L’attuale pandemia di Covid-19 non è solamente una grave emergenza sanitaria a livello mondiale ma anche una pesante zavorra alle economie di diverse parti del globo. In Europa, in particolare, c’è una nazione che più di altre potrebbe risentire delle attuali dinamiche recessive: la Grecia. Atene è stata vittima di una prolungata crisi economica che l’ha colpita in particolare modo tra il 2009 ed il 2014 ma che ha comunque lasciato tracce profonde sul sistema produttivo e sulla struttura sociale del Paese. La ripresa, pur innegabile, è ancora fragile ed esposta ai rischi che derivano dalle complicazioni delle congiunture internazionali: la pandemia di coronavirus, purtroppo, è proprio una di queste complicazioni ed i suoi effetti si faranno sentire, di certo, dalle parti di Atene.

Un rischio concreto

Il Covid-19 ha iniziato a colpire anche la Grecia: in data 16 marzo sono stati segnalati 331 casi complessivi nel Paese. Il potenziale espansivo del morbo è significativo e l’adozione di stringenti misure di contenimento risulta quindi fondamentale per evitare una vera e propria epidemia. Il rischio, qui come altrove, è che queste misure provochino una grave recessione ed incidano sulle prospettive del Paese. L’economia della Grecia, che punta molto sul settore turistico, potrebbe risentire della situazione. Il Consiglio Fiscale di Atene stima che la crescita, nel 2020, si dovrebbe attestare al 2,54 per centro contro il 2,8 per cento preventivato dall’esecutivo del Paese. Gli scenari più pessimistici, invece, tratteggiano una crescita non superiore al 2,21 oppure all’1,88 per cento. Le previsioni sono legate al rallentamento dell’Eurozona: tanto più quest’ultima frenerà e tanto maggiori saranno gli effetti sul sistema produttivo greco. Il mancato raggiungimento del target del 2,8 per cento è destinato ad avere ripercussioni sull’equilibrio fiscale del Paese mentre il governo dovrà trovare risorse extra per potenziare la spesa sanitaria in caso di una diffusa epidemia su scala nazionale.

Le conseguenze sociali

La recessione da coronavirus è destinata ad impattare sull‘impalcatura sociale del Paese: il tasso di disoccupazione, che nel mese di novembre 2019 aveva raggiunto il livello più basso degli ultimi anni attestandosi al 16,5 per cento, pare destinato a crescere nuovamente ed anche quello delle persone che vivono in povertà, che nel 2017 ammontavano al 31.8 per cento della popolazione, risentirà probabilmente della congiuntura negativa. Il settore turistico ha già iniziato a subire danni significativi: le autorità hanno chiuso, nel tentativo di fermare la diffusione del virus, tutti i musei e le attrazioni del Paese mentre le restrizioni ai voli ed ai viaggi decise da molte nazioni del mondo impediscono l’afflusso di nuovi turisti. Le prenotazioni per i resort vacanzieri si sono ridotte in maniera significativa e il tasso di occupazione delle stanze di hotel ad Atene è precipitato al 10 per cento contro il 60-70 per cento dello stesso periodo dello scorso anno.

Il rischio è che un nuovo peggioramento delle condizioni di vita nel Paese possa dar luogo a sviluppi imprevedibili: l’esecutivo conservatore di Kyriakos Mītsotakīs, del partito conservatore Nuova Democrazia, ha la maggioranza assoluta dei seggi e per il momento ha anche il controllo della situazione. Un peggioramento della situazione, però, potrebbe rinfocolare il bacino elettorale del movimento neo-nazista Alba Dorata oppure i partiti radicali di sinistra, come il Partito Comunista. La stabilità dell’esecutivo sarà cruciale per contenere i danni derivanti dalla pandemia.

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