Nella battaglia volta ad arginare l’impatto del coronavirus sulla nostra società e per salvaguardare la salute dei cittadini, i Paesi occidentali hanno scelto la strada della serrata – o lockdown – per limitare i contagi sino ad arrivare al loro azzeramento. Questa soluzione si è potuta attuare grazie alla relativa solidità dei nostri apparati economici, nonostante in ogni caso le ripercussioni saranno destinate a farsi sentire soprattutto sulle piccole-medie imprese e su tutte quelle attività che godono di scarsa liquidità.

Tuttavia, nel resto del Mondo le possibilità di mantenere per un periodo prolungato il medesimo arresto totale sono molte più scarse. Ciò è causato in modo principale dalla minore solidità degli apparati economici e soprattutto dalla ricchezza stessa della popolazione, non in grado di resistere con i propri risparmi per un tempo equivalente a quello europeo ed americano; con gli stessi Paesi che avrebbero difficoltà nel venire incontro alle esigenze della popolazione.

L’economia africana può resistere ad un lockdown?

Uno dei motivi per i quali a livello internazionale si sono tardati gli interventi invasivi per contrastare la diffusione del Covid-19 è stata proprio la preoccupazione relativa agli impatti che la “cura” avrebbe avuto sulla società. Tuttavia – anche a seguito di confronti internazionali – si è giunti alla misura di lockdown per contrastare il patogeno: accettando di fatto tutte le conseguenze che esso potrà avere sul Mondo così come lo conosciamo.

Lo stesso dubbio è quello che ancora in questi giorni sta attraversando i ceti dirigenti dei Paesi africani: anche loro alle prese con la diffusione del Coronavirus e indecisi sulle mosse volte al suo contrasto. Partendo però da basi igieniche e sanitarie assai più scarse rispetto a quelle occidentali, la minaccia risulta essere ancora più pericolosa rispetto a quella che stiamo vivendo nel Vecchio continente.

In questo caso, però, le basi economiche di partenza non sono sufficientemente forti da reggere una serrata totale, col rischio che una buona parte del patrimonio imprenditoriale venga cancellato nell’arco di poche settimane. Inoltre, la condizione economica stessa delle famiglie impedisce tutte quelle misure volte alla salvaguardia personale che stanno giocando un ruolo fondamentale in Europa e negli Stati Uniti.

I rischi africani

Dopo essere rimasta indietro nella globalizzazione che ha interessato la quasi totalità del Mondo, l’Africa non può permettersi di effettuare ulteriori passi indietro, considerando già lo scarto di base che ha pagato negli ultimi decenni. In questa situazione, cercare di limitare quelle che sono le perdite economiche ed imprenditoriali locali potrebbe essere una discriminante per gli anni a venire. Se l’Africa infatti si dimostrerà in grado di non retrocedere e paradossalmente diminuire il gap attuale con le grandi economie, la lotta al Covid-19 si potrà considerare un successo anche sotto il punto di vista economico.

Se al contrario le soluzioni messe in campo non si riveleranno in grado di salvaguardare il più possibile anche le ricchezze degli africani, esse rischieranno di essere ancora più devastanti rispetto alla pandemia che il continente si sta apprestando ad affrontare. E in questo caso, gli effetti saranno tangibili ancora per molti anni a venire, anche una volta in cui l’emergenza sanitaria si potrà dichiarare definitivamente superata.

È una situazione dunque ancora più particolare quella dell’Africa, difficilmente concepibile forse dai Paesi più industrializzati in grado di far presa su un sistema dalle basi più solide. Mai come adesso, però, le nazioni africane avranno la possibilità di dimostrarsi all’altezza delle dure sfide internazionali, anche quando paiono partire svantaggiate. E una dimostrazione di forza, forse, potrebbe anche riequilibrare la forza internazionale del continente una volta che si sarà entrati nella nuova fase dell’umanità successiva alla pandemia di Covid-19.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.