Gli Stati Uniti continueranno a sostenere l’Ucraina nella difesa il proprio territorio e faranno di tutto affinché Vladimir Putin risponda per la “brutale aggressione da parte della Russia”. Siamo a Varsavia, in Polonia, non troppo distanti dall’epicentro del conflitto che ha scosso l’Europa e il mondo intero. Joe Biden, sbarcato in terra polacca per visitare l’82esima divisione aviotrasportata degli Stati Uniti in stanza a Rzeszow, ad un centinaio di chilometri dal confine con l’Ucraina, ha incontrato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba e il ministro di Difesa di Kiev Oleksi Reznikov.

Biden ha garantito “ulteriori sforzi”, “comprese nuove sanzioni“, affinché l’esercito ucraino possa respingere le truppe del Cremlino e il blocco occidentale indebolire la Russia. “Ciò che succede in Ucraina sta cambiando l’intero XXI secolo”, ha affermato il presidente statunitense, ripetendo, di fatto, quanto dichiarato nelle ultime ore. L’inquilino della Casa Bianca aveva infatti sottolineato che la posta in gioco in Ucraina era molto più alta della sola e pur importante difesa di Kiev: “La questione è: chi prevarrà, la democrazia e i valori che condividiamo, oppure saranno le autocrazie? È questo quello che c’è veramente in gioco”.

La promessa di Biden

I giornalisti che stanno seguendo la giornata di Biden in Polonia sono potuti accedere, giusto per qualche minuto, nella sala dell’hotel di Varsavia dove si è svolto l’incontro istituzionale. Giusto il tempo di sentire Kuleba dire a Biden che ormai ha imparato a dormire in ogni condizione. “È una buona cosa che dall’inizio della guerra ho imparato ha dormire in ogni situazione, ho dormito in treno e poi in macchina”, ha spiegato il ministro ucraino a Joe Biden, alludendo al complesso viaggio effettuato, in piena guerra, prima in treno e poi in auto, per raggiungere la Polonia dall’Ucraina.

Non proprio elegante, data la situazione, la replica fornita dal presidente statunitense, che ha fatto riferimento ai numerosi viaggi in treni da lui effettuati quando era al Congresso. “State parlando con qualcuno che ha viaggiato letteralmente oltre 1,2 milioni di miglia in treno”, ha dichiarato, spiegando che anche lui ha imparato “come dormire sul treno”. Piccolo particolare: Kuleba, da oltre un mese, deve fare i conti con una guerra che sta devastando il proprio Paese. In ogni caso, secondo lo stesso Kuleba il presidente americano ha assicurato che gli Usa “saranno con l’Ucraina sempre, fino alla vittoria”.


Armi, sanzioni, supporto

Nel corso dell’incontro – il primo faccia a faccia tra il capo della Casa Bianca, accompagnato dal segretario di Stato, Antony Blinken e il capo del Pentagono, Lloyd Austin, e i vertici ucraini da quando è cominciata la guerra – i ministri ucraini hanno presentato un elenco di attrezzature militari utili per l’esercito di Kiev. È lecito, dunque, supporre che gli Stati Uniti continueranno ad aiutare l’Ucraina inviando armi e altri beni di prima necessità e che potrebbero inasprire le sanzioni economiche contro la Russia. A proposito di armi, in precedenza Kuleba ha ricordato che “la capacità di resistenza ucraina e le armi occidentali, in maggioranza americane, formano la ricetta dei nostri successi sui campi di battaglia” e che “nessun Paese ha fornito più sostegno all’Ucraina degli Stati Uniti”.

Archiviato il meeting con Kuleba e Reznikov, Biden ha incontrato, nel palazzo presidenziale di Varsavia, il presidente polacco Andrzej Duda. Due i concetti chiave espressi dal presidente Usa. Il primo riguarda l’impegno assunto dagli Stati Uniti nei confronti della Nato; da questo punto di vista, l’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico – lo stesso che stabilisce che un attacco a un Paese membro è un attacco a tutti gli altri – è un “dovere sacro” per Washington. L’altro concetto riguarda il ruolo giocato dalla Polonia in questa delicata fase storica. “Siamo consapevoli che la Polonia si sta assumendo una significativa responsabilità” nell’ambito della guerra in Ucraina, ha aggiunto Biden. “Riteniamo che dovremmo essere in costante contatto su come procedere”, ha quindi concluso il presidente statunitense.

“Putin è un macellaio”

Nel colloquio con Duda, Joe Biden ha ringraziato la Polonia per quello che sta facendo sul fronte dei rifugiati ucraini. “Noi riconosciamo che la Polonia sta prendendo una responsabilità significativa che non credo debba essere solo della Polonia”, ha affermato il presidente americano. “La vostra libertà è la nostra. Anche se i tempi sono difficili, le relazioni fra la Polonia e gli Stati Uniti sono floride”, ha proseguito quest’ultimo, aggiungendo che l’attuale scenario gli ricorda la situazione al confine fra Stati Uniti e Messico.

Biden si è quindi spostato fra i rifugiati ucraini a Varsavia. Le immagini mostrano il presidente americano al PGE Narodowy Stadium parlare e abbracciare un donna, e farsi dei selfie con dei bambini in braccio. Il presidente statunitense ha puntato il dito contro Putin, definendolo “un macellaio“. “Scommetteva su una divisione della Nato, ma non è accaduto”, ha tuonato Biden. “Sono venuto ad abbracciare i rifugiati e a ringraziarli, sono veramente orgoglioso di loro. Questi bambini ucraini mi hanno chiesto di pregare per i loro fratelli, papà e nonni. Io so cosa vuol dire vivere una guerra sulla propria pelle. Cosa è rimasto a Mariupol? Niente, da quanto so io, è rasa al suolo”, ha concluso lo stesso presidente Usa. “I nuovi insulti di Biden a Putin restringono ulteriormente la finestra di opportunità per ricucire i rapporti tra Russia e Stati Uniti”, ha risposto freddamente il Cremlino, citato dalla Tass.

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