La Finlandia è stata colpita dall’embargo del gas russo al pari di quanto successo a Polonia e Bulgaria in precedenza per la sua decisione di aderire alla Nato, ma la mossa di Mosca non è decisiva per il sistema-Paese finnico. Al contrario di Varsavia e Sofia Helsinki vede il gas russo coprire poco più del 5% del fabbisogno energetico annuo finlandese e solo l’1% circa della generazione elettrica. Gli 1,49 miliardi di metri cubi di gas naturale forniti da Gazprom alla Finlandia (due terzi dei consumi) rappresentano una goccia nel complesso della strategia energetica di Helsinki, che lo scorso anno, riferisce l’Istituto finlandese di statistica ha consumato 86.775 Gigawatt di energia elettrica, di cui poco più del 20% è frutto di importazione da altri Paesi. In confronto, la Polonia dipende per il 55% delle forniture dall’estero dalla Russia, una quota pari però a 7,61 miliardi di metri cubi di gas annui.

La Finlandia da anni è impegnata a perseguire una politica di decarbonizzazione e di differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico. Così, dopo lo stop alla fornitura di gas naturale da parte della Russia, nella giornata di sabato 21 maggio l’operatore finlandese Gasum ha annunciato che il sistema al momento è in equilibrio “sia fisicamente che dal punto di vista commerciale”. “Le consegne di gas naturale alla Finlandia in base al contratto di fornitura di Gasum sono state interrotte”, ha affermato la società in una nota, aggiungendo che il gas sarebbe ora fornito da altre fonti tramite il gasdotto Balticconnector, che collega la Finlandia all’Estonia.

Del resto Helsinki è uno dei leader mondiali nell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, in particolare la bioenergia. L’obiettivo chiave nella promozione delle energie rinnovabili è ridurre le emissioni di gas serra e abbandonare un sistema energetico basato sui combustibili fossili. Le fonti di energia rinnovabile rappresentano già circa il 40% del consumo finale di energia e l’obiettivo fissato nella Strategia nazionale per l’energia e il clima fino al 2030 è aumentare tale utilizzo a oltre il 50% durante gli Anni Venti. Neutralità climatica e autonomia energetica sono per Helsinki obiettivi complementari.

Le forme più importanti di energia rinnovabile utilizzate in Finlandia sono la bioenergia, i combustibili dai flussi laterali dell’industria forestale e altri combustibili a base di legno, l’energia idroelettrica, l’energia eolica e il geotermico La bioenergia è generata anche dai rifiuti biodegradabili e dai flussi secondari dell’agricoltura e della produzione industriale e dai rifiuti urbani. Fingrid, l’operatore del sistema di trasmissione della rete finlandese, sta sviluppando la rete principale della Finlandia per fornire una piattaforma per un sistema elettrico pulito e privo di emissioni con la flessibilità di incorporare più risorse in termini di frequenza, trasmissione e gestione della tensione.

Dunque il mix energetico finlandese invedte ogni settore delle rinnovabili e il governo di Sanna Marin mira a sostenerne lo svilippo fino a ottenere la sostanziale decarbonizzazione entro il 2035. Il tasso di rinnovabili nel mix energetico è stabilmente vicino al 40%. Appare dunque più un segno di occidentalismo spinto che di reali necessità strategiche la scelta finlandese di noleggiare un terminal galleggiante per la rigassificazione del Gnl Usa in rispsota all’embargo russo. Il terminal galleggiante sarà gestito dagli operatori del sistema del gas Gasgrid Finland ed Elering, con il partner finlandese a farsi carico dell’80 per cento dei costi di noleggio, hanno affermato in precedenza le due società. La nave ha un volume corrispondente a circa 68 mila tonnellate di Gnl a pieno carico, pari a circa 1.050 GWh di energia e sarà caricata con Gnl circa due o tre volte al mese, ha affermato Gasgrid Finlandia. “La nave terminale del Gnl svolgerà un ruolo importante nel garantire l’approvvigionamento di gas per l’industria finlandese”, ha affermato in una nota il ministro degli affari economici finlandese Mika Lintila.

Il Paese, dunque, si è fatto trovare pronto: rispetto ad altri attori, dunque, la Finlandia è meno esposta agli shock energetici legati al blocco delle forniture della Russia. E può dunque senza alcuna remora professare un altantismo energetico oltre che militare-securitario senza temere conseguenze brutali in tale ambito.

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