Il mondo del business internazionale è in fermento per l’arrivo di quella che ormai è chiamata Quarta Rivoluzione Industriale. Al pari delle alle tre questa quarta ondata di “progresso” cambierà radicalmente la vita dell’essere umano e il suo sistema di relazioni.

“La quarta rivoluzione industriale sarà invece caratterizzata dalla presenza di nuove tecnologie che, combinando sfera fisica, digitale e biologica, genereranno conseguenze in tutte le discipline e in tutti i settori economici e produttivi, arrivando a mettere in discussione persino il significato di “essere umano””. Questa è la prefazione al libro di Klaus Schwab “La Quarta Rivoluzione Industriale”. Klaus Schwab è il fondatore del World Economic Forum. Un personaggio quindi al centro del dibattito economico internazionale che ha modo, ogni anno, di interagire con le principali figure del business mondiale. Non un profano sulla materia diciamo.Sono molteplici gli aspetti di questa Rivoluzione. Dall’Artificial Intelligence, passando per l’Augmented Reality, fino agli OLEGs e i Bitcoin. Sembra un film di fantascienza.

E invece no. Purtroppo la scarsa attenzione mediatica su quello che sarà un cambiamento profondo della società rende difficile mettere un po’ di ordine sul reale stato di avanzamento delle cose. Noi ci proviamo affidandoci alle dichiarazioni dei protagonisti di questa Rivoluzione.I pericoli dell’Intelligenza ArtificialeIniziamo da Jack Ma, Chairman di Alibaba, una delle principali aziende di commercio online al mondo. Come riportato dalla CNBC Jack Ma si dice molto preoccupato per il progresso dell’Artificial Intelligence. “Nei prossimi 30 anni, nel mondo ci sarà molta più disperazione che felicità, per i problemi che si verranno a creare”. Questo perché, sempre secondo Jack Ma, la nuova ondata di progresso tecnologico distruggerà il lavoro come lo conosciamo oggi. “Fra trent’anni, il Time Magazine potrebbe premiare un robot come CEO dell’anno”, questa è l’inquietante profezia del re del commercio online.

Intelligenza Artificiale dunque non più solo sul grande schermo. Ma una minaccia concreta per il lavoro dei popoli.Così la pensa anche Lloyd Blankfein, CEO di Goldman Sachs. In un’intervista sul futuro del sistema bancario, descrive come l’intelligenza artificiale sia già ampiamente usata per la creazione di algoritmi e come questa sia in continua fase di espansione. Lloyd Blankfein, che non è un sindacalista, aggiunge poi che ciò sta portando alla perdita di lavoro per molti impiegati nel settore bancario, già nella stessa Goldman Sachs.La sanità digitalizzataL’intelligenza artificiale è già entrata anche nel settore sanitario. Lo scorso marzo Forbes descriveva l’accordo raggiunto tra General Electric e alcune strutture sanitarie per il rifornimento di “artificial intelligence products”. John Flennery, CEO del comparto sanitario di General Electric, secondo Forbes “si muove sempre più veloce” e aggiunge che “la commercializzazione di applicazioni per la radiologia su piattaforme cloud si completerà nel giro di tre anni al massimo”.I rischi di una eccessiva digitalizzazione del settore sanitario sono emersi la scorsa settimana con il cyber attack al sistema ospedaliero britannico. Senza un adeguato sviluppo di un settore di sicurezza cibernetico, milioni di pazienti mettono a rischio la salute e in certi casi la vita. Considerando poi che difficilmente gli Stati potranno sobbarcarsi l’onere di spesa che un sistema di cyber sicurezza richiede, possiamo ragionevolmente ipotizzare che la privatizzazione della sanità andrà di pari passo con questo “progresso”.

Uber prepara i taxi volanti

Per comprendere poi il livello di avanzamento raggiunto, basta dare un’occhiata ai nuovi progetti Uber. La multinazionale californiana lavora al progetto Elevate: si tratta di lanciare già nel 2020 i cosiddetti “taxi volanti”. Chiamati Vertical Take-Off and Landing (VTOL), sarebbero veicoli elettrici a decollo verticale. Anche Sergey Brin, di Google, sta lavorando su un progetto analogo. Un’invenzione che rivoluzionerebbe completamente l’industria dei trasporti, con la scomparsa di interi comparti industriali.Uno scenario che coincide con un estratto di dialogo tra Lloyd Blankfein e Jeff Immelt, riportato dal giornalista Paolo Barnard: “C’è questa cosa chiamata Strumento per Pianificare l’Offerta, dove mettiamo a confronto l’offerta di qualsiasi cosa con la richiesta, anche per minime cose come una stanza in affitto o un servizio taxi. Finora abbiamo avuto, con i software disponibili, una miriade di aziende impegnate in questo, ma i nuovi software ci daranno la stessa realtà capitata con Jeff Bezos, cioè moriranno i piccoli Re e ci saranno pochi Imperatori che possiedono immense Piattaforme. Le Piattaforme dovranno però interagire nel Pianeta, tutto si gioca in questo, nelle Piattaforme, e noi guardiamo oggi agli agganci ed equilibri possibili”.

Nuovi imperatori globali

Pochi imperatori per grandi piattaforme, sembra questa la direzione della new economy. Multinazionali come Airbnb, Uber e la stessa Alibaba sembrano indicare proprio questa direzione. Come l’offerta, anche il consumo e la domanda saranno digitalizzati. Così l’Augmented Reality servirà per ridurre la distanza tra cliente e produttore. Immaginiamo già solo la possibilità di vedere i prodotti di un negozio senza dover andare fisicamente nel negozio. Anche in questo scenario interi comparti di lavoro saranno disintegrati. “La tecnologia, se risolve un problema, ne crea altri dieci” diceva Paolo Rossi filosofo della scienza.  Ci troviamo dunque ad affrontare un cambiamento radicale, forse il più radicale nella storia, in un momento in cui le istituzioni statali e democratiche sono al minimo storico di potere. La vera sfida è dunque scoprire chi difenderà l’individuo dalla forza dei nuovi imperatori.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.