Il braccio di ferro tra Usa e Cina si manifesta anche nella corsa al continente nero: questa volta non sono le risorse energetiche africane o l’appoggio dei paesi ad essere nel mirino delle due potenze, bensì la possibilità di portare internet lì dove ancora la rete non appare sviluppata come altrove. Una vera e propria gara, che vede in campo soprattutto due colossi: Facebook da un lato, Huawei dall’altro. Un’azienda americana per l’appunto, contro una cinese.

Il progetto “Simba” di Facebook

Gli africani collegati al social di Mark Zuckerberg attualmente sono 170 milioni, su una popolazione che conta 1.2 miliardi di abitanti. Ecco perchè Facebook vuole puntare sulla possibilità di ridurre in Africa i costi di connessione e far sviluppare una rete ancora più veloce ed all’altezza o quasi di quella impiantata da anni in occidente. Un’idea quella dei vertici del social, impiantata nel cosiddetto “progetto Simba”: si tratta di una rete di cavi sottomarini in grado di collegare le due sponde dell’Atlantico e portare la rete in molti punti del continente africano attualmente poco coperti. Un progetto da un miliardo di Dollari, che potrebbe essere coperto in parte anche da altre multinazionali del settore.

Non sarebbe la prima volta, come riportato da La Stampa, che Facebook investe in Africa: negli anni passati, il colosso americano porta a Gulu, nel nord dell’Uganda, 800 km di cavi che fanno della zona l’unica ad essere coperta dal 4G in Africa centrale. Per il social e per i gestori internazionali della rete, portare qui la strumentazione e la tecnologia vuol dire poter mettere le mani su un mercato di milioni di persone che potrebbero avere accesso a servizi attualmente irraggiungibili.

La “via della seta digitale” di Huawei

Ma l’Africa, come detto, è ambita anche dalla Cina e dai colossi del settore del gigante asiatico. Per lo stesso motivo per cui Washington e Pechino appaiono concorrenti sulla diffusione del 5G, la corsa al continente nero appare quasi un vero e proprio affare di Stato. Al progetto Samba di Facebook, si contrappongono le ambizioni di Huawei: quest’ultima, tramite la controllata Huawei Marine Networks, ha da alcuni mesi ultimato il progetto della distesa sottomarina di cavi che collega la metropoli brasiliana di Fortaleza con la città camerunese di Kribi. Si tratta di 5.600 km di rete in grado di portare la connessione in vari punti della costa dell’Africa occidentale.

Ma la multinazionale cinese vuole puntare ancora più in alto: il suo obiettivo è far percorrere ai cavi per la connessione lo stesso ideale tragitto segnato sulle mappe della cosiddetta “Nuova via della Seta”. L’ambizione è quella di impiantare una fibra ottica subacquea in grado di collegare Pakistan, Gibuti e quindi l’Europa. Un modo per far arrivare la connessione cinese direttamente nel vecchio continente, passando da un paese, quale il Pakistan, alleato della Cina e da un altro, quale Gibuti, dove ha sede l’unica base militare di Pechino in Africa.

La posta in gioco è molto elevata: esportare la propria tecnologia, arrivare prima dei rivali in un mercato da potenziali milioni di clienti, essere all’avanguardia nel controllo delle reti da cui passeranno molte delle più importanti informazioni nel futuro. La sfida per l’Africa sembra soltanto all’inizio.

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