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Si sono conclusi con un nulla di fatto i colloqui tra Russia, Ucraina ed Unione Europea per la stipula di un nuovo accordo (quello in corso scadrà a gennaio) che faciliti il transito del gas naturale russo verso l’Europa. Maros Sefcovic, Commissario Ue all’Energia, ha riferito di progressi sulla maggior parte dei punti in discussione nel vertice trilaterale, tenutosi a Bruxelles e a cui hanno preso parte i ministri russi ed ucraini del settore energetico, oltre ai vertici delle più importanti compagnie fornitrici di gas dei due Paesi.

Un accordo definitivo non è però stato siglato ed una nuova sessione di incontri si svolgerà alla fine di ottobre, nella speranza di finalizzare un’intesa. Persistono i timori, espressi dal ministro ucraino per l ‘Energia Oleksiy Orzhel, che le forniture di gas russo possano essere interrotte; Kiev adotterà comunque le necessarie precauzioni per far fronte a questo possibile scenario. La preoccupazione che Mosca possa lasciare parti dell’Ucraina senza gas, nel mezzo del gelido inverno, sono concrete, anche se Kiev può affidarsi ad ingenti riserve immagazzinate per questa evenienza.

Tensioni ricorrenti

Le relazioni tra Russia ed Ucraina sono, ormai da alcuni anni, ai minimi storici. La guerra nel Donbass, la questione della Crimea e l’orientamento politico sempre più filo-europeo e filo-americano di Kiev hanno creato forti tensioni con Mosca. Le dispute sul gas russo che, al momento, deve necessariamente passare dall’ex alleato per raggiungere l’Europa rappresentano un ulteriore capitolo di questo difficile rapporto. Controversie sul prezzo del gas avevano già causato forti rallentamenti, nell’erogazione verso il Vecchio Continente, durante gli inverni del 2006 e del 2009. Ciò aveva causato gravi disagi ai cittadini delle nazioni dell’Europa Orientale.

Il Cremlino ha comunque individuato una soluzione per quanto concerne le forniture energetiche: la costruzione dei gasdotti Turkish StreamNord Stream 2, quest’ultimo attraverserà le acque del Baltico e raggiungerà direttamente l’Europa senza passare per l’Ucraina. Nord Stream 2 non sarà però utilizzabile prima del 2020 ed è quindi necessario trovare un’intesa con Kiev. Intesa che potrebbe essere facilitata dalla moderata distensione sperimentata tra le due nazioni in seguito all’elezione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il recente scambio di prigionieri tra Kiev e Mosca ha testimoniato la possibilità di avviare un dialogo che appiani i contrasti più forti. Diverse nazioni europee guardano con interesse e preoccupazione ai possibili sviluppi in materia di forniture energetiche: Paesi come Ungheria, Estonia, Repubblica Ceca e Polonia sono fortemente dipendenti dal gas di Mosca che viene utilizzato, in misura minore, anche da Italia, Germania, Francia, Olanda ed altri ancora.

Le soluzioni

Alexander Novak, ministro per l’Energia della Federazione Russa, ha proposto alle autorità ucraine di estendere, su base temporanea, l’accordo attualmente vigente, che scadrà nel gennaio del 2020. Bisognerà vedere se questa proposta verrà accettata da Kiev, che potrebbe preferire la stipula di una nuova intesa più duratura. L’interesse di Bruxelles è invece quello di vedere garantite, nella maniera più stabile, le forniture dirette verso i Paesi del Vecchio Continente. Russia ed Ucraina continuano ad essere divise da tensioni ed incomprensioni e non è chiaro se l’attuale miglioramento nelle loro relazioni potrà sfociare in una nuovo corso politico. L’intesa energetica potrebbe essere il primo passo verso una distensione più marcata che, però, dovrà necessariamente affrontare, nel lungo periodo, le questioni della Crimea e del Donbass. Nodi, questi ultimi, che continuano a dividere profondamente le due nazioni e che non saranno risolvibili senza concessioni reciproche, al momento ancora premature. L’accumulo di riserve di gas da parte di Kiev dovrebbe scongiurare, anche in caso di interruzioni delle forniture da parte di Mosca, il rischio di una catastrofe umanitaria dovuta alle temibili temperature invernali. Nella situazione attuale, però, tanto la Federazione Russa quanto l’Ucraina dovrebbero avere un interesse di fondo a trovare una soluzione commerciale accettabile per entrambi gli Stati. Le complicazioni della politica e nuove e sempre possibili controversie diplomatiche potrebbero però mettere i bastoni tra le ruote ad un nuovo accordo e generare nuove tensioni.

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