Justin Trudeau, primo ministro del Canada, ha difeso la decisione del proprio governo di ratificare la vendita di oltre 900 veicoli corazzati – tra cui dozzine descritte come “artiglieria pesante d’assalto” e equipaggiati con cannoni – all’Arabia Saudita, sostenendo che l’accordo sia in linea con le politiche estera e di difesa del Canada .

L’accordo da 15 miliardi di dollari canadesi (11,63 miliardi di dollari americani) – sottoscritto dal precedente governo conservatore nel 2014, cui è stato dato il via libera dopo che Trudeau è diventato primo ministro – è stato sotto i riflettori negli ultimi anni, tra crescenti preoccupazioni per la situazione dei diritti umani di Riyadh.

I documenti pubblicati di recente dal Guardian, inerenti ai servizi della Canadian Broadcasting Corporation, hanno offerto un assaggio dell’opaco accordo del 2014 che ha coinvolto la General Dynamics Land Systems con sede a London, Ontario – Canada.

L’ordine iniziale era per centinaia di veicoli corazzati leggeri, di cui 119 descritti come “artiglieria pesante d’assalto” con cannoni da 105 millimetri. Altri 119 veicoli erano configurati come “anti-tank” mentre 119 presentavano una torretta biposto e un cannone da 30mm ed erano designati come supporto per “fuoco diretto”.

L’accordo potrebbe essere stato modificato da quando è stato redatto nel 2014, ha osservato la CBC. La consegna dei veicoli era prevista per il 2017. Le rivelazioni sono state sottoposte a Trudeau dai politici dell’opposizione martedì alla Camera dei Comuni. Hélène Laverdière, del nuovo partito democratico ha fatto riferimento alle notizie sulla campagna del regno saudita nello Yemen, dove il conflitto ha provocato più di 10.000 vittime e sfollato più di 3 milioni di abitanti.

“Come possiamo dire che la politica estera canadese sia progressista e femminista quando continuiamo a vendere armi all’Arabia Saudita?” ha interrogato la Laverdière. Trudeau ha risposto sostenendo che il suo governo non ha avuto altra scelta che rispettare il contratto firmato dal precedente governo. “I permessi sono approvati solo se le esportazioni sono coerenti con le nostre politiche estere e di difesa, inclusi i diritti umani”, ha detto Trudeau. “Il nostro approccio soddisfa pienamente i nostri obblighi nazionali e le leggi canadesi”.

Cesar Jaramillo di Project Plowshares, un gruppo di disarmo canadese, ha descritto la risposta di Trudeau come “logica imperfetta“, poiché spetta al suo governo stabilire i parametri della politica estera e di difesa del Canada.

L’accordo è stato oggetto di una revisione la scorsa estate, dopo che video e foto postate sui social media avrebbero mostrato che Riyadh utilizzava attrezzature fabbricate in Canada in un violento giro di vite contro i dissidenti sciiti di minoranza nell’Arabia Saudita orientale.

Dopo aver avviato un’indagine, il ministro degli Esteri canadese, Chrystia Freeland, ha dichiarato a febbraio che non sono state trovate prove conclusive che suggeriscano che i veicoli fabbricati in Canada fossero utilizzati per violare i diritti umani nel regno. Da allora il governo ha rifiutato di rilasciare una copia dell’inchiesta, nonostante le domande degli attivisti in merito alla sua conclusione.

Mentre le organizzazioni internazionali che monitorano le violazioni dei diritti umani continuano a classificare l’Arabia Saudita tra i peggiori trasgressori al mondo, paesi come la Germania e il Belgio hanno negato le domande di esportazione di armi dirette in Arabia Saudita. Nel 2015 la Svezia ha annullato un accordo difensivo di vecchia data con i sauditi, citando preoccupazioni simili.

L’Italia, invece, continua a concludere affari con Riyadh, vista anche l’identificazione del codice delle bombe, A4447, prodotte negli stabilimenti della Rwm in Sardegna. La Gran Bretagna, altrettanto, ha spinto in avanti con vendite di armi in Arabia Saudita, con dati del governo che mostrano vendite salite a 1,1 miliardi di sterline (1,56 miliardi di dollari) nella prima metà del 2017.

Martedì Donald Trump ha sponsorizzato le vendite di armi americane a Riyadh, accogliendo il principe ereditario dell’Arabia Saudita a Washington. “L’Arabia Saudita è una nazione molto ricca, e daranno agli Stati Uniti una parte di quella ricchezza, si spera, sotto forma di posti di lavoro, sotto forma di acquisto delle migliori attrezzature militari in qualsiasi parte del mondo” ha dichiarato il presidente statunitense.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.