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Si chiama AN/SPY-6(V), anche conosciuto come Amdr (Air and Missile Defense Radar), ed è il sistema radar di ultima generazione che provvede alla difesa dalle minacce aeree e missilistiche che presto entrerà in servizio sulle unità di superficie americane a cominciare dai caccia della classe “Arleigh Burke”.

Le nuove unità di questa classe – le “Flight III” – saranno le prime, infatti, ad essere dotate dell’ultima versione del sistema Aegis imbarcato in grado di intercettare bersagli aerei e di superficie nonché missili balistici, come avvenuto lo scorso 27 luglio presso il Pacific Missile Range Facility di Kauai (Hawaii) quando l’AN/SPY-6 ha scoperto e ingaggiato con successo un Mrbm nel corso del secondo test effettuato per valutare le sue capacità Bmd (Ballistic Missile Defense).

Questa versione rappresenta la prima veramente modulare del radar in grado quindi di essere installato – con adeguati lavori di retrofit – anche sulle precedenti unità navali della medesima classe, nonché, come informa la stessa Raytheon, sulle portaerei, navi anfibie, Lcs (Litoral Combat Ship) e sui cacciatorpediniere “stealth” classe “Zummwalt” senza incappare in ulteriori costi di sviluppo.

Il sistema, infatti, è costituito da moduli chiamati Radar Modular Assemblies (Rma) che possono essere montati in serie a formare un array delle dimensioni idonee a seconda dello scopo richiesto da ciascuna unità navale, facendo così del Amdr il primo vero sistema radar modulare della Us Navy.

Per gli “Arleigh Burke” questi saranno montati in numero di 37 esemplari in grado di “vedere” un bersaglio grande la metà ad una distanza doppia rispetto al modello precedente, il radar AN/SPY-1D, ed avrà sempre quattro array per provvedere ad una copertura totale a 360° che saranno all’incirca delle stesse dimensioni di quelli fin’ora montati sulle vecchie unità (14×14 piedi).

I vantaggi, frutto di uno sviluppo decennale che ha visto miglioramenti tecnologici come l’introduzione di semiconduttori ad altissima potenza al nitrato di gallio in loco di quelli ad arseniuro di gallio sin qui usati, sono, oltre alla già citata totale modularità, una “sensibilità” trenta volte maggiore rispetto alla versione 1D e una capacità di operare in ambienti saturi di contromisure elettroniche senza veder diminuite le prestazioni.

L’utilizzo della tecnologia a nitrato di gallio ha anche un importante risvolto economico: permette infatti di risparmiare il 34% rispetto al passato avendo nel contempo dimostrato un’altissima potenza ed affidabilità di esercizio con un tempo medio compreso tra due malfunzionamenti di 100 milioni di ore.

L’Amdr consiste quindi in un radar Aesa in banda S per la difesa aerea e antimissile, uno in banda X per la ricerca di superficie e un centro integrato di comando e controllo.

A quanto sembra l’AN/SPY-6 potrà avere anche capacità offensive incluse quelle di portare attacchi elettronici grazie alla sua antenna a scansione elettronica che può inquadrare bersagli in volo o in mare con un intenso e concentrato fascio di onde radio ad alta potenza in grado di accecare gli asset nemici.

L’investimento per lo sviluppo del sistema – datato 2013 – è stato pari a circa 385 milioni di dollari ed il primo Amdr è stato consegnato al poligono hawaiano per i test nel 2016 mentre si prevede che la prima unità tipo “Arleigh Burke” Flight III che lo avrà in dotazione, che è stata battezzata “Jack Lucas”, entrerà in servizio entro il 2024: martedì scorso, infatti, i cantieri navali Huntington Ingalls che hanno sede a Newport News, i più grandi degli Stati Uniti, hanno annunciato l’inizio della costruzione della nuova unità navale.

I Flight III avranno uno scafo ridisegnato per circa il 45% rispetto al progetto originale proprio per far posto al nuovo radar ed alla sua formidabile “fame” di energia.

Il “Jack Lucas” grazie all’accoppiamento del AN/SPY-6 con il programma di miglioramento Surface Electronic Warfare sarà il primo ad avere capacità passive del tutto uniche: quando usato congiuntamente con altri sensori passivi esterni alla nave, come ad esempio con gli F-35, sarà in grado di triangolare e localizzare con precisione un bersaglio senza usare i propri sensori attivi e quindi senza fornire la posizione dell’unità navale.

“Il nuovo radar diventa uno strumento essenziale per la Us Navy per fronteggiare la minaccia della Cina e della Russia” sostiene l’ex comandante di caccia e ora consulente del gruppo Ferry Bridge Bryan McGrath “il nostro vecchio SPY-1 ci ha servito con onore a lungo ma i tempi sono cambiati e lo SPY-6 è un miglioramento sotto tutti gli aspetti. Ci permette di tracciare bersagli più piccoli e più veloci ad una portata maggiore e quindi dilata il nostro tempo di reazione”.  

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