Le trattative tra le autorità ucraine ed il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per l’erogazione di un prestito, oscillante tra i cinque e gli otto miliardi di dollari, sono entrate in una fase di stallo. La causa è nella disputa in corso tra lo Stato ed Ihor Kolomoisky, uno degli uomini d’affari più potenti dell’Ucraina, sulla nazionalizzazione della PrivatBank, l’istituto bancario più importante del Paese. PrivatBank fu acquisita dallo Stato nel 2016 su raccomandazione della Banca Nazionale Ucraina e con il placet dell’Fmi a causa del buco di 5,6 miliardi di dollari presente nei conti bancari dell’ente. I risparmi dei venti milioni di clienti, infatti, non potevano essere messi ulteriormente a rischio vista la precaria situazione finanziaria del Paese in quegli anni. Kolomoisky, che era uno dei proprietari dell’istituto creditizio, sostiene che questa operazione non avrebbe dovuto aver luogo e che sia avvenuta basandosi su dati falsificati. L’uomo d’affari ha fatto ricorso giudiziario contro la decisione statale ed un tribunale di Kiev dovrebbe presto esprimersi sulla vicenda.

Un difficile equilibrio

Il caso PrivatBank riporta agli anni più bui della crisi economica ucraina. La decisione di nazionalizzare non fu indolore e creò accesi contrasti tra l’ amministrazione Poroshenko ed il magnate Ihor Kolomoisky, che definì quanto avvenuto “un acquisizione illegale”. Il presidente Volodymyr Zelensky si trova così ad ereditare una vera e propria patata bollente e dovrà presto prendere posizione sulla vicenda mentre per il momento si è limitato ad affermare che intende proteggere gli interessi dei risparmiatori ucraini. Il capo di Stato non può rischiare di alienarsi le simpatie del Fondo Monetario Internazionale e di negare così all’economia del Paese un importante tranche di aiuti ma, al tempo stesso, non può rompere i buoni rapporti con Kolomoisky, una personalità piuttosto influente nella scena politica nazionale. In definitiva sembra che per Zelensky sia giunto il momento di compiere delle scelte anche rischiose ed impopolari e che la sua lunga luna di miele con l’elettorato e nella gestione degli affari di Stato sia giunta al termine.

Lo stato dell’economia ucraina

La freddezza tra Kiev ed il Fondo Monetario rischia di colpire l’economia ucraina in un momento di moderata espansione, necessaria per risollevare il Paese dalle sabbie mobili della crisi in cui è precipitato dopo lo scoppio del conflitto nel Donbass. La crescita dovrebbe raggiungere, nel 2019, un tasso del 2.7 per cento ( contro il +3,3 del 2018) mentre l’inflazione, già in calo, dovrebbe attestarsi al 6.3 per cento entro la fine dell’anno e scendere ulteriormente al 5 per cento nei primi mesi del 2020. Il buono stato di salute della nazione è testimoniato anche dal fatto che la valuta nazionale, la grivna, è stata negli ultimi mesi una delle poche, a livello mondiale, ad apprezzarsi nei confronti del dollaro americano.

La guerra nelle regioni di Donetsk e Luhansk continua comunque ad influire su alcuni aspetti dell’economia: il tasso di disoccupazione è infatti del 9,3 per cento ed è aumentato dal 2015 ad oggi. Un altro degli annosi problemi del Paese è il basso livello dei salari, che raggiungono mediamente i trecento euro mensili mentre nella capitale possono anche superare i quattrocento euro e questo stato di cose rende  precaria la situazione finanziaria di molti ed inibisce la stabilizzazione del risparmio privato. In particolare nella capitale Kiev, inoltre, il costo della vita non è così basso ed il rischio di finire in miseria, anche per chi ha un lavoro dignitoso, è sempre presente. Le priorità dell’amministrazione Zelensky dovrà quindi essere quella di porre fine al conflitto nel Donbass per eliminare l’aggravio del conflitto sul bilancio dello Stato, stabilizzare le dinamiche economiche nazionali, attirare nuovi investitori dall’estero e ristabilire normali rapporti commerciali con la Russia. L’assistenza del Fondo Monetario Internazionale è quindi importante per allargare il margine di manovra dell’esecutivo di Kiev e rendere possibile un miglioramento delle condizioni di vita di molti cittadini ucraini.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.