La proposta è stata fortemente sponsorizzata dai russi, ma è stata portata avanti dal presidente siriano Bashar Al Assad. Il piano per spodestare il governo siriano è definitivamente naufragato dopo l’intervento dell’aviazione e delle forze speciali russe lo scorso settembre. Eliminare Assad è, ormai, praticamente impossibile perché ha alle spalle Russia e Iran. Più le forze libanesi di Hezbollah. E così il governo siriano può puntare alla pacificazione, anche perché la liberazione di Aleppo sembra ormai imminente.Assad, come riferisce l’agenzia governativa Sana, ha offerto un’amnistia ai ribelli armati che si arrenderanno alle forze governative. Si tratta di un decreto presidenziale per un’amnistia nei prossimi tre mesi.”Chiunque sia armato e ricercato dalla giustizia non sarà punito se consegna le armi”, scrive Sana citando il decreto presidenziale. La misura include anche i ribelli che liberano un ostaggio.L’offerta di Assad arriva dopo che le forze governative hanno bloccato le vie d’accesso all’area orientale di Aleppo, dove oltre 200mila persone sarebbero rimaste intrappolate nelle zone controllate dai ribelli.I militari siriani hanno occupato in diversi punti la via al Castello che era l’unica via di collegamento rimasta tra la parte est di Aleppo e i villaggi della provincia ancora in mano ai ribelli.Così le truppe di Damasco hanno tagliato la linea di rifornimento dell’opposizione ad Aleppo.Il decreto di Assad segue inoltre la proposta della Russia di aprire corridoi umanitari per i civili e i combattenti in fuga da Aleppo. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha annunciato “un’operazione umanitaria su larga scala”, organizzata dai governi russo e siriano ad Aleppo su ordine del presidente Vladimir Putin. Secondo il progetto, saranno creati tre corridoi per gli abitanti che vogliono lasciare la città e per chi vuole deporre le armi e un quarto corridoio a nord per i miliziani armati.

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