Nell’ottica di non perdere terreno rispetto agli ammodernamenti in campo militare che hanno interessato la Russia negli ultimi anni, gli Stati Uniti starebbero lavorando ad un nuovo disegno difensivo contro possibili attacchi missilistici provenienti dal Pacifico. A renderlo noto è l’autorità americana dell’American Defence Agency, che come riportato dall’agenzia di stampa Sputnik hanno aperto lo scorso 24 aprile il bando per l’appalto del progetto legato al l’intercettore balistico a medio raggio (NGI). Tale strumentazione verrebbe messa a punto con lo scopo di sostituire l’attuale Exoatmospheric Kill Vehicle (GBI) dopo che il precedente progetto di sostituzione era stato annullato lo scorso agosto dal ministro della difesa statunitense Michael Griffin.

La scommessa americana

È una corsa a due quella per l’aggiudicazione del progetto, va ad aggiungersi alle già attuali 44 postazioni di tiro sotterranee dalle quali vengono lanciati a distanza i dispositivi anti-balistici ed avrà lo scopo di potenziare l’intero apparato difensivo americano. Con l’ausilio del controllo a distanza direttamente dalla terraferma americana, i missili potranno essere controllati dalla difesa americana: in un progetto che – per stessa voce del dipartimento della difesa – porterà la tecnologia militare americana ad un livello mai raggiunto prima.

Dopo anni nei quali le attenzioni degli Stati Uniti sono state rivolte all’ammodernamento dei sistemi d’offesa, adesso lo sguardo di Washington si è concentrato anche sull’aspetto riguardante la difesa del territorio – soprattutto a causa dei grandi passi in avanti fatti dalla Russia ed in modo minore dalla Cina. Ed in questo scenario, sarà interessante prendere visione delle innovazioni che gli Stati Uniti si riveleranno essere in grado di mettere in campo.

La guerra a distanza continua

Lo scontro a distanza relativo al potenziamento delle tecnologie militari che sta avvenendo tra Stati Uniti, Russia e Cina – ed in modo minore Corea del Nord ed Iran – sta portando la tecnologia militare a dei livelli che sino a pochi anni fa non sarebbero nemmeno stati immaginati. In particolar modo, l’attenzione è stata rivolta soprattutto ai relativi programmi balistici – ed anti-missilistici – forgiando l’immagine anche di quello che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe essere la guerra del terzo millennio: completamente a distanza e più velocemente del suono provocato dalla deflagrazione dei dispositivi.

Gli Usa devono recuperare terreno

Questo nuovo progetto messo in campo dagli Stati Uniti evidenzia però molto chiaramente il complesso di inferiorità che attualmente stanno vivendo gli americani nei confronti di Mosca, la quale negli ultimi anni è stata in grado di mettere in campo anche armamenti sino a 10 volte più veloci di quelli statunitensi. Il fallimento del progetti abortito lo scorso 14 agosto dal ministero della difesa americano, infatti, era già stato un chiaro segnale dell’inferiorità dei progetti, verosimilmente già obsoleti una volta attuati se confrontati ai margini di miglioramento di Moca. Ed è in questo scenario, dunque, che va letto il tentativo americano di riprendere terreno, col timore che un’ennesimo tentennamento potrebbe allungare ulteriormente lo scarto attualmente patito.

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