Stanno giungendo a destinazione gli aiuti militari che l’amministrazione Biden e gli alleati della Nato hanno voluto destinare all’esercito ucraino per affrontare l’esercito russo, in una guerra per procura che si sta concentrando nella regione del Donbass e dell’est del Paese. Secondo il Pentagono, l’esercito ucraino ha ricevuto nel fine settimana altri velivoli e i pezzi di ricambio per far volare di nuovo gli aerei danneggiati nelle scorse settimane: come riporta la Reuters, il portavoce del Pentagono, John Kirby, non ha fornito dettagli su quali Paesi hanno fornito caccia a Kiev, ma ha riconosciuto i nuovi trasferimenti e ha affermato che l’Ucraina ora dispone di “più aerei” da combattimento operativi rispetto a due settimane fa. Potrebbe trattarsi, con ogni probabilità, di Paesi che un tempo facevano parte del Patto di Varsavia: gli aerei in questione potrebbero dunque essere i Mig sovietici, che l’esercito ucraino conosce molto bene. Notizia, quello dell’invio dei Mig, che l’esercito ha prontamente smentito nelle scorse ore.

Il Pentagono conferma: “Kiev ha ricevuto i caccia”

Gli ucraini, ha detto Kirby in conferenza stampa, “hanno ricevuto velivoli aggiuntivi e parti di aeromobili per far volare gli aerei danneggiati”, sottolineando però che Washington non ha messo a disposizione caccia, per il momento. “Abbiamo certamente aiutato l’esercito ucraino con il trasbordo di alcuni pezzi di ricambio, ma non abbiamo trasportato un aereo intero”, ha affermato. Una strategia che potrebbe presto cambiare: gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di trasferire in Ucraina elicotteri di fabbricazione russa che un tempo erano destinati all’Afghanistan.

Gli 800 milioni di dollari recentemente approvati in assistenza alla sicurezza includono sistemi di artiglieria Howitzer, 40.000 colpi di artiglieria, veicoli corazzati per il personale e altre armi, secondo la Cbs. Un alto funzionario della difesa degli Stati Uniti ha dichiarato lunedì che quattro voli di spedizioni concernenti il pacchetto di assistenza sono giunti ​​nella regione durante il fine settimana, con un quinto previsto nelle prossime 24 ore. Il funzionario non ha specificato in dettaglio quali armi del recente pacchetto sono atterrate per prime nella regione.

“50 milioni di munizioni dall’inizio della guerra”

Il portavoce del Pentagono in conferenza stampa ha affermato che il dipartimento della Difesa prevede di iniziare ad addestrare istruttori ucraini al di fuori dell’Ucraina su come utilizzare gli obici forniti dagli Stati Uniti. Per La Repubblica, è presumibile che l’addestramento avvenga al confine con Polonia e Romania, ma Kirby ha specificato che è solo l’inizio, perché Washington è pronta anche ad insegnare l’uso dei radar AN/TPQ-36 Firefinder e AN/MPQ-64 Sentinel, inclusi nell’ultimo pacchetto di forniture da 800 milioni di dollari.



Inoltre, dall’inizio dell’invasione, ha sottolineato Kirby, “abbiamo contribuito a consegnare, non solo dai nostri stock, ma da quelli di altre nazioni, più di 50 milioni di munizioni per armi leggere di vario calibro. E questo è il tipo di armi che gli ucraini usano letteralmente ogni singolo giorno da quando è iniziata quest’invasione”. “L’artiglieria è una richiesta specifica degli ucraini a causa dei combattimenti che si aspettano si verifichino nel Donbas”, ha detto Kirby. “E sappiamo che anche i russi credono la stessa cosa perché li vediamo spostare unità di artiglieria nel Donbas”.

Un terzo delle infrastrutture dell’Ucraina è stato distrutto

È già tempo di – tristi – bilanci. I funzionari ucraini hanno affermato questa settimana che circa un terzo di tutte le sue infrastrutture è stato distrutto dall’esercito russo dall’inizio del conflitto. Il ministro delle Infrastrutture Oleksander Kubrakov ha affermato che 100 miliardi di dollari di danni sono stati inflitti alle infrastrutture della nazione, ma ha aggiunto che il conto potrebbe arrivare fino a 500 miliardi di dollari quando tutto, dalle case alle strade, sarà stato conteggiato, secondo quanto riportato da Reuters. “Praticamente tutti i componenti della nostra infrastruttura di trasporto hanno sofferto in una forma o nell’altra”, ha detto Kubrakov lunedì. “Se si parla di strade, ponti ed edifici residenziali, credo che quasi tutto si possa ricostruire in due anni. Prima però la guerra deve finire e, purtroppo, la data di fine del conflitto e cessazione delle ostilità sembra essere ancora molto, molto lontana.

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