Mauricio Macri è in panico dopo la disastrosa sconfitta alle elezioni primarie argentine di due settimane fa. Il leader liberale di Unidos Cambiemosè stato surclassato nell’appello alle urne dal candidato dell’opposizione del Frente de Todos Alberto Fernandezil quale correndo alle presidenziali di ottobre in ticket con l’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchnervuole stabilire un filo diretto con l’esperienza governativa che ha amministrato l’Argentina fino al 2015. Anno dell’ascesa del dinamico ex presidente del Boca Juniors, che sfruttando le divisioni interne alla coalizione populista riuscì a conquistare la Casa Rosada di Buenos Aires e a portare nelle sedi istituzionali la sua agenda politica fatta di contenimento della spesa pubblica, tagli al welfare, riforme di liberalizzazione e privatizzazioni.

L’obiettivo di rendere l’Argentina una meta privilegiata per gli investimenti internazionali è stato mancato clamorosamente, e il Paese paga lo scotto del fallimento di Macri. Povertà e disuguaglianze sono in continuo aumento, l’austerità ha ridotto il potere d’acquisto dei cittadini e della classe media e portato l’inflazione sopra il 50%. A fine 2018, per tentare di ottenere un po’ di fiato Macri ha dato mandato al Ministro dell’Economia Nicolas Dujovne di negoziare un prestito da 50 miliardi di dollari con il Fondo Monetario Internazionale, l’ultimo di una serie di accordi siglati da Buenos Aires con l’alta finanza occidentale e che in diversi casi, come il contenzioso con il fondo Elliott, hanno depauperato le casse del Paese.

In molti ritengono che la recente vittoria di Cristina Kirchner e di Alberto Fernandez, che hanno distanziato di oltre 15 punti Macri alle primarie, sia proprio il frutto del fallimento delle politiche finanziarie volute dall’attuale leadership argentina. Il ripristino dell’ordine basato su azzeramento di spesa pubblica e welfare doveva essere il volano per risanare i conti pubblici, ma in realtà ha creato un impoverimento di massa che ha colpito soprattutto le classi media e popolare. Da qui una contrazione del mercato interno che ha portato a una crisi senza fine.

L’Argentina si è ritrovata vittima dei cambi d’umore della finanza a causa delle spericolate mosse del governo Macri. Sotto i colpi del tracollo della borsa argentina del 40% Dujovne si è dovuto dimettere sancendo il fallimento dell’agenda politica di Macri in campo economico. “Dobbiamo capire che siamo virtualmente in condizioni di default”, è stato il commento di Alberto Fernandez, a una settimana dal successo elettorale. “Per questo i bond argentini valgono quello che valgono, il mondo ha capito che non si possono ripagare”, ha aggiunto, chiedendo a Macri di rinegoziare il prestito con il Fondo Monetario Internazionale mentre a Buenos Aires si insediava il successore di Dujovne, Hernan Lacunza, figura non compromessa con l’austerità dei primi anni di governo.

Macri, pur di evitare il tracollo elettorale alle presidenziali, ha abiurato anni di retorica liberista e di azioni ad essa conseguente: è servito lo schiacciante successo di Fernandez per fargli aprire gli occhi sulla disarmante condizione sociale del Paese e sull’impoverimento della classe media. A Lacunza il compito di varare il pacchetto anticrisi annunciato da Macri che, scrive il Fatto Quotidiano, comprende “l’eliminazione dell’Iva fino al 31 dicembre per i prodotti del paniere di base – cioè pane, latte, olio, pasta, riso, farina, yerba mate, tè, conserve di frutta, zucchero, ortaggi, legumi, yogurt, uova – oltre all’aumento del salario minimo, il taglio delle imposte per le fasce più povere, il congelamento dei prezzi dei carburanti e del prezzo dei mutui“. Misure simili a molte proposte del programma di Fernandez che vede così confermata la fondatezza della sua critica a Macri: il re è nudo, e per coprirsi prova per fini meramente elettorali a anticipare le mosse del suo più probabile successore. Basterà a Macri per salvare la permanenza alla Casa Rosada? L’esperienza latinoamericana insegna che gli elettori hanno la memoria lunga. Specialmente in Argentina.

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