Energia /

La politica energetica dell’Europa assume diverse sfaccettature. Se il tema principale che ha caratterizzato il dibattito politico è stato quello del gas e della dipendenza dai giacimenti russi, quello di fondo resta il senso geopolitico dei nuovi equilibri sul fronte dell’energia. Perché se quest’ultima è fondamentale per la sopravvivenza di un Paese, è altrettanto fondamentale comprendere chi fornisce (e chi non fornisce) energia o tecnologie utili a produrla.

A tal proposito, l’Europa, in questo momento storico, si caratterizza – tra le varie questioni – anche per quello che può essere considerato un passaggio fondamentale della propria storia recente: l’arrivo degli Stati Uniti come attore centrale nel campo dell’energia. Questo implica un cambiamento di relazioni internazionali e di equilibri geopolitici che se è evidente sotto il profilo del gas e del petrolio, lo è in misura minore ma non meno importante per quanto riguarda l’energia nucleare. Un fattore-chiave nella transizione energetica (che è anche transizione di politica estera) e che vede nell’Europa orientale – ma non solo – alcuni importanti sviluppi.

In questi giorni, dalla Polonia è arrivata la notizia che il governo di Mateusz Morawiecki ha designato la statunitense Westinghouse per costruire la prima centrale nucleare nel Paese. “Devo informarvi con grande piacere che dopo quattro-cinque anni di lavoro molto intenso, abbiamo deciso di scegliere la tecnologia statunitense”. Queste le parole di Morawiecki ai giornalisti, riportate da Nova.

Si tratta, secondo il programma di Varsavia, della prima di tre centrali nucleari che sorgeranno in Polonia: la seconda dovrebbe vedere il coinvolgimento della sudcoreana Korea Hydro and Nuclear Power. La notizia, a conferma del ruolo politico svolto da questa decisione, è stata rilanciata anche dal Dipartimento di Stato americano. Nella nota di Washington, si legge che l’accordo “garantirà un partenariato energetico strategico decennale tra gli Stati Uniti e la Polonia e rappresenta uno spartiacque nel progresso della sicurezza energetica europea”. Non solo, il dipartimento guidato da Tony Blinken inserisce questa partnership nel quadro dell’alleanza sempre più stretta tra i due Paesi, “testimonianza della nostra profonda sicurezza strategica bilaterale e delle nostre relazioni economiche”. Dimostrazione nero su bianco di un accordo che ha una natura molto più articolata di quello che potrebbe apparire come un semplice patto di natura economica. E non a caso il capo della diplomazia Usa ha parlato di accordo fondamentale nella sicurezza energetica dell’intero continente europeo. Europeo ma non europeista, dal momento che, come raccontato da Le Monde, Westinghouse è stata scelta non solo posto della coreana Korea Hydro and Nuclear Power – che sembra in ogni caso compensata con il secondo impianto – ma al posto della francese EDF (Électricité de France).

La scelta di Westinghouse da parte della Polonia, uno dei Paesi più solidi nella partecipazione alla Nato e nella contrapposizione alla Russia, si inserisce nel quadro di una strategia sempre più profonda da parte di Washington per scardinare l’influenza di Mosca e per diventare un attore sempre più centrale a livello mondiale ed europeo. Una strategia in cui Westinghouse rappresenta una sorta di contraltare Usa a quello che per la Russia hanno rappresentato i vari colossi pubblici dell’energia nucleare. Un rivale che diventa un elemento essenziale nella competizione tra Mosca e Washington e che ha proprio in Ucraina uno dei palcoscenici in cui si sviluppa.

Quest’anno infatti, nel pieno dell’invasione russa del Paese, l’azienda ucraina Energoatom ha concluso, sempre con Westinghouse, un accordo per la fornitura di carburante a tutte le sue centrali nucleari. Un patto che ha avuto sin da subito lo scopo di interrompere la dipendenza di Kiev dalle forniture russe, ancora il maggiore esportatore dai tempi dell’Unione Sovietica. L’accordo riguarda anche il numero di reattori realizzati da Westinghouse nel Paese ed è stato seguito da un altro annuncio, arrivato a luglio, sull’intesa raggiunta per la costruzione di due reattori AP1000 presso la centrale nucleare di Khmelnytskyi.

L’arrivo di Westinghouse in Ucraina non è del 2022: dall’indipendenza del Paese, infatti, l’azienda Usa si è inserita nel mercato ucraino sfruttando la necessità di Kiev di diversificare le fonti energetiche rispetto al monopolio russo. Il colosso americano segnala che opera lì dal 1992 con la realizzazione anche di centro di ingegneria e di una joint venture a Kharkiv. Nel tempo, la necessità dell’Ucraina di modernizzare la propria componente atomica e diversificare le propri fonti di approvvigionamento, unita al distacco dall’influenza politica del Cremlino, ha accelerato l’interesse verso i partner occidentali e in particolare statunitensi.

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