La Cina e il turismo: sono queste le due frecce sulle quali punterà Kim Jong Un per alimentare l’economia della Corea del Nord. Esistono due versioni discordanti riguardo lo stato economico in cui versa il paese; c’è chi sostiene che Pyongyang stia attraversando la peggiore contrazione economica degli ultimi decenni a causa delle sanzioni della comunità internazionale e chi, invece, afferma che il paese riesce ad andare avanti grazie a una forte politica autarchica unita al commercio con diversi partner fidati. In entrambi i casi, la Corea del Nord ha bisogno di un settore trainante, capace di assicurarle al governo buone entrate, buoni rapporti diplomatici ma soprattutto nessun rischio. La Cina è l’alleato più stretto su cui può contare Kim Jong Un mentre il turismo è una delle leve più interessanti che Pechino potrebbe azionare per supportare indirettamente Pyongyang. Più volte il governo cinese ha utilizzato il turismo per penalizzare diversi paesi, basi pensare alle dispute avute dalla Cina con la Svezia, ma anche con Nuova Zelanda e Australia; la popolazione cinese tocca quasi un miliardo e mezzo di individui, quindi i turisti dell’ex Impero di Mezzo hanno un peso specifico importante in ambito economico. Adesso la Cina è pronta a fare il procedimento inverso: usare il turismo per aiutare un paese terzo.

Il turismo: un settore in crescita

La Corea del Nord è pronta ad accogliere orde di cinesi garantendo un trattamento di favore agli eventuali investitori provenienti dalla Cina che volessero puntare sul settore turistico nordcoreano. Stando a quanto riportato da NkNews, Pyongyang starebbe pianificando una serie di misure per incentivare il turismo nel paese; tutto dipende da quali e quanti soggetti cinesi saranno attratti dalla prospettiva disegnata da Kim Jong Un. Il presidente nordcoreano ha già trasformato la Corea del Nord rendendola assai più aperta e ospitale per i turisti stranieri, puntando su hotel di lusso, piste sciistiche, stabilimenti balneari e parchi di divertimento. Da qualche anno il governo locale è riuscito a creare molti centri d’interesse per gli stranieri ma l’unico problema è rappresentato dai pessimi collegamenti, che il più delle volte costringono i turisti a lunghe traversate. Adesso la situazione sta notevolmente migliorando ed è destinata a migliorare ulteriormente.

Pyongyang chiama gli investitori cinesi

Kim Jong Un è pronto a passare alla fase due; adesso che lo scheletro principale della Corea del Nord è pronto servono infrastrutture funzionali, collegamenti efficienti, strade e ferrovie. Per questo motivo Pyongyang“fornirà varie misure preferenziali per gli investitori cinesi. Il messaggio è chiaro ma c’è un ostacolo enorme tra il suo progetto e la realizzazione. La Corea del Nord è sotto sanzioni delle Nazioni Unite, quindi né i cittadini cinesi né altri imprenditori possono impegnarsi in quelle attività necessarie per dare il via agli sperati investimenti; banditi anche i trasferimenti di ingenti somme di denaro e la collaborazione con banche locali. Nonostante questo i due paesi hanno continuato a promuovere opportunità di investimento, per lo più con offerte piazzate su siti cinesi online.

Le aree coinvolte

Gli investimenti più massicci saranno dirottati in aree specifiche. La regione turistica di Kumgang, ricca di percorsi naturalistici e paesaggi immacolati, è una delle zone chiave. Altri progetti di investimenti riguardano la costa orientale della Corea del Nord, che per Pyongyang rappresenta la massima priorità in materia di sviluppo. Qui troviamo due tra le destinazioni turistiche costiere più rinomate del paese, fra cui l’area Wonsan-Kalma e Hot Springs Yangdok. Un’altra zona degna di interesse è la Contea di Samjiyon, nella parte settentrionale del paese: l’obiettivo delle autorità è rendere l’area attraente per quanti più turisti stranieri possibili. Oltre ai luoghi e le infrastrutture, la Corea del Nord deve risolvere anche altri problemi, fra cui migliorare le procedure di entrata e uscita dal paese e garantire in qualche modo una connessione internet agli stranieri. Il settore turistico ha ampie possibilità di crescita, visto che nel 2018 pare abbiano visitato la Corea del Nord 200.000 turisti stranieri, il 90% dei quali cinesi.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.