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Il porto di Tangeri, città del Marocco che si affaccia sullo Stretto di Gibilterra, ha fatto segnare una crescita importante e costante durante l’anno 2020 per quanto riguarda i volumi di traffico, consentendo di affermarsi come il principale porto per container nel bacino del Mediterraneo.

Il totale complessivo movimentato durante lo scorso anno, come riporta La Presse, è stato di 81 milioni di tonnellate, con un aumento del 23% rispetto al 2019, secondo quanto riferisce l’Autorità Portuale di Tanger Med (Tmpa), sottolineando che il solo scalo di Tanger Med tratta il 47% del volume totale del porto marocchino. Con un totale di 5.771.221 container Teu movimentati nel 2020 all’interno del complesso portuale, il 20% in più rispetto al 2019, Tanger Med conferma la sua posizione come principale porto container nel bacino del Mediterraneo, ha affermato Tmpa in un comunicato stampa.

Non solo container: il porto ha registrato una crescita del 26% nel traffico di idrocarburi trattati per un complessivo di 7.968.485 tonnellate, e 18% in più per quanto riguarda il traffico di rinfuse solide, principalmente grazie al traffico di coils (bobine) in acciaio, pale eoliche e cereali. In termini di traffico di camion (Tir) su strada, nonostante il rallentamento dell’attività di alcune unità industriali, Tanger Med ha chiuso l’anno con un traffico simile al 2019, principalmente dovuto al settore agroalimentare. L’unico dato in calo è quello legato alle vendite di veicoli in Europa e dal conseguente rallentamento della produzione automobilistica di Renault e Psa nel periodo marzo-maggio causato dal contesto sanitario legato alla pandemia: il porto infatti è il terminal francese preferenziale per il traffico nel settore automotive proveniente o diretto verso il continente africano. La crisi pandemica e le restrizioni alla libera circolazione personale hanno influenzato anche il traffico passeggeri, risultante in calo del 75% rispetto al 2019.

Per quanto riguarda il traffico marittimo nel suo complesso, nel 2020 nel porto sono state attraccate un totale di 9702 navi, facendo segnare una diminuzione del 32% rispetto al 2019, a causa del forte calo degli scali marittimi da parte delle navi passeggeri e Ro-Ro (Roll On – Roll Off). Dalla sua inaugurazione, avvenuta a luglio del 2007, il nuovo complesso portuale situato all’imboccatura dell’importante via marittima rappresentata dallo Stretto di Gibilterra ha compiuto progressi significativi. Oltre ad essere il primo nel Mediterraneo e leader principale in Africa per movimentazione di container, Tanger Med è riuscito a collegare il Marocco a 77 Paesi e 186 porti intorno al Mondo, portando il Paese al 16esimo posto a livello di interconnessione marittima internazionale.

Il complesso portuale Tanger Med è costituito dal porto Tanger Med 1 comprendente due terminal per container, uno ferroviario, uno per idrocarburi, uno merci e un terminal veicoli; da Tanger Med 2, che comprende due terminal container; da un porto passeggeri e Ro-Ro, comprendente le zone di accesso e le ispezioni di frontiera, da una zona franca logistica che si espande su una superficie di 50 ettari dove sono presenti magazzini e uffici e dal Tanger Med Port Center – Tmpc – un’area di 30mila metri quadrati di uffici, banche e spazi multiservizi.

Il settore commerciale trainante è, come già detto, quello dell’automotive, ma nello scalo si movimentano anche merci legate a quello aerospaziale, elettronico, tessile e logistico grazie alle più di mille compagnie internazionali presenti che hanno investito circa 6,2 miliardi di dollari.

La Tmpa è una società per azioni che vanta un capitale sociale di 1,8 miliardi di dirham (1,6 miliardi di euro) così ripartito: il 70% in mano a Tmsa (Tangier Mediterranean Special Agenc), e il restante a Fipar, una società di investimento del gruppo Cdg (Caisse de Dépôt et de Gestion).

Nel 2008, al fine di ottimizzare l’efficienza operativa dei due core business di Tmsa e al fine di potenziare le capacità di sviluppo, è stato avviato un percorso che ha portato alla costituzione di una filiale dedita all’attività portuale, la società Tmpa.

Nel gennaio 2010 tutte le funzioni pubbliche e le prerogative relative alla gestione e allo sviluppo del complesso portuale sono state trasferite dalla Tmsa all’Autorità Portuale di Tanger Med consentendo a Tmpa di agire come autorità portuale del porto.

Il controllo fattuale dello scalo risulta in mano a Fipar, che appartiene alla Caisse de Dépôt et de Gestion, ovvero un istituto finanziario pubblico che è considerato il principale investitore del Paese.

Nei progetti del governo di Rabat c’è quello di diventare il leader regionale nel settore automotive e di fare del Paese uno dei più competitivi hub mondiali. Proprio per questo lo scorso settembre è stata raggiunta un’importante intesa tra Abdelmoumen Group e Cdg Invest finalizzata all’acquisizione di una partecipazione nel business automobilistico di Socafix, azienda che produce fili e catene d’acciaio, con l’intenzione di rilanciare il settore automobilistico del Marocco colpito dalla crisi pandemica.

In pochi anni, quindi, investimenti e politiche oculate hanno permesso al nuovo scalo commerciale di Tangeri di diventare il principale porto per movimentazione container di tutto il Mediterraneo. Ovviamente il traffico principale è diretto verso un continente in crescita, ovvero l’Africa, ma risulta comunque interessante sottolineare come sul lato meridionale del bacino del Mare Nostrum si sia compresa l’importanza delle vie marittime non solo in senso prettamente strategico, ma anche in chiave di rilancio economico. Una lezione, quella che ci arriva dal Marocco, che forse dovrebbe essere appresa dall’Italia, che nella sua storia recente ha perso numerose occasioni di diventare il terminale di riferimento dei traffici commerciali in transito per il Mediterraneo e diretti verso l’Europa Centrale, dimenticando la sua vocazione marinara nonostante, come scrive Lorenzo Vita su queste colonne, più di un terzo dell’interscambio commerciale del nostro Paese avvenga attraverso le rotte marittime.

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