Strangolare l’economia della Russia senza mostrare alcuna pietà. Sembrerebbe essere questo il piano di Stati Uniti e Unione Europea per rispondere all’operazione militare speciale in Ucraina voluta da Vladimir Putin. Al momento, infatti, nè Washington nè i Paesi dell’Ue hanno intenzione di alimentare le tensioni inviando sul campo i propri soldati, preferendo invece affidarsi agli effetti delle sanzioni.

Ma non è finita qui, perché la guerra economica mossa dall’Occidente si preannunciava totale e così lo sarà. Nei giorni scorsi a finire nel mirino dei governi europei erano stati i beni degli oligarchi e di Putin. Questa mossa è stata seguita da un embargo che ha toccato quasi ogni rapporto commerciale con la Russia.

Ora è pronto il terzo step, ovvero la caccia senza quartiere all’oro russo. Negli Stati Uniti, il congresso ha presentato una proposta di legge il cui scopo consiste nell’impedire a Mosca di finanziarsi attingendo alle proprie riserve auree. La proposta – non ancora approvata – prevede sanzioni contro chiunque dovesse acquistare oro russo. 

Oro russo nel mirino

L’obiettivo del suddetto disegno di legge, che tra l’altro ha messo d’accordo repubblicani e democratici, è quello di far sì che la Russia non possa bypassare le sanzioni vendendo il proprio oro in cambio di valuta pregiata, eventualità tutt’altro che remota dato il crollo del rublo.

Calcolatrice alla mano, la Russia controlla circa 132 miliardi di dollari in riserve auree; una somma piuttosto consistente che potrebbe consentirle, almeno per un po’ di tempo, di aggirare le sanzioni. La Banca centrale russa, non a caso, starebbe iniziando a comprare di nuovo oro dopo essersi fermata all’inizio della pandemia quando i prezzi dell’oro era aumentato.

L’embargo all’oro russo – nelle intenzioni di alcuni esperti – potrebbe definitivamente tagliare le gambe a Mosca, a quel punto sempre più economicamente isolata dal resto del mondo. Ricordiamo che l’economia del Cremlino è tecnicamente in default, che la Russia deve ripagare i suoi debiti in rubli e che l’inflazione ha superato il 10%. È altrettanto vero che questo Paese ha un debito pubblico pari al 20% del pil è che l’Occidente, o meglio l’Europa, non può tirare troppo la corda, visto che finanzia l’economia russa con 800 milioni di euro al giorno per ricevere il prezioso gas.

La mossa Usa

Nel caso in cui il disegno di legge passasse, ogni entità americana che dovesse effettuare transazioni o trasportare oro russo, oppure vendere oro in Russia andrebbe incontro a sanzioni secondarie. “La massiccia fornitura di oro della Russia è uno dei pochi beni rimanenti che Putin può utilizzare per impedire all’economia del suo paese di crollare ulteriormente”, ha spiegato il senatore del Maine, Angus King in una nota. “Sanzionando queste riserve, possiamo isolare ulteriormente la Russia dall’economia mondiale e aumentare le difficoltà della sempre più costosa campagna militare di Putin”, ha aggiunto.

“La Russia sta sfruttando una scappatoia nelle attuali sanzioni che consente loro di riciclare denaro attraverso l’acquisto e la vendita di oro”, ha affermato il senatore del Texas John Cornyn. “Gli Stati Uniti e i nostri alleati devono essere risoluti nel resistere all’aggressione russa e assicurarsi che blocchiamo qualsiasi via di fuga che Putin sta studiando per aggirare le sanzioni”, ha concluso la senatrice Maggie Hassan.

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