Il Pentagono ha condotto un volo di ricognizione nello spazio aereo della Crimea per ribadire l’impegno dell’Occidente nei confronti di Kiev. Dopo l’annuncio dell’invio di una nave da guerra del Mar Nero, Washington ha autorizzato un volo di “osservazione” in risposta a Mosca per la crisi che si sta riaccendendo in Ucraina. Il volo è stato svolto in conformità al trattato internazionale “Open Sky”.

Il ministero della Difesa Usa ha riportato in una nota che “gli Stati Uniti e i loro alleati hanno condotto un volo d’osservazione straordinario conforme al trattato Open Sky”. La scelta del Pentagono di inviare un aereo spia nello spazio aereo al centro delle ultime tensioni internazionali è stata giustificata dal Pentagono come una “riaffermazione del sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina dopo il sequestro delle sue navi da guerra da parte della Russia nel Mar d’Azov”.

Il volo di ricognizione è avvenuto (o sta avvenendo) all’interno del trattato “Open Sky”, un accordo internazionale che permette ai 34 Paesi firmatari degli accordi della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa di sorvolare i rispettivi territori per verificare eventuali movimenti militari e le misure di controllo degli armamenti. Nel caso dell’area al centro della disputa tra Federazione russa e Ucraina potrebbe aver interessato la rete di difesa anti-aerea rinforzata dai russi, lo stato della Flotta del Mar Nero e quella di un eventuale spostamento di mezzi corazzati nelle aree di confine con l’Ucraina. Il velivolo prescelto per il volo è di norma munito di sensori e apparecchiature fotografiche per mappare il territorio

Mosca adottò la stessa identica strategia nei confronti della Nato, essenzialmente contro il governo di Ankara quando durante il conflitto siriano si verificarono diverse violazioni dello spazio aereo che portarono anche all’abbattimento di un Su-24 russo da parte di un F-16 dell’aviazione turca il 24 novembre del 2015. In quell’occasione l’aeronautica russa inviò un aereo ricognitore Antonov An-30B – identificativo  Nato “Clank”.

Il trattato Open Sky

Nello specifico il trattato “Open Sky” prevede che : “Un velivolo d’osservazione disarmato, ad ala fissa designato per effettuare voli d’osservazione e immatricolato dalle competenti autorità di uno Stato e munito di sensori concordati possa effettuare un volo di rilevazione e fotogrammetria nello spazio aereo di un Paese membro su una rotta precedentemente comunicata al fine di promuovere una maggiore apertura e trasparenza nelle loro attività militari e di potenziare la sicurezza mediante misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza”.

Il trattato è stato è stato firmato nel 1992 dai seguenti 34 Stati: Bielorussia, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Federazione Russa, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Gran Bretagna e Stati Uniti d’America.  

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