Il progetto della Nuova Via della Seta passerà anche per l’Ucraina. Il progetto cinese, asse portante del piano geopolitico e geoeconomico con cui la Cina vuole aprirsi al mondo e sfruttare a pieno le propri risorse economiche, considera il territorio ucraino di fondamentale importanza per l’accesso al mercato europeo e per il passaggio da e verso la Russia. E proprio per questo, Pechino ha intrapreso da tempo una serie di attività volte agli investimenti nelle infrastrutture ucraine in modo da rendere le reti portuale, ferroviaria e autostradale del Paese capaci di far affluire il maggior numero di merci senza ostacoli. Impresa non facile, dal momento che la Cina deve fare i conti con un Paese devastato dalla guerra civile e soprattutto non in grado, almeno nel breve termine, di trovare una pace stabile fra le fazioni in campo. Troppi gli interessi in gioco, ma soprattutto troppe le differenze e gli appoggi internazionali dell’una e dell’altra parte. Ciononostante, la Cina ha deciso di entrare pesantemente nel mercato ucraino e, forse, questa mossa di Pechino potrebbe in qualche modo portare una maggiore stabilità nel Paese. Perché a volte, molto più che nelle armi, la soluzione della guerra – specie se civile – passa anche per le possibilità di ricevere milioni di dollari e progetti che diano lavoro e capitali a una regione.

Negli ultimi anni, la Cina ha messo nel mirino l’Ucraina per due motivi. Il primo motivo risiede nel fatto che l’Ucraina è uno dei maggiori partner economici cinesi nel settore alimentare. La crescente produttività del suolo ucraino, dovuta anche ai cambiamenti climatici, fa sì che il Paese stia diventando uno dei primi esportatori di mais in Cina e in generale uno degli esportatori principali di generi alimentari, tanto da scavalcare gli stessi Stati Uniti negli affari con Pechino nel settore. Il secondo motivo risiede invece nel fatto che l’Ucraina rappresenta un territorio vicino all’Unione europea in grado di ospitare fabbriche e aziende cinesi per il basso costo della manodopera e dei terreni. La Cina ha desiderio di delocalizzare alcune produzioni in territorio europeo, ma l’Unione è ancora un’area estremamente cara per gli standard del costo della produzione cinese. L’Ucraina, al contrario, rappresenta un territorio molto meno caro ma, allo stesso tempo, già all’interno del Deep and Comprehensive Free Trade Area, l’accordo con cui l’Unione europea ha dato il libero accesso anche a Kiev in alcuni settori del mercato europeo di beni e servizi.

Non deve quindi stupire se negli ultimi mesi gli accordi tra Ucraina e Cina sono aumentati notevolmente, così come gli investimenti cinesi nel Paese dell’Est Europa. Già nel 2016, il governo di Kiev aveva inaugurato a Illichivsk, vicino a Odessa, l’inizio della Nuova Via della Seta, che vede nel porto ucraino uno dei terminali per l’accesso al mercato dell’Europa orientale e settentrionale. Ora, a ottobre di quest’anno, due nuovi accordi simbolizzano ancora di più l’ingresso di Pechino nelle infrastrutture ucraine. All’inizio di ottobre, la società cinese Xinjiang communications construction group ha firmato due accordi con il governo ucraino per la modernizzazione della rete autostradale occidentale e centrale. Il tutto per un costo di 95 milioni di dollari finanziato interamente dalla Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. La prima parte interesserà tutta la rete che collega la regione di Leopoli a Kiev; mentre la seconda parte sarà la rete autostradale che collega Kiev al confine russo. Un investimento che appare anche preludio di migliori rapporti politico fra Mosca e il governo ucraino.

A questi investimenti nel settore infrastrutturale, si aggiunge poi l’accordo sul miglioramento della cooperazione energetica fra i due Paesi, a dimostrazione che la Nuova Via della Seta è, in via principale, uno strumento per la Cina di aprirsi al mondo ma soprattutto alle risorse che esso offre. Il viceministro dell’Energia e dell’industria carbonifera ucraino, Natalia Boiko, ha incontrato la scorsa settimana nella capitale ucraina il presidente della Compagnia nazionale cinese per il nucleare, Qian Zhimin, con il quale sono state discusse le basi  per un’intesa riguardante il rafforzamento della produzione di combustibile nucleare in Ucraina. Secondo quanto riferisce una nota del ministero dell’Energia, l’idea è di rafforzare la cooperazione nello sviluppo dell’industria nucleare in Ucraina e soprattutto di creare una serie di progetti congiunti nel giacimento di uranio di Novokostiantynivske. Progetti che vedrebbero anche l’interessamento della Banca di sviluppo cinese. Una conferma ulteriore della forza dirompente della Nuova Via della Seta in tutta l’Europa.

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