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Poteva nascere il più grande produttore di auto al mondo ma la trattativa tra Fca e Renault per una possibile fusione al 50% dei due gruppi si è arenata sul più bello. Le parti avevano già raggiunto un’intesa di massima, con il semaforo verde anche di Nissan e Mitsubishi, le altre aziende coinvolte indirettamente nell’affare, dal momento che Renault e le due società giapponesi sono tra loro unite da una serie di quote azionarie incrociate. La fumata nera è arrivata con una nota diffusa dal cda di Fca, che ha deciso di ritirare la sua proposta in seguito all’indecisione mostrata dalla casa automobilistica francese

La proposta di Fca a Renault

In principio era un trittico formato da Renault, Mitsubishi e Nissan; sarebbe potuto diventare un quartetto con l’aggiunta di Fca. L’azienda italo-statunitense aveva messo sul tavolo di Renault una proposta allettante: una fusione al 50% con un’offerta di integrazione pari a 33 miliardi di euro. Dal momento che Nissan e Mitsubishi sono partner di Renault, per l’accordo finale serviva il loro via libera. Al termine di una riunione a Yokohama, come ha ricostruito Nikkei Asian Review, i vertici di Nissan e Mitsubishi avevano detto di non opporsi alla possibile fusione di Renault con Fca. Certo, molti dettagli dovevano essere limati e definiti, ma la strada sembrava apparentemente in discesa.

Un momento delicato

Fca aveva probabilmente intuito il momento delicato attraversato dall’alleanza franco-giapponese, ancora scossa dal caso Carlos Ghosn. L’ideatore delle quote incrociate è infatti stato estromesso dal gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi con gravi accuse, anche se indiscrezioni collegano l’accaduto a un tentativo di scalata non andato a buon fine di Renault ai danni dei due partner nipponici Nissan e Mitsubishi. In ogni caso, senza Ghosn l’assetto del gruppo è cambiato e la sua immagine ne ha risentito. Se in Giappone l’opinione pubblica non ha alzato barricate alla richiesta di Fca – semmai c’era solo qualche dubbio – in Francia ha accusato accusa il Presidente di Fiat Chrysler, John Elkann, di approfittare della situazione causata dall’arresto di Ghosn per indebolire l’alleanza Renault-Nissan.

Opportunità o cavallo di Troia?

In caso di maxi alleanza sarebbe nato il primo gruppo automobilistico mondiale capace, secondo le prime stime, di mettere sul mercato 15,6 milioni di pezzi all’anno. Fca aveva chiesto un incontro a Nissan e Mitsubishi per spiegare loro i vantaggi della fusione con Renault. I presidenti delle due aziende giapponesi, rispettivamente Hiroto Saikawa e Osamu Masuk, avevano accettato di incontrare Elkann. La volontà era quella di chiudere anche se nell’aria aleggiava l’idea che la proposta Fca fosse solo un cavallo di Troia per inghiottire le due aziende giapponesi con il beneplacito di Renault.

I motivi del nulla di fatto

Invece l’inghippo non è arrivato da Tokyo ma da Parigi. Qui il cda Renault non ha saputo prendere una decisione, chiamando in causa l’incerta situazione politica della Francia, considerando che lo Stato francese controlla il 15,1% del gruppo. In realtà, secondo indiscrezioni di Bloomberg, le cause sarebbero da collegare a un mancato accordo tra le parti. Sembrerebbe che Parigi avesse chiesto una sede operativa della nuova Fca-Renault in Francia, oltre a garanzie su siti industriali e occupazione. I francesi avrebbero poi chiesto un rappresentante governativo nel cda che si sarebbe venuto a creare di lì a poco; John Elkann, inoltre, si sarebbe dovuto accontentare della presidenza perché il ruolo di amministratore delegato avrebbe dovuto essere coperto da un transalpino, e il più papabile era l’attuale Ceo Renault, Jean Dominque Senard. Al contempo le quote dello Stato francese sarebbero state diluite al 7,5%. Altre indiscrezioni descrivono così i fatti avvenuti nelle sei ore di una riunione decisiva del gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi per decretare o meno la fusione con Renault; solo il governo francese e un rappresentante sindacale avrebbero votato contro la fusione, mentre il consigliere Nissan avrebbe preferito astenersi. Tutta colpa della Francia?

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