(da Sofia) La Cina è sempre più di casa nei Balcani e dintorni. Pechino ha capito che in Europa Orientale c’è una prateria da conquistare a son di investimenti e rapporti commerciali. La Bulgaria, da questo punto di vista, è l’emblema della solitudine balcanica. I governi locali sono rimasti orfani della Russia e si sentono distanti dall’Unione Europea. Bruxelles fa di tutto per accaparrarsi le simpatie di questi Stati, ma i risultati fin qui sono deludenti. I cinesi, invece, sono subito passati all’atto pratico, con prestiti sonanti per infrastrutture nuove di zecca.

Una piccola capitale

Sofia è una piccola capitale se paragonate ad altre realtà europee. Ci vivono poco più di 1,2 milioni di abitanti e il salario di chi vive nella città più grande della Bulgaria è di circa 769 euro. Un valore basso ma comunque più alto del salario medio mensile lordo nazionale, che si attesta intorno ai 580 euro. La valuta locale, il Lev bulgaro, vale quasi la metà dell’euro e regala dei vantaggi notevoli a chi viene da fuori. L’economia sta mostrando piccoli ma incoraggianti segnali di ripresa, con l’occupazione in aumento grazie al settore terziario. Ma la speranza del governo è che le statistiche continuino ad aumentare grazie agli investimenti cinesi.

Investimenti cinesi in arrivo?

La Cina avrà il suo bel da fare se vorrà puntare sulla Bulgaria. A Sofia c’è tutto, ma quel tutto appartiene al passato e va modernizzato. I taxi, i filobus, la metro e la maggior parte dei palazzi: musica per le orecchie di Pechino. Il rimando all’epoca sovietica è forte e, architettonicamente parlando, male si sposa con l’eleganza delle tante chiese ortodosse. Molti edifici avrebbero bisogno di ritocchi, anche se ultimamente sono spuntati cantieri operai un po’ ovunque per sistemare il manto stradale. Le multinazionali non mancano e i loro brand sono ben visibili sui tetti dei casermoni. I problemi restano comunque tanti, a cominciare dallo spopolamento del Paese. Sedotta ma abbandonata dalla Russia e lontana dall’Unione Europea, la Cina rappresenta per la Bulgaria una vera e propria ciambella di salvataggio.

Il peso geopolitico della Bulgaria

La Bulgaria guarda con speranza alla cooperazione tra la Cina e i Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale (Peco). Grazie alla sua posizione geografica, Sofia è il ponte ideale che collega i Balcani all’Asia. E allora ben vengano gli investimenti cinesi nella regione. La politica estera di Pechino – basata su infrastrutture, trasporti e connettività energetica – porta due importanti conseguenze per la Bulgaria. In primis l’intensificazione delle relazioni commerciali con la Cina, quindi lo sviluppo generale del Paese. E chissà poi che non ci sia spazio anche per Sofia nel progetto della Nuova Via della Seta, ipotesi fin qui ipotesi solamente accennata.

L’incontro fra Li Keqiang e il primo ministro bulgaro

Un anno fa si era parlato del possibile ruolo della Bulgaria come tramite ferroviario per trasportare le merci dalla Cina all’Europa centrale. I primi segnali positivi sono arrivati pochi giorni fa, quando il premier cinese Li Keqiang ha incontrato il primo ministro bulgaro Boyko Borissov e il suo omologo croato Andrej Plenkovic a Dubrovnik, in Croazia, per inaugurare congiuntamente il Global Partnership Center of Central and Eastern European Countries and China. Se sono rose fioriranno molto presto.

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