Le immagini sono impressionanti. I principali carri armati della Cina, i Type 96A, e i suoi veicoli da combattimento della fanteria, i Type 04, hanno inscenato una finta battaglia su strada, in uno scenario circondato da palazzi e case. Pechino è per caso pronta a dichiarare guerra agli Stati Uniti? C’è un regolamento dei conti all’orizzonte? Se alla prima domanda possiamo rispondere in modo negativo, il secondo quesito merita una breve spiegazione. Esiste un conto aperto tra la Cina e Taiwan ma non sappiamo quando, come e se verrà mai chiuso. E lo spettacolo andato in scena sulla televisione di stato cinese rappresenta un chiaro messaggio rivolo al governo taiwanese.

Da anni il Dragone ripete, con toni più o meno aggressivi, che Taipei è una provincia della Repubblica Popolare e che, come tale, deve tornare sotto la legislazione cinese. Dall’altra parte il governo taiwanese, erede dei nazionalisti di Chiang Kai Shek, è orgoglioso della propria indipendenza e non ha alcuna intenzione di essere controllata da Xi Jinping. Tuttavia, nel “sogno cinese” del presidentissimo cinese trova spazio anche la completa riunificazione del Paese. Se Hong Kong e Macao sono ormai tornati nell’alveo di Pechino, Taiwan è ancora lontana.

Non solo: l’isola, situata nelle turbolente acque del Mar Cinese Meridionale, è sotto l’ala protettrice degli Stati Uniti. Ricordiamo, tra l’altro, che nel 2017 Donald Trump ha firmato il National Difense Authorization Act, un provvedimento che prevede visite di navi da guerra americane nei porti taiwanesi. Considerando la prossimità dell’isola alle coste cinesi, il possibile casus belli tra le due superpotenze rischia davvero di essere dietro l’angolo.

Il sogno di Xi

Dicevamo del sogno di Xi. L’ipotetica riannessione di Taiwan alla Cina continentale consentirebbe all’attuale presidente cinese di superare Mao Zedong nell’immaginario cinese. La conquista di Taipei, infatti, troverebbe ampio spazio nella trionfale narrazione del Partito Comunista cinese e conterrebbe tutto il necessario per essere considerata un’impresa immortale. Secondo alcuni analisti, Pechino avrebbe già abbozzato una sorta di strategia.

Prima di lanciarsi nella “campagna di Taipei” – c’è chi ha individuato l’anno fatidico nel 2030 – il governo cinese deve attuare alcune riforme, compresa quella inerente allo sviluppo della forza militare. Ma anche sciolti i nodi interni, la strada non sarebbe affatto in discesa. La Cina, qualora decidesse di usare la forza, potrebbe provocare una reazione bellica da parte degli Stati Uniti (a meno che la Casa Bianca non decida di lasciar perdere). Insomma, sul tavolo ci sono vari scenari. E i cinesi danno l’impressione di voleri analizzare uno ad uno.

L’ultimo messaggio a Taipei

Arriviamo così alla finta battaglia nelle strade taiwanesi trasmessa da un documentario della CCTV. Il messaggio, secondo quanto riportato dal South China Morning Post, è chiaro: l’esercito cinese, in una possibile guerra con Taiwan, sarebbe pronto a schierare i pezzi più pregiati del proprio arsenale militare. Non a caso i veicoli Type 04 e i carri armati Type 96A sono particolarmente adatti a combattere in scenari urbani, proprio come si preannunciano gli scenari taiwanesi. Pechino sa bene che una battaglia del genere sarebbe inevitabile non appena le proprie truppe dovessero sbarcare sull’isola. In ogni caso, l’esercitazione in questione ha coinvolto una brigata da combattimento della 72esima armata dell’esercito cinese con sede a Huzhou, nella provincia dello Zhejiang, ed è stata supervisionata dall’Eastern Theatre Command.

Sul finto campo di battaglia c’erano due squadre. La rossa, formata da 230 soldati equipaggiati con 30 carri armati, rappresentava l’esercito cinese intento ad attaccare un complesso cittadino. Quest’ultimo era difeso da una squadra blu formata da 70 soldati e sei carri armati. Per la cronaca, la squadra rossa, grazie alla copertura di veicoli e carri armati, è riuscita a conquistare la finta città in meno di tre ore, dopo aver rimosso mine, blocchi stradali e altri ostacoli. È importante, infine, sottolineare un aspetto non da poco: negli ultimi anni le esercitazioni di battaglia su strada sono diventate un addestramento chiave per la 72esima armata dell’esercito cinese. Taipei prende nota.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.