Breve nota introduttiva. L’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) è stata istituita dopo la Seconda Guerra Mondiale con l’intenzione di favorire la cooperazione internazionale dei vari Stati sui temi più rilevanti. Obiettivo principale: preservare il mantenimento della sicurezza mondiale. Al fine di migliorare la copertura dei tanti settori d’interesse dell’Onu, nel corso degli anni sono state create agenzie ad hoc, affiancate a programmi e fondi specializzati.

Al momento troviamo 15 agenzie specializzate, ognuna delle quali specializzata in un settore differente. Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria, molti lettori avranno imparato a prendere confidenza con l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia con sede a Ginevra, in Svizzera. Altri, seguendo le gli screzi commerciali tra Stati Uniti e Cina, avranno altresì conosciuto da vicino l’Omc, l’Organizzazione Mondiale del Commercio (in inglese, Wto). Quest’ultima agenzia, come suggerisce il nome, è stata creata appositamente per supervisionare gli accordi commerciali che intercorrono tra i Paesi membri. Ad oggi, ne fanno parte 164 Paesi, mentre altri 26 ne stanno negoziando la adesione. Insomma, tutte le intese economiche e le diatribe commerciali interessano da vicino l’Omc.

Ogni agenzia ha una propria struttura organizzativa. Nel caso dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, è tutto scritto nero su bianco nell’articolo IV dell’Accordo Istitutivo della stessa agenzia. Assieme alla Conferenza ministeriale e al Consiglio generale, e ad altri organi, troviamo una serie di Comitati specifici e un Segretariato, guidato da un Direttore generale.

Una successione complessa

A proposito del Direttore generale, questa figura detiene il ruolo più importante all’interno dell’OMC. È lui il responsabile della supervisione delle funzioni amministrative che fanno capo all’organizzazione. Certo, le decisioni politiche sono prese dai rappresentanti degli Stati membri dell’agenzia, ma il profilo del direttore conta eccome. Se il suo background è ricco di un prezioso capitale politico, infatti, potrà convincere (e quindi spingere) gli Stati membri a stringere accordi e sciogliere nodi rilevanti, oltre che influenzare il dibattito pubblico sulle più svariate questioni commerciali.

Dal primo settembre 2013, la carica di Direttore generale dell’OMC è stata ricoperta dal brasiliano Roberto Azevedo. Azevedo si è però dimesso a fine agosto, un anno prima della fine del suo secondo mandato, e dopo aver ricevuto l’incarico di diventare vicepresidente di PepsiCo. Ricordiamo che Azevedo era stato riconfermato per un secondo mandato quadriennale nel febbraio 2017. I

n ogni caso, quando lo scorso maggio il Direttore dell’Omc ha annunciato la decisione di voler fare un passo indietro, è subito scattato il toto-nomi per rimpiazzarlo. In teoria, la Wto avrebbe dovuto nominare un direttore ad interim, ma gli Stati Uniti hanno bloccato la nomina. Sono così partite le estenuanti trattative per individuare il successore di Azevedo. In un primo momento c’erano otto potenziali candidati, tra cui l messicano Jesus Seade, l’egiziano Abdel-Hamid Mamdou e il moldavo Tudor Ulianovschi. Nessuno ha ricevuto il sostegno necessario dai Paesi membri, tranne la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala e la sudcoreana Yoo Myung-hee.

Lotte ed equilibri di potere

La notizia più importante riguarda proprio Miss Yoo. L’attuale ministro del Commercio della Corea del Sud ha abbandonato la conrsa. La sua mossa, di fatto, ha spalancato le porte a Ngozi Okonjo-Iweala per diventare il primo leader africano della Wto. Okonjo-Iweala era stata raccomandato dai massimi funzionari dell’Omc già a ottobre. Tuttavia, la sua nomina era stata bloccata dagli Sati Uniti di Donald Trump, nel frattempo coinvolti in un’aspra disputa con un’altra agenzia dell’Onu, l’Oms di Tedros Ghebreyesus.

La nigeriana, che poteva contare sull’appoggio di Cina, Giappone e Unione europea, è adesso senza avversari. Anche se, come sembra, Okonko-Iweala non riceverà il benestare di tutti i membri, sarà quasi sicuramente lei a sostituire Azevedo. Perché la sua contendente si è ritirata? Yoo ha consultato gli Stati Uniti, che erano il suo principale sostenitore, e altri importanti paesi e “ha deciso di abbandonare la sua candidatura“, ha sottolineato in una dichiarazione il ministero del Commercio sudcoreano.

A questo punto, la scelta di Yoo potrebbe segnalare un futuro indebolimento della posizione americana nei confronti dell’Omc. Nel frattempo, la Cina ha nominato Li Chenggang come nuovo suo nuovo ambasciatore dell’organizzazione. L’ex direttore del Dipartimento di Trattati e Legge del Ministero del Commercio sostituisce Zhang Xiangchen, ora viceministro al Ministero del Commercio. Washington non sarà affatto soddisfatta dell’esito di questa “guerra sotterranea”.

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