Anche la Cina è alle prese con le carenze di gas. Nel nord del Paese, nel corso di questo inverno, i residenti rurali della provincia dello Hebei sono più volte rimasti senza adeguate quantità di combustibile per riscaldare le loro case e poter cucinare. Il tutto in una regione impervia, con temperature ben al di sotto lo zero.

La notizia è stata diffusa da Caixin, secondo cui l’inconveniente sarebbe da collegare all’incapacità dei vari distributori locali di garantire abbastanza gas, a basso costo, ai fornitori. In particolare, diversi abitanti del villaggio della contea di Baixiang hanno spiegato che le forniture del loro gas, proveniente dalle sussidiarie di China Gas Holdings Ltd., un colosso energetico quotato a Hong Kong, in parte di proprietà della statale Beijing Enterprises Group Co. Ltd., sono state frequentemente sospese dall’inizio dell’inverno in poi e che risultavano di scarsa qualità.

Il South China Morning Post, citando funzionari di alto rango, ha confermato l’indiscrezione e fatto sapere che le autorità governative locali non sono riuscite a effettuare ordini sufficienti con i fornitori di gas per soddisfare la domanda dei cittadini.

Fame di gas

I residenti della provincia di Hebei hanno risposto presentando denunce alle autorità governative locali. “Il nostro villaggio non è stato in grado di acquistare gas naturale, quindi non siamo riusciti a riscaldare adeguatamente le nostre case. Gli anziani si sono ripresi solo di recente dal Covid e sono ancora deboli. Stanno congelando a casa”, si è sfogato sul web un residente del villaggio di Nijiazhuang nella città di Xingtai. Il commento, pubblicato venerdì, è stato lasciato sulla bacheca di People.cn, ovvero il portale online del People’s Daily, portavoce del Partito Comunista, dove le autorità governative possono rispondere direttamente alle denunce dei cittadini.

Dal canto loro, le autorità di Xingtai hanno spiegato che un’indagine ha stabilito che l’Ufficio per lo sviluppo e la riforma a livello distrettuale, così come China Gas, non sono riusciti a firmare contratti con i fornitori per garantire abbastanza gas naturale per soddisfare la domanda di quest’anno, con conseguenti difficoltà nell’approvvigionamento di gas naturale ai cittadini e limiti di acquisto.

“Riguardo a questo problema, il distretto si è coordinato con l’Ufficio per lo sviluppo e la riforma e China Gas Holdings per negoziare attivamente con le autorità per lottare per il sostegno politico, firmare più contratti per colmare il divario per soddisfare la domanda e risolvere il problema prontamente”, hanno affermato le autorità.

Tagli e carenze

Nonostante le carenze di gas naturale segnalate nello Hebei, a livello nazionale nel 2023 la domanda cinese di gas naturale dovrebbe essere contenuta a causa del rallentamento dell’economia. La situazione sembrerebbe essere tuttavia maggiormente delicata nel nord del Paese, dove alcuni residenti si sono lamentati del limite di acquisto di 150 metri cubi di gas al mese, ritenendo questa quantità non sufficiente neppure per riscaldare le abitazioni.

“Ora, con le frequenti interruzioni di fornitura, le nostre vite sono state gravemente sconvolte: non abbiamo il riscaldamento, abbiamo bambini in casa e persino cucinare è una sfida”, è il coro collettivo dei residenti rurali. Altre lamentele hanno menzionato frequenti interruzioni del gas che interromperebbero il riscaldamento di notte quando le temperature sono costantemente in picchiata. Molti cittadini si sarebbero così ammalati a causa del freddo.

I funzionari della città di Handan, sempre nello Hebei, hanno risposto ai reclami sostenendo che le interruzioni notturne del gas erano dovute a una pressione insufficiente delle condutture e che il problema sarebbe in fase di risoluzione.

Ma qual è la causa di queste carenze di gas? Nel 2018 un programma attuato dal governo cinese per vietare il riscaldamento a carbone e passare al gas aveva generato una grave carenza di gas naturale – le stime variano da  4,8  miliardi a  11,3  miliardi di metri cubi – lasciando migliaia di abitanti delle zone rurali al freddo. Oggi la situazione potrebbe essere diversa, e non dipendere soltanto dalla transizione energetica o da problemi tecnici.

C’è una crisi economica che ha colpito anche la Cina e che, almeno in parte, ha toccato il sistema energetico del Paese. La partnership con la Russia è dunque fondamentale per Pechino. Non è un caso che il gigante asiatico aumenterà le importazioni di gas dalla Russia di 50 miliardi di metri cubi attraverso la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2, che dovrebbe essere operativo entro il 2030.

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