Guerra /

Nella tarda giornata di ieri si è aperta ufficialmente la seconda fase dell’operazione militare russa in Ucraina con pesantissimi bombardamenti di artiglieria e aerei nella regione del Donbass, su Kharkiv e sulla città di Mykolaiv, che si trova a ovest di Kherson sulla direttrice verso Odessa.

L’offensiva terrestre, nel momento in cui vi stiamo scrivendo, non è ancora cominciata, ma questa volta sembra che l’esercito russo stia colpendo con maggiore intensità le posizioni ucraine utilizzando lo strumento aereo rispetto a quanto visto nelle settimane precedenti, soprattutto in rapporto alle primissime ore del conflitto. Sebbene lo strumento principale resti l’artiglieria e i sistemi missilistici multipli (Mlrs – Multiple Launcher Rocket System) come il Bm-21 “Grad”, il Bm-27 “Uragan” o il Bm-30 “Smerch”, stiamo assistendo, in questa fase, a un utilizzo più capillare dello strumento aereo russo. Il ministero della Difesa di Mosca, in un recente comunicato stampa rilanciato dalle agenzie di Stato, ha riferito che cacciabombardieri Sukhoi Su-34 “con l’aiuto di missili Kh-29 ad alta precisione, sono riusciti a distruggere infrastrutture militari dell’Ucraina”. L’esercito russo in questa fase continua a fare ampio uso di missili balistici a corto raggio – come gli Iskander-M – che consentono un tiro di precisione restando ben al di là delle difese aeree ucraine, ancora temibili grazie alla possibilità di utilizzare Sam (Surface to Air Missile) come i Buk M1 e gli Strela-10, ma si assiste a un uso più intensivo dei velivoli da bombardamento, imputabile al rapido esaurimento delle scorte di sistemi missilistici di teatro.

Mosca impiega i suoi Su-34 e Su-33 per colpire obiettivi in Ucraina usando missili da crociera, ma anche ordigni a caduta libera (come le bombe della famiglia Fab), sottolineando ancora una volta come si cerchi di risparmiare questi vettori missilistici per obiettivi di alto valore o puntiformi, in modo da sfruttarne la precisione. Insieme ai Kh-29 sono stati usati i missili da crociera Kh-31 e Kh-55M ma anche i Kh-101. Questi ultimi in particolare vengono trasportati e lanciati dai bombardieri strategici Tupolev Tu-95MS e Tu-160 e sebbene non abbiamo ancora immagini che ne confermino l’utilizzo in battaglia, sappiamo che lo stormo di bombardieri pesanti di Engels (oblast di Saratov) che utilizza i Tu-160 e Tu-95MS, ha ricevuto recentemente il nome di “Guardie” con decreto firmato dal presidente russo Vladimir Putin. Come risulta dal documento pubblicato sul portale del Cremlino, il 121esimo Reggimento aereo ha ricevuto il nome onorario per eroismo e coraggio, forza d’animo e coraggio mostrati dal personale nelle operazioni di combattimento.

Se non abbiamo ancora immagini che ritraggono i bombardieri pesanti Tu-95 e Tu-160 in azione, così non è per i Tu-22M3 (“Backfire” in codice Nato): un video amatoriale risalente allo scorso fine settimana mostra uno di questi bombardieri strategici in volo sul Donbass occupato.

Il velivolo è già stato usato in Siria per colpire le posizioni dello Stato islamico utilizzando bombe a caduta libera ed è plausibile ritenere che i Tu-22 stiano compiendo missioni di bombardamento con lo stesso tipo di ordigni. Qualche settimana fa sono circolate sul web fotografie che mostrano le bombe Fab-1000 e 1500 (il numero indica il peso in chilogrammi) che sappiamo essere state già utilizzate durante il conflitto per effettuare azioni su Chernihiv, Mykolaiv e altre località che hanno visto le principali direttrici dell’avanzata terrestre russa. Il Backfire può trasportare, oltre ai missili da crociera, un grande carico utile di bombe a caduta libera non guidate su rack esterni e nella stiva. Ciascun alloggiamento può portare, ad esempio, 9 bombe Fab-250, che sommate a quelle agganciate alle 24 sedi del vano bombe (con sistema di sgancio “a revolver”) consentono il trasporto di un massimo di 69 ordigni di questo tipo, ovvero più del carico utile di bombe Mk 82 del B-52H. I rack esterni possono anche essere utilizzati per trasportare una coppia di bombe FAB-1500, per un totale di 8 ed il carico utile massimo è ritenuto essere pari a 24 tonnellate.

Le Fab 1000 (insieme alle 1500 e alle 3000) sono dei vecchi ordigni di origine sovietica che però sono sempre efficaci se abbinati a un vettore dotato di un moderno e preciso sistema di puntamento. La precisione però, come sempre accade, è inferiore rispetto a quella di un ordigno guidato o un missile da crociera e l’utilizzo pertanto avviene su obiettivi d’area dove ci sono concentramenti di mezzi, truppe o importanti assetti nemici, come appunto l’acciaieria di Mariupol dove si è concentrata l’ultima resistenza ucraina.

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