La decisione del presidente Donald Trump di escludere l’India come paese beneficiario del Sistema di preferenze generalizzate – un programma economico destinato a promuovere la crescita economica e lo sviluppo nel mondo – rischia di compromettere negativamente le relazioni tra la Washington e Nuova Delhi, partner strategico nella regione. Questa scelta potrebbe inoltre facilitare la Cina, pronta ad offrire il suo appoggio – come è già valso per il Pakistan – e ad esportare nel paese le sue merci.

Due settimane fa una lettera recapitata al Congresso ha notificato che il presidente degli Stati Uniti Trump ha intenzione di porre fine alla designazione dell’India come paese beneficiario del programma Spg , e di conseguenza negarle il diritto di avere un trattamento preferenziale per le sue esportazioni. Sebbene il governo indiano abbia osservato che le “concessioni del programma estese dagli Stati Uniti ammontassero ad una riduzione del dazio di soli 190 milioni di dollari annui” – una cifra esigua per il commercio miliardario indiano – questa decisione potrebbe influire in maniera decisamente negativa sui rapporti tra i due paesi, e potrebbe inoltre aprire le porte alla potenza cinese: sempre bramosa di nuovi “partner” in Eurasia, che oggi rappresenta il 5,1 % dell’esportazione indiana.

Nonostante entrambi i paesi abbiano tentato di negoziare un accordo commerciale reciprocamente accettabile negli ultimi mesi, e gli Usa avessero delineato un ruolo centrale per l’India come parte della sua nuova strategia “libero e aperto nell’Indo-Pacifico”, nessuna intesa è stata trovata per il sopraggiungere di altre criticità. Ciò ha portato all’esclusione dell’India e alla pronta reazione di Nuova Delhi, che già vittima di un momento di sofferenza economica non perderà tempo nello stringere nuovi rapporti commerciali, magari rivolgendo la sua attenzione a Oriente. La revoca della partecipazione all’Spg rischia infatti di minacciare la crescita del commercio indiano, che vuole continuare a trarre il profitto adeguato dall’esportazione di materiale medico, e di materie prime come l’acciaio e alluminio.

La scelta di Trump ha creato un’opportunità per la Cina, dato che diversi membri delle comunità imprenditoriali indiane hanno fatto immediatamente presente che i beni cinesi sarebbero “interessanti”: “Rimuovendo i vantaggi dell’Spg di cui l’India beneficiava, le esportazioni verso gli Stati Uniti dall’India (15% del totale) potrebbero potenzialmente essere sostituite dalla Cina”, ha riportato la rivista specializzata in geopolitica The Diplomat.

Entrambi i paesi, attraverso l’Amministrazione Obama e il premier indiano Narendra Modi, avevano compiuto grandi passi avanti per rafforzare le loro relazioni negli ultimi anni, ma questa revoca ora rischia di intaccare duramente i rapporti intessuti e facilitare gli introiti commerciali cinesi, alimentando ulteriormente le preoccupazioni dell’amministrazione Trump sui flussi commerciali globali che vedono già Cina e Stati Uniti impegnati in un braccio di ferro che si estende a tutte le regioni del Mondo, compreso quello sulla nuova “Via della Seta” che riguarda il nostro paese.

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