La Cancelliera Angela Merkel, in visita di Stato in India, ha ricordato come Bruxelles e Nuova Delhi debbano tentare nuovamente di arrivare alla stipula di un accordo di libero scambio. La Merkel ha anche avuto modo di incontrare il premier indiano Narendra Modi ed i due hanno parlato di cambiamento climatico, sicurezza regionale e commercio. La Germania dovrebbe inoltre investire un miliardo di euro in progetti di mobilità sostenibile nel Paese asiatico mentre gli scambi commerciali tra le due parti hanno raggiunto i 24 miliardi di euro nell’anno fiscale 2018-2019. Berlino è il principale partner commerciale di Nuova Delhi nel Vecchio continente mentre le compagnie tedesche hanno investito, dal 2000, almeno 12 miliardi di euro nell’economia indiana. Sullo sfondo delle buone relazioni tra Germania ed India resta, però, la macro questione dell’accordo di libero scambio, ancora non finalizzato, tra Bruxelles e Nuova Delhi.

Una questione complessa

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea potrebbe avere, come riporta il Brussels Times, l’effetto paradossale di rafforzare l’interesse dei Paesi del Vecchio continente nel perseguire l’intesa con l’India. Londra, anche in virtù delle ottime relazioni costruite nel periodo post-coloniale, aveva sinora monopolizzato i rapporti con Nuova Delhi. Il fattore che, più di tutti, ha sinora bloccato la firma dell’accordo sarebbe la scarsa protezione data dai tribunali indiani agli investitori  stranieri. Il sistema giudiziario indiano è inoltre considerato lento e poco trasparente. Le trattative tra le parti, in realtà, vanno avanti sin dal 2007 e la questione degli investitori stranieri non è l’unico problema in essere. I Paesi europei, ad esempio, non sarebbero soddisfatti delle offerte indiane nel settore automobilistico ed in quello degli alcolici. Secondo Abhijit Das, del Centro Studi del Wto, tanto Bruxelles quanto Nuova Delhi dovrebbero probabilmente abbassare il proprio livello di ambizione e provare a cercare un accordo al ribasso, qualora abbiano veramente intenzione di concluderne uno e di porre così fine ai lunghi negoziati.

Le prospettive

Le incertezze sulla stipula dell’accordo non possono far dimenticare, però, il fatto che Bruxelles sia il principale partner commerciale, a livello mondiale, dell’India superando in questo senso Cina e Stati Uniti. L’Unione europea e Nuova Delhi condividono, inoltre, il rispetto per i valori democratici ed in questo senso le relazioni sul piano politico sono meno problematiche di quelle con Pechino. Le dinamiche geopolitiche potrebbero, però, influire negativamente sui rapporti bilaterali: la crisi nel Kashmir e le tensioni tra Nuova Delhi ed Islamabad potrebbero spingere Bruxelles a non sbilanciarsi sulla questione, suscitando così il rancore del governo indiano. I controversi limiti alle libertà civili nel Kashmir, posti in essere dalle forze di sicurezza indiane, rischiano così di ostacolare le relazioni tra le due parti.

La crescita impetuosa dell’economia indiana e l’immenso mercato interno del Paese fanno gola a molti, dall’Unione Europea agli Stati Uniti. Nuova Delhi è però conscia del suo status di grande potenza in essere e pertanto non dovrebbe aver interesse a legarsi in maniera esclusiva ad uno solo dei possibili partner ma, piuttosto,  a cercare di perseguire il meglio dai singoli rapporti bilaterali traendo il meglio da ciascuno di essi. Il percorso dell’accordo di libero scambio, dunque, verrà di certo influenzato dall’abilità dei team di negoziatori ma anche dal complesso scenario internazionale.

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