Il presidente siriano Bashar al Assad si è recato in visita nella Ghouta orientale per salutare l’esercito, impegnato nella liberazione del sobborgo a est di Damasco. Le foto del saluto ai militari delle forze armate siriane è stato riportato dai canali ufficiali della presidenza siriana, in particolare sulla pagina Facebook della presidenza, con le foto riprese dall’agenzia di stampa Sana.

La didascalia descrive l’arrivo di Assad come l’incontro con “gli eroi dell’Esercito arabo siriano sulle linee del Fronte nella Ghouta orientale”. Un gesto molto importante del presidente siriano, visto che la Ghouta orientale è, a tutti gli effetti, ancora terreno di una cruenta battaglia fra le fazioni ribelli jihadiste e l’esercito della repubblica. Le forze armate di Damasco continuano a bombardare il sobborgo e sembrano destinate a liberarla. Ma la battaglia infuria in molte sacche, nonostante le brevi soste destinate all’esodo dei civili in fuga.

Le fotografie mostrano Assad circondato dai soldati, che gli rendono gli onori militari, e vicino ai carri armati. Il segnale politico è inequivocabile: il governo di Damasco sente la vittoria vicina, a tal punto che il presidente può recarsi a salutare il suo esercito impegnato sul fronte. Lo scopo del leader della Siria è quello di manifestare la sua estrema vicinanza alle truppe, motivandole in quelle che potrebbero essere le ultime fasi dell’avanzata.

Secondo quanto riferito nei comunicati ufficiali dello stato maggiore dell’esercito, le forze armate governative avrebbero ottenuto il controllo del 70% del territorio. L’offensiva, iniziata a metà febbraio e condannata ripetutamente dalle potenze della coalizione internazionale e dalla stampa contraria al governo di Assad, sta volgendo al termine. 

Ma è una vittoria che, se arrivasse in tempi brevi, potrebbe rappresentare un duro colpo per la strategia americana in Siria. I ribelli della Ghouta servivano, fino ad ora, non solo per contenere Assad, ma anche per mettere in scacco i suoi alleati, in particolare le forze iraniane e russe che erano coinvolte nelle operazioni di terra (le prime) e nei bombardamenti (in una prima fase, le seconda). Adesso, la situazione sta cambiando e non è un caso che i ribelli del sud della Siria, in particolare a Dar’a, stiano preparando una nuova offensiva.

Intanto la situazione umanitaria a Ghouta continua a essere tragica. Insieme a quello di Afrin, l’esodo dalla parte nordorientale di Damasco è divenuto uno dei simboli della disperazione di questa lunghissima e sanguinosa guerra. La popolazione civile, trattenuta nel sobborgo ribelle, sta utilizzando i corridoi umanitari per riparare nei territori controllati dai governativi. Ma il numero dei morti è altissimo. E i segni di questo logorante assedio rimarranno impressi sull’animo delle persone per moltissimo tempo.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.