Le questioni politiche disturbano i sogni di gloria di Huawei. Il colosso cinese di telecomunicazioni ha pagato sulla propria pelle la guerra dei dazi in corso tra Cina e Stati Uniti, prima ritrovandosi nella Entity List del Dipartimento del Commercio Usa, cioè la lista nera che vieta alle aziende americane di fare affari con le società presenti nell’elenco, poi dovendo fare i conti con le pesanti conseguente della mossa voluta da Donald Trump. Per colpa del ban, Huawei non può più acquistare i componenti hi tech dal mercato americano e non può più nemmeno fornire i servizi alle aziende americane di telefonia, perché considerata un rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Come se non bastasse, Google è una delle società che ha preso alla lettera le disposizioni di Washington; il problema è che i telefoni Huawei utilizzano il sistema operativo di Google, cioè Android. Sempre per colpa del ban, il gruppo cinese si ritroverebbe con telefoni privi di servizi fondamentali, che farebbero crollare le sue vendite soprattutto all’interno dei mercati occidentali.

Ren Zhengfei suona la carica

Nonostante la tempesta, all’orizzonte si iniziano a intravedere spiragli di luce. Intanto il ban sopra citato è stato prorogato dagli Stati Uniti di altri 90 giorni. Tre mesi in cui Stati Uniti e Cina proveranno a conseguire un accordo commerciale in grado di risolvere, o quanto meno limitare, la Trade War. Ren Zhengfei, padre e fondatore principale di Huawei, ha poi fatto intendere di avere un piano per consentire alla sua creatura di conquistare il mondo. Secondo un promemoria confermato da alcune indiscrezioni di Reuters, Ren ha sostenuto che Huawei sta attraversando un momento decisivo, “il momento della vita o della morte”. Tradotto in altri termini, o l’azienda di Shenzen trova il modo per annullare una volta del tutte la minaccia americana oppure rischia il tracollo. Usando metafore militari, l’ex membro dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese ha dichiarato, rivolgendosi ai quasi 190 mila dipendenti dell’azienda, che “se non potete svolgere il lavoro, fate in modo che il nostro carro proceda. E se volete scendere sul campo di battaglia, potete legare una corda attorno al carro armato per tirarlo avanti. Tutti devono avere questo tipo di determinazione”.

Il piano di Huawei

Il commento di Ren è arrivato pochi giorno dopo la proroga americana del ban. Ma nei fatti qual è il piano di Huawei per “dominare il mondo”? Intanto il colosso di Shenzen ha iniziato a produrre chip in maniera autonoma, per evitare di non poterli acquistare dalle aziende americane. In seconda battuta ha pure dato alla luce un nuovo sistema operativo: si tratta di HarmonyOs, già annunciato ma che tuttavia resta il piano B, cioè da usare solo qualora Google ritirasse la licenza Android. In terza battuta, Huawei ha lanciato un nuovo smartphone 5G ed è pronta a puntare anche su un laptop con le medesime caratteristiche, ovvero in garo di accedere alla rete ultraveloce in mobilità.

Indipendenza e autarchia

L’obiettivo di Huawei è consolidare la propria posizione ed essere indipendente dalle influenze esterne. I suoi device, infatti, si basano, in parte, su componenti prodotte all’estero o su applicazioni e funzioni di sistemi operativi non cinesi. Ren ha intenzione di invertire la tendenza e puntare sul made in China. Oltre a HarmonyOs, l’azienda, come anticipato da un’indiscrezione di China Daily, potrebbe presto lanciare sul mercato Huawei Map Kit, una mappa alternativa a Google Maps e una mappatura del territorio che farebbe aumentare il prestigio del marchio di Shenzen. C’è poi l’ultimo aspetto da considerare e che sarà il cavallo di battaglia del gruppo cinese: l’implemento della rete 5G. A oggi, Huawei ha firmato 46 contratti commerciali per la spedizione nel mondo di oltre 100 mila stazioni base per gestire le reti superveloci e dare vita all’Internet of Things. “Dopo aver superato il momento più critico della nostra storia, nascerà un nuovo esercito per dominare il mondo. Nei prossimi tre o cinque anni, in Huawei tornerà a scorrere il sangue”.

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