La forza aerea degli Stati Uniti di stanza in Europa ha ricevuto la più ingente fornitura di bombe dai tempi del conflitto nei Balcani del 1999; quando la Nato portò avanti una pensate campagna di bombardamento con oltre mille cacciabombardieri – la maggior parte dei quali appartenenti all’Usaf e operanti dalle nostre basi in Italia.

Una mossa che farebbe parte di un più ampio progetto di riarmo del vecchio continente secondo quanto asserito dalle fonti statunitensi, che ha riportato nella base aerea di Ramstein in Germania una quantità di munizionamento  paragonabile a quello disponibile durate la Guerra Fredda. Non è stato rilevato o dichiarato che genere di munizioni contenessero precisamente gli oltre 100 container inviati all’86th Munitions Squadron, che ora si vanno a sommare agli altri 415 container inviati nel 2016. Allora le previsioni furono di oltre 5mila tonnellate di armamenti stoccati nei bunker sotterranei della base a noi tristemente nota per l’incidente della nostra pattuglia acrobatica Pan del 1988.

strip_articolo_occhi

“Le munizioni che abbiamo ricevuto saranno a disposizione per essere impiegate nelle operazione che si svolgeranno nei teatri del futuro, e per l’evoluzione della presenza del comando europeo negli Stati Uniti”, ha dichiarato il comandante della squadrone dell’Us Air Force proposto alla custodia di questo “arsenale” in Europa.

L’ultima volta che l’aeronautica americana schierò una quantità di armamenti simile fu durante l’Operazione Allied Force: la campagna di bombardamento mossa dalla Nato nei confronti della Jugoslavia di Slobodan Milošević  in risposta della pulizia etnica della popolazione albanese in Kosovo. La campagna aerea che durò 78 giorni durante i quali, per lo più dalle basi italiane (Aviano, Ghedi, Istriana, Grazzanise, Amendola, Gioia del Colle), vennero lanciate circa 900 sortite che videro impiegati, tra gli altri, i bombardieri stealth americani F-117 “NightHawk”, gli F/A-18 e gli F-15. 

Questo rinforzo aumenterà le scorte “pre-posizionate” dagli Stati Uniti nella regione europea, in supporto ai partner dell’Alleanza Atlantica, sia per sostenere una “dissuasione” nei confronti della potenza Russia – che viene sempre vista come un potenziale aggressore – sia per sostenere eventuali campagne militare alleate lanciate dalla regione. Si pensi ad operazioni di bombardamento in Nord Africa come nel caso di una escalation in Libia.

Secondo quanto riportato dalla gazzetta della Marina americana, negli ultimi quattro anni il riarmo delle scorte di munizioni europee è stato un punto focale degli sforzi militari statunitensi. E questa sarebbe soltanto una parte degli sforzi atti ad aumentare la forza e la prontezza al combattimento del Comando europeo degli Stati Uniti, per riequilibrare le forze “sciolte” con il termine della Guerra Fredda, oggi richiamate all’ordine a causa delle continue tensioni internazionale di carattere quasi “bipolare”; se si pensa ai continui “war games” nei quali si misurano Stati Uniti e blocco occidentale / Federazione Russa. Questo arsenale europeo, che conta anche anche sulle oltre 90 bombe termonucleari B61-12 dislocate tra Germania e Italia (e Turchia), rappresenta anche una riserva strategicamente dislocata alla quale attingere nel caso di una crisi che potrebbe colpire gli Stati Uniti o i suoi alleati.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.