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Campionessa mondiale di scacchi per ben due volte, Anna Muzychuk, ha detto che non parteciperà al torneo internazionale in Arabia Saudita perché il Regno tratta le donne come “creature secondarie”.  

Muzychuk gioca per l’Ucraina e ha detto che “nonostante il montepremi record”, non giocherà a Riad, anche se questo significa perdere i suoi due titoli mondiali. La campionessa ha dato la notizia attraverso un post su Facebook:

Tra qualche giorno perderò due titoli da campionessa del mondo, uno per uno. E questo solo perché ho deciso di non andare in Arabia Saudita. Di non giocare attraverso le regole di qualcuno, di non indossare l’abaya, di non dover essere accompagnata da qualcuno per uscire. E soprattutto non ho intenzione di sentirmi una creatura secondaria.

La 27enne solo un anno fa ha vinto due titoli mondiali nel gioco degli scacchi, ma questa volta ha deciso di saltare l’evento per sostenere i suoi principi: “Sono pronta a sostenere i miei principi e saltare l’evento, anche se in cinque giorni di torneo avrei guadagnato come in una dozzina di eventi”, scrive sempre su Facebook.

Il torneo internazionale di scacchi di Riad è iniziato lunedì e offre premi fino a 750mila dollari,  ma per la sfida femminile la ricompensa si attesta sui 250mila.

E le polemiche sull’evento non sono scaturite solo dalle decisione di Muzychuk. Ai giocatori israeliani che volevano partecipare non è stato concesso il visto. Un funzionario saudita ha detto alla Bbc che il rilascio del documento non è stato possibile perché il Regno non ha legami diplomatici con Israele.

Insomma, la nuova strategia di apertura del principe ereditario Mohammed bin Salman dà i suoi segnali di debolezza. Soprattutto perché, attraverso l’organizzazione del torneo, uno degli obiettivi della famiglia reale saudita era proprio quello di rafforzare la nuova immagine moderna del regno.  Gli scacchi erano stati infatti vietati dal gran muftì Abdulaziz al Sheikh all’inzio del 2016.

La principale autorità religiosa del Regno ha vietato il gioco in quanto questo sarebbe vietato dalla religione islamica. Ma la famiglia reale ha deciso di osteggiarla, organizzando comunque il torneo.

Questa prova di apertura, però, sta avendo l’effetto opposto e non sta facendo altro che mostrare tutti i limiti del nuovo volto moderato dell’Arabia Saudita.

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