È scandalo nel Regno Unito per la fuga di notizie riguardo la volontà di impiegare la piattaforma 5G progettata dal colosso cinese Huawei. Secondo indiscrezioni rilasciate da una fonte accreditata interna al governo, la potenza britannica usufruirà della rete ad altissima velocità soggetta a “rischi di spionaggio” non rispettando le richieste dell’alleato statunitense.

È caccia alla talpa a Westminster dopo che qualcuno ha rivelato al quotidiano Daily Telegraph l’intenzione da parte del governo britannico di permettere alla Cina accedere alla rete d’informazione del Regno tramite la tecnologia 5G. La luce verde sarebbe stata data in seguito a una riunione del Consiglio nazionale di Sicurezza del Regno Unito – organismo che comprende un numero limitato di ministri e funzionari dell’intelligence presieduto dalla premier Theresa May. Qualcuno all’interno di questa ristretta cerchia avrebbe passato l’informazione che ora potrebbe causare pesanti “frizioni” con Washington , che invece aveva richiesto – per non dire intimato – agli alleati e alla Nato di non utilizzare la nuova rete cinese, minacciando di non scambiare più dati e informazioni per non correre il rischio di essere spiata da Pechino. La fuga di notizie potrebbe essere strettamente collegata alla volontà di qualche antagonista politico di mettere in ulteriore difficoltà il governo May, già traballante a causa del completo stallo della transizione Brexit.

In mancanza di una confessione spontanea, il consigliere per la sicurezza nazionale del Regno Unito, Mark Sedwill, ha intimato ai membri del governo che hanno presieduto alla riunione del Consiglio di Sicurezza di collaborare all’inchiesta interna che è stata immediatamente aperta per trovare la “talpa”. Possiamo anche supporre che l’MI5, il servizio di controspionaggio britannico, sia già all’opera per individuare la gola profonda di Westminster. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica Sedwill avrebbe dato un vero e proprio ultimatum, allargando l’inchiesta e cercando la testimonianze anche ai collaboratori più stretti di chiunque fosse in possesso del dossier 5G. Sia il ministro degli Esteri Hunt, che il ministro della Difesa Williamnson hanno condannato la fuga di notizie bollandolo come un’atto “inaccettabile” e “irresponsabile”. Lo stesso ha fatto il ministro dell’Interno Javid. La premier May ha mantenuto stretto riserbo sulla questione senza rilasciare alcuna dichiarazione sull’accaduto.

Che il Regno Unito intendesse aprire in parte alla Cina avvalendosi della tecnologia 5G era già stato reso noto dalla dichiarazione di membri del governo e delle forze armate, nonostante si fosse parlato di un’impiego parziale della piattaforma solo dopo un’attenta analisi dei rischi e delle contromisure da innalzare per non incorrere in alcun tipo di minaccia nell’ambito dello spionaggio. Il vice capo della Difesa aveva già affermato infatti che l’approccio di Londra alla rete 5G non contempla che “il Regno Unito abbracci pienamente Huawei”, ma prevede di farne uso solo in parte; aggiungendo che i funzionari che gestiscono la cybersicurezza nel Regno Unito erano perfettamente consci delle loro azioni. Adesso dopo la fuga di notizie, ci si attende la reazione della Casa Bianca, che non sarà di certo “rassicurata” dal fatto che il suo principale alleato in Europa è pronto ad aprire a Pechino per quello che ormai è visto come il “cavallo di Troia” cibernetico per eccellenza che gli permetterebbe di accendere all’universo delle informazioni dell’Occidente.

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