Volodymyr Zelensky invoca la no fly zone. Il presidente ucraino, in un ennesimo videomessaggio trasmesso su Telegram, ha chiesto esplicitamente all’occidente di intervenire a sostegno di Kiev: “Vi chiediamo ogni giorno una no fly zone -ha dichiarato Zelensky – se non ce la date, almeno forniteci aerei per proteggerci. Se non ci date neanche questi, rimane una sola soluzione: anche voi volete che ci uccidano lentamente. Questa sarà anche responsabilità della politica mondiale, dei leader occidentali. Oggi e per sempre”. Un richiamo molto forte, un discorso che sembra far presagire distanze molto lontane tra Russia e Ucraina. Zelensky, in poche parole, chiede i mezzi per difendersi e proseguire la guerra.

Distrutto aeroporto di Vinnytsia

Per motivare la richiesta di una no fly zone, Zelensky ha fatto riferimento all’ultimo importante bombardamento che ha interessato un’infrastruttura ucraina. In particolare, il raid sull’aeroporto di Vinnytsia. Si tratta di un importante hub a 200 km a sud di Kiev, una zona nevralgica e strategica da cui adesso non potranno più decollare i velivoli ucraini. “Sono appena stato informato di missili contro Vinnytsia – ha dichiarato Zelensky – una città che conta 370mila abitanti. L’aeroporto è stato completamente distrutto”. E ha quindi ribadito, partendo da questo episodio, la sua richiesta all’occidente: “Questo è un vostro obbligo umanitario di proteggerci, di proteggere le persone – ha aggiunto il presidente ucraino – Potete farlo. Se non lo farete, se non ci aiuterete, almeno con gli aerei, in modo che possiamo difenderci, allora possiamo arrivare all’unica conclusione possibile, ovvero che state accettando che noi verremo lentamente uccisi”.


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Con questa richiesta Zelensky spera di trascinare definitivamente dalla sua parte l’intero occidente e la Nato. Ribadendo la volontà di una no fly zone, di fatto Kiev vorrebbe un sostegno in grado di andare ben oltre il “semplice” invio di armi e munizioni. E in grado, tra le altre cose, di andare oltre le sanzioni. Una linea rossa molto delicata. Il presidente Usa Joe Biden sabato scorso ha dichiarato esplicitamente che l’alternativa alle sanzioni sarebbe stata la terza guerra mondiale. Dunque il forte richiamo di Kiev potrebbe mettere i partner occidentali di fronte a una scelta non certo delicata.

“Vogliono bombardare Odessa”

Nel corso del videomessaggio, Volodymyr Zelensky ha anche fatto riferimento a un possibile piano per bombardare la città di Odessa: “Alcuni dei prigionieri hanno iniziato a parlare – ha dichiarato il presidente ucraino – tra loro i piloti che hanno bombardato le nostre città. Abbiamo ascoltato le loro testimonianze, visto mappe e piani. Non sono stati elaborati ieri, non è improvvisazione: questa è guerra”. Da qui l’esplicito riferimento alle sorti di Odessa: “Si stanno preparando a bombardare Odessa. Sarà un crimine di guerra, un crimine storico”. Secondo Zelensky inoltre in pericolo sarebbe anche il porto di Odessa, lì dove si starebbe preparando uno sbarco anfibio dei russi per prendere il prima possibile la città e conquistare l’intera costa sul Mar Nero.

Il richiamo su Odessa e sulla responsabilità storica relativa alla città portuale, gioiello architettonico e culturale famoso in tutto il mondo, è un altro segnale che il presidente ucraino vuole lanciare per richiamare alla no fly zone e alla responsabilità di evitare ulteriori azioni aeree dell’aviazione di Mosca.

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