Scenario da incubo per i cittadini britannici che risiedono nei 27 stati membri in caso di “no-deal” sulla Brexit. Secondo quanto riportato dall’Agi, che cita fonti europee, l’Unione europea non può garantire che il Regno Unito pagherà le pensioni e altre prestazioni sociali in caso di un’uscita senza accordo.

“La condizione di reciprocità non è stata applicata perché parliamo dei cittadini“, ha spiegato una fonte. “Le nostre misure mirano a proteggere i diritti sociali acquisiti dai cittadini durante il periodo di residenza nel Regno Unito. Gli Stati membri dell’Ue “prenderanno in conto i periodi contributivi” accumulati nel Regno Unito necessari – per esempio – per arrivare all’età pensionabile.

“Ma non prendiamo in carico gli obblighi pecuniari del Regno Unito“, ha spiegato la fonte. In caso di no-deal, infatti, “non garantiamo che il pro-rata del Regno Unito sarà pagato”. A essere colpiti potrebbero essere sia i pensionati britannici che risiedono nell’Ue sia cittadini europei che hanno lavorato gran parte della loro vita nel Regno Unito.

Brexit, pensioni a rischio?

Nei giorni scorsi, l’Agenzia svedese delle pensioni (Pensionsmyndigheten) ha avvertito sia gli inglesi che vivono in Svezia che gli svedesi nel Regno Unito che la Brexit potrebbe avere un impatto sulle loro pensioni. Secondo quanto riportato dal The Local, l’agenzia svedese ha dichiarato che l’incertezza intorno alla Brexit ha reso impossibile fornire “informazioni dettagliate su come le pensioni saranno colpite sia a breve che a lungo termine”.

Come spiega il quotidiano svedese, le pensioni statali del Regno Unito aumentano con il costo della vita e l’attuale accordo pensionistico tra i Paesi dell’Ue prevede che tali aumenti si applichino alle persone che percepiscono pensioni britanniche anche in altri Paesi dell’Ue. Affinché ciò continui anche nel caso di un’uscita senza accordo, il Regno Unito dovrebbe negoziare un nuovo accordo pensionistico con i Paesi europei.

Oltre 200 mila i cittadini inglesi che vivono nei paesi europei

Come spiega la Bbc, gli inglesi che vivono all’estero e che percepiscono una pensione – circa 220mila persone – riceveranno comunque il loro assegno, qualunque sia l’esito della Brexit. Ciò che è più incerto è quanto varrà quella pensione nel tempo. Attualmente il Regno Unito ha un accordo bilaterale con lo Spazio economico europeo (paesi dell’Ue più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e vari altri Paesi, il che significa che i residenti che vivono in questi Paesi vedono aumentare la loro pensione con il costo della vita.

Nell’ipotesi che si arrivi a un “no deal”, dunque, il Regno Unito dovrà stipulare un accordo sulle pensioni Paese per Paese come fece prima di entrare nell’Unione europea. In caso contrario, almeno secondo il Regno Unito, “le pensioni verrebbero comunque pagate” ma non cambieranno più in base al costo della vita come accade oggi.

Nel frattempo, il Primo ministro britannico Theresa May ha incontrato oggi la Cancelliera tedescaAngela Merkel e vedrà, sempre nella giornata odierna, il Presidente francese Emmanuel Macron al fine di avvallare la sua richiesta di ritardare nuovamente la Brexit fino al 30 giugno.

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