Era un privilegio concesso a pochi. Un privilegio che toccava innanzitutto il nostro Paese e che ora non c’è più. Gli Stati Uniti hanno infatti annunciato che non prorogheranno oltre la scadenza del 2 maggio le esenzioni concesse agli otto Paesi – tra cui appunto l’Italia – autorizzati ad acquistare petrolio dall’Iran, malgrado le sanzioni americane entrate in vigore a novembre.

“Questa decisione punta a ridurre a zero le esportazioni di petrolio, privando così il regime della sua principale fonte di reddito”, fanno sapere dalla Casa Bianca. In questo modo Cina, India, Italia, Grecia, Giappone, Corea del sud, Taiwan e Turchia dovranno trovare nuovi partner. Come del resto ha detto il presidente americano Donald Trump: “Arabia Saudita e altri nell’Opec compenseranno la differenza nei flussi di petrolio”. Poi il tycoon ha proseguito: “L’Iran riceve davvero cattivi consigli da John Kerry e dalle persone che lo hanno aiutato a portare gli Usa nel veramente pessimo accordo sul nucleare iraniano”. Si stinge così il cerchio attorno a Teheran e, molto probabilmente, l’obiettivo di Trump è quello di discutere nuovamente l’accordo nucleare. L’esperienza con la Corea del Nord del resto insegna. Gli ayatollah hanno definito la decisione di Trump “illegale” e per questo “la Repubblica islamica d’Iran non ha mai dato, né dà adesso alcun valore o credibilità alle sue esenzioni”.

Al centro di questa strategia ci sarebbe il Segretario di Stato, come riporta il Washington Post: “La politica di zero importazioni iraniane è nata con il segretario Pompeo. Ha portato avanti questa politica in stretto coordinamento con il presidente in ogni fase del processo”, fa sapere un alto funzionario del Dipartimento di Stato.

Il primo a sentire il colpo della decisione degli Stati Uniti sarà senza dubbio Eni. Un modo, questo, anche per far pagare all’Italia la decisione di voler entrare nella Nuova via della Seta cinese. Da quando infatti Roma ha firmato il memorandum non sono mancati gesti di abbandono da parte dell’alleato americano. E questo potrebbe essere solo l’inizio.

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