciente il Vietnam ma rivendicato dalla Cina.

Hanoi e Pechino hanno in essere un contenzioso che dura da tempo, e nei decenni passati sono giunti anche al conflitto aperto a seguito di aggressioni cinesi (1979 e 1988), e ora Washington sta “chiamando a raccolta” tutti gli avversari regionali della Cina per cercare di limitarne l’influenza e l’espansione nella regione indo-pacifica. Lo stesso Vietnam poi, insieme all’altro principale rivale della Cina nel Mar Cinese Meridionale, le Filippine, ha intrapreso anche la via del rafforzamento delle sue posizioni nelle acque contese attraverso un allargamento del raggio dei pattugliamenti navali e con una più stretta cooperazione non solo con gli Stati Uniti ma anche con le altre potenze schierate con Washington. Hanoi, però, si trova ancora in una posizione delicata in quanto ancora dipendente economicamente dal gigante asiatico, ma stante la continua crescita dei rapporti tra Vietnam e Stati Uniti è prevedibile che presto cessi di avere un atteggiamento prudente.

A tal proposito ricordiamo che in un rapporto al Congresso Usa del 2021, si affermava che il volume degli scambi commerciali tra due Paesi, l’anno precedente, era stimato 90 miliardi di dollari complessivi facendo registrare un +17% rispetto al 2019. Stanti i timori/ambiguità degli altri Paesi che si affacciano sul Mar Cinese Meridionale, il Vietnam si candida, perciò, a essere il partner privilegiato di Washington nel suo contrasto alla Cina in quel settore di Indo-Pacifico.

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