Il Cremlino, come il Pentagono, è pronto a schierare in battaglia una nuova tipologia di droni da guerra che affiancheranno come dei fedeli “gregari” i velivoli leader pilotati da un solo unico pilota in carne e ossa.

Secondo quanto riportato dalla rivista specializzata Rid, il Ministero della Difesa russo ha reso noto che i primi due ucav – acronimo di unmanned combat aerial vehicle – S-70 “Okhotnik” hanno portato a termine con successo il test di volo in formazione con un velivolo leader con equipaggio: un caccia di 5ª generazione Su-57 “Frazor”. Le poche informazioni rilasciate da fonti ufficiali dell’Aeronautica russa parlano di un volo durato circa 30 minuti, svolto in formazione per testare l’interazione tra due velivoli gregari e lo “squadron leader”. L’integrazione di azione, reazione e movimento avverrebbe tramite lo scambio via data-link satellitare, svelando, secondo quanto riportato dagli analisti di Rid, le capacità avanzate che il “cacciatore” (significato di Okhotnik, ndr) possiede, e che ovviamente possiede anche il caccia di ultima generazione Su-57: omologo del primo caccia di quinta generazione statunitense, l‘F-22 “Raptor”. Il drone “cacciatore” russo prodotto dalla Sukhoi, è dotato di sensori radar ed optronici, e potrebbe incrementare il raggio di copertura radar del suo leader: permettendogli di scoprire e acquisire bersagli aerei e terrestri con un ulteriore vantaggio sull’avversario – che potrebbe acquisire nello schermo delle sue difese missilistiche o aeree il “fedele gregario” sacrificabile, ma non lo squadron leader, pronto a proseguire la missione ed eliminare gli obiettivi con missili guidati. In tale modo diminuisce drasticamente il rischio per un pilota in virtù del concetto di “sacrificabilità” del drone da combattimento. E aumenta la portata della piattafomare che ricopre il ruolo di leader. Questa drone di nuova generazione, che il professore dell’Accademia di Scienze Militari russa Vadim Kozjulin ha definito: “Non solo uno dei primi droni da bombardamento della Russia, ma una vera e propria piattaforma per lo sviluppo e la sperimentazione delle tecnologie necessarie per i caccia del futuro, quelli di sesta generazione”, lascia ipotizzare che l’Okhotnik sia stato sviluppato proprio per essere l’omologo russo del “loyal wingman” statunitense: il drone gregario Xq-58 Valkyrie che presto potrebbe scortare gli F-35 della Nato.

Cosa sappiamo del “cacciatore”

Secondo le indiscrezioni basate sull’analisi dei primi dati resi noti e tratte delle prime fotografie del velivolo divulgate , il Su-70, prodotto da Sukhoi ma disegnato da MiG, è un velivolo senza pilota basato su una conformazione ad “ala volante” che ha un apertura di 20 metri per un peso di 20 tonnellate. Interamente costruito in materiali compositi sviluppati per la bassa osservabilità, è alimentato da un singolo motore turbofan – lo stesso montando sui caccia Sukhoi Su-27. La sua firma radar dovrebbe essere minima, rendendolo un velivolo con capacità stealth, ed è armabile con missili teleguidati traspostati in appositi vani interni. Il cacciatore viene può essere pilotato in remoto, sia da terra che dall’aria. Secondo quanto riferito, la velocità massima raggiungibile dal Okhotnik è di 1.000 km orari, dunque se bene progettato per affiancare il caccia di quinta generazione Su-57, non potrebbe supportarlo in tutte le manovre che avvenissero alla velocità che può sostenere il leader dello squadrone d’attacco.

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