“Qual è esattamente l’obiettivo degli Stati Uniti? Porre fine alla guerra alle migliori condizioni possibili per l’Ucraina? Espellere tutte le forze russe dal territorio ucraino? O è più ambizioso, come indebolire il potere russo a lungo termine?”. Questo tweet di Daniel DePetris (Newsweek, The National Interest), sintetizza il dibattito americano – e occidentale – in corso sui veri obiettivi dell’amministrazione Biden, sempre più stretta fra le pressioni degli alleati europei, che chiedono un maggiore impegno per arrivare a un cessate il fuoco il più rapidamente possibile, e le spinte interne che provengono dal Congresso, dove i “falchi” democratici e repubblicani chiedono invece al presidente Usa di indebolire la Russia in una lunga guerra “fino all’ultimo ucraino”. Quest’ambiguità di fondo dell’amministrazione Biden è stata rilevata, di recente anche dall’illustre Financial Times, che in un’analisi pubblicata nei giorni scorsi si chiede appunto quale sia l’obiettivo di Washington.

La vaghezza dell’amministrazione Biden sull’Ucraina irrita gli alleati

I successi dell’Ucraina sul campo di battaglia, scrive il Ft, “hanno suscitato uno stato d’animo quasi trionfalistico a Washington nelle ultime settimane. In contrasto con il pessimismo dei primi giorni del conflitto, alcuni importanti politici e funzionari ora vedono l’opportunità di sferrare un colpo decisivo alla Russia” osserva. Come ha spiegato senza troppo giri di parole il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Llyod Austin a seguito di un incontro a Kiev con il presidente ucraino Volodymyr Zelenesky, l’obiettivo degli Stati Uniti sembra essere quello di ridurre il potere della Russia a lungo termine. “Vogliamo vedere una Russia indebolita al punto che non possa invadere altri Paesi come ha fatto invadendo l’Ucraina”, configurando una lunga guerra di logoramento. Tuttavia, questa “retorica fiduciosa”, nota il quotidiano finanziario, manca di chiarezza su ciò che Washington crede possa accadere in Ucraina. Ad esempio, non è chiaro quale tipo di accordo territoriale gli Stati Uniti potrebbero supportare per arrivare a un cessate il fuoco.

“Gli europei vogliono conoscere i piani di Washington”

Secondo i punti di discussione interni recentemente redatti dal Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti visionati dal Financial Times, Washington “cerca un’Ucraina democratica, sovrana e indipendente” e mira a garantire che lo sforzo della Russia per dominare l’Ucraina “si concluda con un fallimento strategico”. “Siamo concentrati sul dare all’Ucraina il più possibile supporto sul campo di battaglia per garantire che abbia quanta più influenza possibile al tavolo dei negoziati”, secondo i punti di discussione. Ma cosa s’intenda esattamente per “fallimento” di Mosca non è assolutamente chiaro. “L’obiettivo è garantire che la Russia fallisca nella sua aggressione contro l’Ucraina. Ciò che non è esattamente chiaro è, come si definisca questo fallimento” afferma Steven Pifer, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina e William Perry Fellow alla Stanford University.“Per mantenere un certo grado di flessibilità, non vorranno scendere troppo nei dettagli su questo”.

L’amministrazione Biden gioca dunque su un delicatissimo equilibrio, mentre ha da poco stanziato 40 miliardi di dollari in assistenza militare e umanitaria. Tuttavia, l’ultima cosa che i leader europei vogliono, è una lunga guerra di logoramento, come dimostrano le recenti prese di posizione di Francia, Italia e Germania, che cercano altresì di arrivare a un cessate il fuoco, il prima possibile. “Gli europei vorrebbero sapere qual è il piano dell’America, perché l’idea che la Russia perda – o non vinca – non è stata definita”, dichiara al Ft Stefano Stefanini, ex ambasciatore italiano alla Nato. Non è un mistero, infatti, che i Paesi europei temano che l’incombente crisi alimentare causata dal blocco russo dei porti ucraini – per fermare le esportazioni di grano – possa devastare le nazioni africane, alimentando una nuova ondata migratoria verso l’Europa. Se in un primo momento la risposta dell’Occidente all’invasione russa dell’Ucraina è sembrata compatta ora che la guerra si trascina cominciano ad emergere le prime crepe e dissidi. Per questo motivo Biden non potrà continuare a lungo sulla linea dell’ambiguità.

“L’obiettivo dell’amministrazione si è spostato sulla destabilizzazione di Vladimir Putin o sulla sua rimozione? Gli Stati Uniti intendono ritenere Putin responsabile come criminale di guerra? O l’obiettivo è cercare di evitare una guerra più ampia e, in tal caso, in che modo il vantarsi di fornire l’intelligence statunitense per uccidere i russi e affondare una delle loro navi raggiunge questo obiettivo? Senza chiarezza su queste questioni, la Casa Bianca non solo rischia di perdere l’interesse degli americani nel sostenere gli ucraini – che continuano a subire la perdita di vite umane e mezzi di sussistenza – ma mette anche a rischio la pace e la sicurezza a lungo termine nel continente europeo”. Parola del New York Times, che racchiude tutti i quesiti a cui l’amministrazione Biden, prima o poi, dovrà rispondere.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.